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CGIL CISL UIL – TRENTINO * ASSEGNO UNICO: « ATTUALIZZAZIONE ANCORA BLOCCATA, LA GIUNTA PAT FISSI TEMPI CERTI E CONFERMI RETROATTIVITÀ BENEFICIO »

Assegno unico, attualizzazione ancora bloccata. Cgil Cisl Uil e Acli: senza risposte le famiglie e i lavoratori in difficoltà. La Giunta fissi dei tempi certi e confermi la retroattività del beneficio.

I nuovi criteri per attualizzare l’assegno unico provinciale per le famiglie più povere, la cosiddetta quota A, sono ancora un miraggio. E’ da luglio che la Giunta provinciale ha annunciato e definito le modalità per andare incontro ai nuclei in maggiori difficoltà, ma di fatto nulla si è mai mosso in concreto. Per questo Cgil Cisl Uil del Trentino e Acli sollecitano l’Esecutivo a votare la delibera che renderà possibile l’attualizzazione della propria condizione economica.

“La Giunta Fugatti ha stanziato risorse ancora insufficienti per sostenere le famiglie le cui condizioni sono peggiorate a causa della crisi economica. E’ bene però che le risorse messe in campo non diventino un miraggio – affermano Andrea Grosselli, Michele Bezzi, Walter Alotti e Luca Oliver -. A due mesi dalla definizione dei criteri è ancora tutto bloccato”.

Ancora a luglio i sindacati e le Acli avevano chiesto maggiori risorse e soprattutto un allargamento della platea dei beneficiari per sostenere anche le famiglie che si trovano in un rischio concreto di scivolare in povertà a causa della contrazione del reddito, ma non rientrano nei parametri Icef attuali. Nulla di fatto. “E’ importante, però, che quel poco che la Giunta ha fatto diventi operativo subito, garantendo tempi certi per l’avvio delle domande e la retroattività del sostegno al reddito per tutti i potenziali beneficiari”, incalzano.

Intanto sulle famiglie rischia di abbattersi una nuova tegola: da quest’anno la domanda per l’assegno unico verrà posticipata a marzo e le somme verranno erogate con molta probabilità da luglio 2021. “Visto che la Giunta ha deciso di limitare la possibilità di attualizzare la propria condizioni economica solo ai nuclei con Icef più basso, la maggioranza delle famiglie si troverà con un sostegno calcolato sui redditi percepiti 18 mesi prima. Ad alcuni potrà anche andare bene, ma ci saranno anche famiglie che riceveranno meno. Ampliare l’intervallo tra il tempo in cui viene certificato il reddito e il momento in cui si eroga il sostegno rischia di creare solo iniquità”.

A rendere ancora più confuso il quadro generale potrebbe essere il varo, quello sì ad inizio gennaio, del nuovo assegno unico universale statale per tutte le famiglie italiane. Il Governo infatti porterà in Senato a breve la legge delega sulla riforma degli assegni familiari. “Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte dell’assessora Segnana. Ma se la Provincia non agirà tempestivamente per concordare con Roma un’integrazione tra strumento nazionale e strumento provinciale si rischia l’ennesimo caos, e a farne le spese potrebbero essere le casse di Piazza Dante, dunque di tutti i trentini”, concludono Grosselli, Bezzi, Alotti e Oliver.