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LIBERI E UGUALE TRENTINO – ATTOLINI * ASSEMBLEA PROVINCIALE: ” VOGLIAMO INTERLOQUIRE CON COLORO CHE SI PONGONO L’OBIETTIVO DI UNA SINISTRA UNITA E DARE UN SEGNALE ALL’ELETTORATO DELUSO “

In una sala affollata del centro sportivo di Villazzano si è svolta ieri l’assemblea provinciale di Liberi e uguali (LeU) del Trentino.

“Nel contesto politico che stiamo vivendo siamo convinti che ci sia bisogno di una visione complessiva e di soluzioni condivise” ha dichiarato in apertura Renata Attolini del Comitato promotore LeU. Una convergenza che può svilupparsi solo costruendo le basi culturali per una nuova idea della politica in e per il Trentino. “E’ per questo che siamo qui, perché Leu vuole interloquire con tutti coloro che si pongono l’obiettivo di una sinistra unita, dando un segnale importante all’elettorato deluso”.

Marcello Farina, per voce di Vincenzo Calì -che ne ha letto il messaggio-, ha sottolineato la necessità di un “nuovo umanesimo” e ha invitato la sinistra a cogliere la “profondità e severità della crisi culturale del nostro tempo, che ha reso obsolete molte convinzioni della politica e svuotato il linguaggio del significato usuale”.

Ha invitato a guardare i segnali di novità, “di neo modernità, tra cui il ritorno a considerare la ragione come strumento critico e riflessivo” ed ha invitato a ripensare all’ideologia, nel contesto attuale, quale antidoto alla “politica del fare” che rincorre l’immediato: ideologia che trova nell’etica, laica per natura, il pilastro ineludibile.

Proprio dalla necessità di fermarsi a riflettere per capire i cambiamenti in atto, sospendendo l’approccio elettorale, è partito l’intervento di Stefano Sarzi Sartori, esperto di processi partecipativi (autore tra l’altro del libro “Comunità e democrazia nei quartieri. Un’ipotesi di lavoro per l’attivazione di processi partecipativi e generativi di cittadinanza nei quartieri e nei paesi”). “Premetto che il libro sembra dedicato al ‘sociale’ ma riguarda in pieno la politica”.

“Dobbiamo essere coscienti che oggi la situazione è molto diversa da quella da cui proveniamo, cioè di 50-60 anni fa. Non avevamo bisogno di riflettere sulla coesione, la agivamo in contesti che ci obbligavano alla solidarietà, caratterizzati da due elementi: povertà diffusa e assenza di servizi elargiti dallo stato. Ma c’era lo “sguardo della comunità”, costituita da reti familiari. Nei quartieri, paesi, operava un controllo che faceva “educazione alla cittadinanza diffusa”.

Dagli anni ’90, quella coesione si è frantumata e i partiti hanno perso il contatto con il contesto. Oggi vi è la necessità di ricostruire questi contesti, attraverso la relazione, tra persone, in uno spazio rimasto vuoto dove dobbiamo lavorare con un approccio non frammentato: incrociando lo sguardo di chi ci sta accanto e prendendo atto che non si riesce ad avere alcuna efficacia su quella comunità se non attivandola nella sua interezza.

E’ stata quindi data voce ai rappresentanti di alcune associazioni del territorio.

Paolo Zanella, portavoce di Arcigay Trentino, pur sottolineando il segno importante di piazza dei 10mila che hanno sfilato al Dolomiti Pride, ha detto che “il cammino da fare è una sfida enorme, ma oggi più che mai, dopo i risultati elettorali che ha portato avanti una destra populista, razzista e omofobica, si devono mettere in agenda i temi importanti: solidarietà, equità,diritti civili”.

Claudia Merighi, presidente di Laici Trentino, ha sottolineato che il risultato del Dolomiti Pride è frutto di un lavoro di 5 anni sul territorio: “un lavoro che ha portato cultura, rispetto, valori, momenti di approfondimento. Un perfetto esempio di ciò che i partiti devono fare, continuo e meticoloso incontro, di parola e anche di lotta”.

Franco Tessadri, presidente di Mountain Wilderness, ha ricordato la necessità di rivitalizzare la partecipazione sul territorio che mostra i segni di una profonda crisi.

Renzo De Stefani, portavoce di “Primavera Trentina” ha sottolinerato l’importanza di un percorso condiviso e ipotizzato possibili convergenze. La sua esperienza personale gli permette di essere fiducio sulla capacità di tessere efficaci relazioni di comunità e racconta come abbiano sperimentato un metodo nuovo, che permette condivisione e leggerezza, oltre il metodo litigioso e violento della politica DI oggi. Il “giro del Trentino” che hanno fatto si concluderà sabato 23 giugno, e verranno prese decisioni concrete anche per le elezioni provinciali.

Infine Giovanni Mazzocchi ha portato la testimonianza del lavoro di lotta e di presidio del territorio delle associazioni in Alto Garda che sono riuscite negli anni ad ottenere dei risultati importanti per l’intera comunità.

Sono inoltre intervenuti in quanto rappresentanti di partiti: Giuliano Pantano di Rifondazione Comunista, Marco Boato del Verdi del Trentino, Alessandro Pietracci dei Socialisti del Trentino e Florian Kronbichler dei Grüne sudtirolosi.

Massimo Toscanelli, membro del Comitato promotore, ha quindi presentato la Carta di intenti quale Carta d’identità di Liberi e Uguali del Trentino e ha ribadito il desiderio del gruppo trentino di LeU di intraprendere un percorso aperto e condiviso con altri soggetti, basato su due direttrici: una, di lungo periodo, già iniziata, che vede Liberi e Uguali del Trentino impegnata ad immergersi nella realtà attraverso una operazione di ascolto e confronto con chi sui territori è attivo o ha la volontà di attivarsi; l’altra, di breve termine, che guarda alla prossima scadenza elettorale provinciale e che ha bisogno comunque della prima, ribadendo la necessità della costruzione di una Coalizione per il Trentino che superi le singole soggettività che vi parteciperanno, politiche e non, creando una vera alternativa alle destre, concetto questo già espresso in diverse forme anche dagli ospiti intervenuti.

La mattinata si è conclusa con il lavoro di raccolta di idee programmatiche con 6 tavoli molto partecipati che hanno affrontato temi cruciali per un progetto di Trentino: “Ambiente, Infrastrutture, Mobilità e Urbanistica”; “Formazione, Ricerca e Cultura”; “Lavoro ed Economia”; “Politiche sociali”; “Salute e Sanità”; “Partecipazione e Autonomia”. Nei 6 tavoli, a partire da bozze predisposte all’interno di LeU, si sono discusse ed elaborate proposte che saranno il canovaccio del progetto di Trentino che verrà proposto agli elettori trentini.