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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

UIL TRENTINO * BANCHE: ALOTTI, « INVESTIMENTO PAT IN CIVIBANK, IL FLOP DELLA STRATEGIA DEL PRESIDENTE FUGATTI »

Alotti – Uil: investimento PAT in Civibank. Banche di riferimento trentine – il flop della strategia di Fugatti. Avevamo plaudito al tentativo di Fugatti di prendere il controllo dell’unico istituto bancario in qualche modo “trentino” (Mediocredito) per dare al territorio un riferimento per il credito veramente locale alle aziende ed alle famiglie trentine.

Avevamo anche proposto una quota di azionariato popolare per i trentini che avessero voluto partecipare all’impresa, importante anche sotto l’aspetto politico istituzionale di una Comunità autonoma sempre più avviata verso la standardizzazione politico sociale economica alle logiche nazionali.

Ma il mancato coordinamento, anche in questo ambito come per l’A22, con l’Alto Adige e la debolezza e la latitanza da parte anche degli imprenditori  trentini  ha portato anche Mediocredito sotto il ferreo controllo dei sudtirolesi, che ora sono ulteriormente passati all’attacco.

Stanno mirando infatti al controllo o comunque all’allargamento della loro sfera di influenza economica e finanziaria del Nord Est, dopo aver definitivamente rimesso al loro posto (l’ultimo) i trentini, ed assunto  il controllo di Civibank, ultima banca non cooperativa del triveneto rimasta in gioco, seppur in via marginale, dopo il disastro degli imprenditori bancari veneti che con Veneto Banca e Popolare di Vicenza hanno fatto “tabula rasa” del risparmio di tanti cittadini ed imprenditori veneti.

La mossa quindi di questi giorni, evidentemente più politica che strategica, di entrare in Civibank  attraverso la controllata Trentino di Sviluppo, peraltro anch’essa a rischio Legge Madia, ci pare la modesta via d’uscita per accaparrarsi qualche briciola al tavolo imbandito dai cugini alto atesini e la controprova dell’abbandono definitivo dell’iniziativa Mediocredito a controllo trentino.

Lo stesso ragionamento vale per i pochi veri gruppi finanziari (Seac Fin, Fondazione Caritro, Isa, Itas e magari Finanziaria Trentina) degli imprenditori trentini, cui viene chiesto partecipare alla partita del nord-est, dopo che si erano già autoesclusi dall’iniziativa trentina  per un Mediocredito a vocazione regionale.

Una chiamata ad un ruolo comunque subalterno, come quello della Provincia Autonoma di Trento e del suo pavido e confuso presidente Fugatti rispetto a Kompatscher ed a Sparkasse.

 

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Walter Alotti
Segretario Generale UIL Trentino