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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

#SCUOLA DIGITALE: PAT, A MEZZOLOMBARDO IL PRIMO INCONTRO-DIBATTITO

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Si è tenuto ieri all’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, il primo di una serie di incontri, organizzati dalla Provincia autonoma di Trento, nell’ambito delle azioni di confronto per la definizione del nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale (Ppsd). Nel corso della prima giornata di studio si è parlato di “Ambienti e strumenti” mettendo in luce l’esigenza di modificare il concetto di spazio di apprendimento anche attraverso azioni di supporto che integrino innovazione tecnologica e metodologia. Al seminario sono intervenuti Giovanni Biondi, presidente di Indire; Francesco Profumo, presidente di Fbk; Angelo Bardini, Membro del Tavolo tecnico del Piano Nazionale per la Scuola Digitale; Massimo Belardinelli, dirigente del Primo Circolo di Città di Castello e Salvatore Giuliano, dirigente dell’Istituto “E. Majorana” di Brindisi. Il pomeriggio si è concluso con cinque workshop a sessioni parallele in cui preziose esperienze locali e nazionali hanno animato il dibattito tra esperti, docenti e studenti.

Con l’appuntamento di ieri all’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo hanno preso il via le iniziative di confronto per l’attuazione del nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale (Ppsd). Il nuovo Piano rappresenta infatti un documento di indirizzo per il rilancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale. Il documento, che recepisce i principi delineati nel Piano Nazionale Scuola Digitale (Pnsd), avrà una valenza pluriennale e indirizzerà concretamente l’attività con azioni che saranno finanziate dalle risorse dei Fondi Strutturali Europei. Per arrivare a una strategia condivisa l’Amministrazione provinciale ha messo in campo una serie di iniziative di dibattito e approfondimento su questo tema che condizionerà fortemente il livello della didattica nei prossimi anni.

Ieri, la prima delle iniziative in programma, ha visto confrontarsi prestigiosi nomi di esperti a livello nazionale. Dopo i saluti istituzionali della dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza Livia Ferrario, della dirigente dell’istituto Martini Tiziana Rossi e del direttore di IPRASE Luciano Covi, ha aperto il pomeriggio il presidente di Indire (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Educativa), Giovanni Biondi che ha parlato dell’importanza dell’organizzazione degli spazi per accompagnare le trasformazioni che i sistemi scolastici stanno attraversando. “L’idea della nuova scuola è quella in cui l’aula non è più l’unico luogo dell’apprendere – ha spiegato Biondi – è la molteplicità di spazi diversificati che contribuisce a creare un unico ambiente in grado di supportare una didattica attiva e moderna.

Non possiamo però pensare agli ambienti se non pensiamo al modello educativo che ci sta dietro. Il problema principale è dunque il modello educativo e in questo senso – ha concluso Biondi – la scuola digitale ci offre numerose opportunità”. A seguire è intervenuto Angelo Bardini, Membro del tavolo tecnico del Piano Nazionale Scuola Digitale che ha illustrato una testimonianza reale di riqualificazione degli ambienti di apprendimento parlando di “Osvaldo”, ovvero la biblioteca dell’istituto Comprensivo di Cadeo, in provincia di Piacenza. “Questo luogo – ha spiegato Bardini – ha subito una continua trasformazione sin dalla sua apertura nel 1999, e ora è un ambiente flessibile aperto 11 mesi all’anno, con 14.000 libri, 13.000 prestiti, 2.300 film, cd musicali, 3 giorni di apertura al pubblico esterno con il personale della scuola . “Osvaldo” rappresenta un posto speciale con muri affrescati e grande attenzione all’arredo; un ambiente accogliente che permette la rimodulazione continua degli spazi pensati per la scoperta e l’esplorazione in cui le tecnologie fanno da sfondo”.

Massimo Belardinelli, Dirigente Primo Circolo, Città di Castello (Pg) ha portato la sua testimonianza dall’Umbria, dimostrando come si possa trasformare una scuola primaria rileggendo il pensiero Montessoriano in chiave tecnologica. “Uno dei plessi della scuola primaria di Città di Castello – ha spiegato Belardinelli – è stato riprogettato partendo dalla didattica, in stretta collaborazione con i tecnici del comune, i genitori e i docenti. Ora la nostra è una scuola che presenta spazi di accoglienza, spazi di gruppo, spazi individuali, ma che promuove nello stesso momento anche le competenze digitali degli adulti aprendosi al territorio. Tutti i plessi della scuola primaria sono dotati di Aule Aumentate con dispositivi che possano rendere interattivi tavoli, pareti e pavimenti. Non è un problema di risorse, – ha concluso Belardinelli, – ma di avere una vision in cui autonomia, apprendimento cooperativo e l’imparare facendo siano le parole chiave”.

Salvatore Giuliano, dirigente dell’Itis “E. Majorana” di Brindisi, scuola capofila del progetto “book in progress”, ha messo in evidenza il concetto secondo cui la tecnologia è uno strumento fondamentale che non modifica però il rapporto tra studente e docente. “Nulla è frutto di un uomo solo al comando – ha detto – gli ottimi risultati ottenuti dalla nostra scuola sono il risultato di un costante scambio tra i docenti, di un lavoro di équipe che ci vede tutti coinvolti”. La sessione plenaria si è conclusa con l’intervento di Francresco Profumo, presidente di Fbk, che ha aperto una riflessione sui cittadini di domani. “Oggi sappiamo – ha detto – che domani molti lavori del presente non esisteranno più. Dobbiamo pertanto mettere in campo un progetto calibrato sul lungo periodo, un progetto che parte dai docenti che devono avere al centro del loro interesse lo studente, un progetto che riconsideri gli spazi per l’apprendimento. Dobbiamo pensare il futuro dei nostri ragazzi nella consapevolezza del ruolo centrale esercitato dalla scuola nella costruzione di un Paese migliore”.

Dopo la sessione plenaria, in serata, è stata l’ora di alcuni interessanti workshop. Massimo Belardinelli e Tiziana Rossi hanno dimostrato come modificare il setting di apprendimento nella scuola. Elisabetta Nanni, docente di Iprase ha guidato i partecipanti in un interessante percorso interattivo con l’aiuto dei Qrcode dimostrando come sfruttarli per l’attività didattica e documentando come la tecnologia possa assumere il significato di strumento attivo e partecipato per includere tutti e rendere gli studenti cittadini digitali consapevoli. Cristiana Bianchi, docente di Iprase, ha presentato le potenzialità delle applicazioni per la scuola offerte da Google come strumento di sistema, mentre Leonardo De Caro, docente dell’Istituto Martini di Mezzolombardo, coadiuvato dai suoi studenti, ha spiegato come creare app per lo smartphone e come utilizzare un device per le simulazioni di volo.

Nella sezione “le scuole si raccontano” Pietro Callovi e Andrea Antolini, docenti trentini, hanno illustrato il progetto europeo Future Classroom: un’interessante esperienza di Byod, Bring your own device, e di peer tutoring tra studenti della primaria di Mori e quelli del Liceo Russel di Cles per la promozione di un uso consapevole degli smartphone in classe. Marina Rosset e Alessandro Contino, entrambi docenti di lettere nella scuola secondaria di primo grado, hanno infine raccontato il loro rapporto con le tecnologie inserite nel contesto didattico illustrando valore aggiunto e criticità.

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa