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CORTE DEI CONTI – TRENTO * CONDANNA EX SINDACO NARDIN ED EX ASSESSORE PAOLAZZI PER TURBATIVA D’ASTA: « INTERVISTA AL PROCURATORE DOTTOR MARCOVALERIO POZZATO » (ESCLUSIVA AGENZIA OPINIONE)

Focus sulla condanna dell’ex sindaco Antonietta Nardin e dell’ex assessore Giovanna Paolazzi per turbativa d’asta, con riferimento alla procedura di aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della centrale a biomassa nel comune di Cembra-Lisignago.

Nostra intervista in esclusiva al Procuratore della Corte dei Conti di Trento, dottor Marcovalerio Pozzato.

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È di ieri la notizia che la Corte d’appello di Trento ha confermato la sentenza di primo grado che aveva condannato l’ex sindaco Antonietta Nardin e l’ex assessore Giovanna Paolazzi per turbativa d’asta, con riferimento alla procedura di aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della centrale a biomassa nel comune di Cembra-Lisignago. Oltre a loro, sono stati condannati anche due rappresentanti della Pyromax, cui furono affidati i lavori. La Procura della Corte dei conti ha svolto attività in merito alla vicenda esaminata dal giudice penale? La Procura della Corte dei conti ha avviato un proprio autonomo procedimento d’indagine in ordine ai medesimi fatti oggetto di procedimento penale (conclusosi, come Lei ha evidenziato, con conferma in appello della condanna penale).

Mi preme svolgere una precisazione preliminare.
Il Giudice penale, con la condanna richiamata, ha censurato una condotta antigiuridica penalmente rilevante, avendo ritenuto dimostrata la diretta ingerenza delle Amministratrici di Cembra-Lisignago nella procedura di gara finalizzata alla realizzazione della centrale a biomassa, al fine di favorire l’aggiudicazione dell’appalto alla Pyromax.
Sebbene una condanna di questo tipo sia un importante indicatore della presenza di un danno erariale, per i costi occulti per l’Amministrazione che caratterizzano queste attività delittuose, non ogni qualvolta vi siano anomalie sulle modalità di svolgimento delle gare d’appalto si è dinanzi a un danno per le casse dell’Amministrazione, perseguibile dalla Procura della Corte dei conti. Potenzialmente, infatti, possono esservi procedure di gara connotate da vizi procedurali (anche con profili penalmente rilevanti), dai quali, tuttavia, non consegua un danno per il Pubblico Erario, venendo l’opera comunque realizzata ed utilizzata, senza sovraccosti per l’ente.
Nel caso del Comune di Cembra-Lisignago, purtroppo, le cose sono andate diversamente, avendo avuto la condotta penalmente rilevante diretto riflesso sulle casse del Comune di Cembra-Lisignago. La turbata libertà della procedura di gara ha portato all’individuazione dell’appaltatore al di fuori dalle ordinarie dinamiche concorrenziali di mercato e di congrua valutazione tecnica e professionale, causando l’affidamento dei lavori ad un soggetto totalmente inidoneo a progettare un impianto di biomassa complesso come quello ipotizzato a Cembra-Lisignago.
La Pyromax, infatti, è stata appositamente costituita in vista dell’aggiudicazione dell’appalto della centrale e non possedeva alcuna pregressa esperienza operativa che ne garantisse la capacità tecnica, puntualmente risultata assolutamente mancante in sede di realizzazione dell’opera.
Logica conseguenza di quanto premesso è stato l’esborso di una cifra enorme, soprattutto per un comune di dimensioni ridotte, per ottenere una infrastruttura in buona parte non funzionate, a causa di modalità realizzative totalmente inadeguate.

 

 

Di quali cifre stiamo parlando?

Nel complesso la centrale a biomassa è costata € 1.631.150,84, parte dei quali ottenuti tramite l’accensione di un mutuo pluriennale, tutt’ora in fase di ammortamento. Considerando il funzionamento solo parziale dell’impianto e gli adeguamenti che si sono resi necessari per consentirlo, il danno per il Comune di Cembra-Lisignago è stato quantificato nella misura di € 531.173,03.
Sono stati quantificati a parte i mancati introiti per il Comune di Cembra-Lisignago, che sarebbero stati ottenuti ove l’opera fosse stata realizzata a regola d’arte. La centrale a biomassa, infatti, ove correttamente realizzata, come progettualmente previsto, avrebbe consentito la vendita di energia elettrica e l’attribuzione di importanti incentivi all’Amministrazione. Detta seconda posta di danno è stata quantificata in € 435.946,00.

 

 

Nel complesso, quindi, parliamo di un danno di € 967.119,03. In quale fase processuale siamo ad oggi e chi sono i soggetti reputati responsabili dalla Procura.

La Procura ha citato a giudizio i soggetti reputati responsabili del danno a dicembre 2018.
Sul tema è intervenuta la sentenza della Sezione Giurisdizionale di Trento a dicembre 2019 che, pur condannando i soggetti incolpati, ha ridimensionato significativamente il risarcimento a carico delle convenute (Sindaco e Assessore comunali), rispetto alle evidenze prodotte dalla Procura.
Il Collegio ha inoltre escluso la giurisdizione nei confronti del Direttore dei lavori, con motivazioni che sono state oggetto di specifica impugnazione da parte di questa Procura.
E’ stato quindi proposto appello avverso la sentenza di primo grado, ribadendo la richiesta di condanna di tutti i convenuti (incluso il Direttore dei Lavori) al risarcimento dell’intero danno quantificato in citazione, stanti le evidenze che hanno trovato esauriente conferma in sede penale.

 

 

I responsabili della Pyromax non sono stati ritenuti responsabili dalla Procura della Corte dei conti del danno cagionato al Comune di Cembra-Lisignago?

La Corte dei conti non ha giurisdizione nei confronti di soggetti che non siano legati da un rapporto d’impiego o di servizio con la Pubblica Amministrazione e i titolari della Pyromax non lo erano.
La mancata chiamata in giudizio dei referenti dell’appaltatore, pertanto, non discende da una valutazione di non colpevolezza nella causazione del danno, bensì da una preclusione di Legge.
Questo non vuol dire che coloro i quali non siano legati da un rapporto d’immedesimazione con la Pubblica Amministrazione non possano essere chiamati a risarcire i danni cagionati alle stessa.
La rifusione del danno, in questi casi, può essere richiesta direttamente dall’Amministrazione danneggiata, dinanzi al Giudice ordinario, ovvero tramite l’istituto della costituzione di parte civile, nel procedimento penale, avanzando richieste risarcitorie.

 

 

La conferma della condanna penale avrà riflessi sull’attività della Procura?

I processi in àmbito penale ed erariale, per le distinte funzioni che le due giurisdizioni assolvono, sono indipendenti, per quanto elementi emersi nell’uno possano essere utilizzati nell’altro. Questo è particolarmente vero con riguardo alla fase d’indagine, durante la quale il coordinamento fra Procura della Repubblica e Procura della Corte dei conti può potenziare notevolmente l’incisività dell’azione degli inquirenti. Nel contesto trentino questa potenzialità è stata declinata con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa fra Procura Generale presso la Corte d’Appello, Procura della Repubblica e Procura della Corte dei conti, per il reciproco scambio di atti ed informazioni, nonché per l’effettuazione di indagini congiunte.
Venendo alla domanda, non vi sono riflessi diretti sul processo già avviato, in quanto la prospettazione accusatoria e le richieste di condanna della Procura sono cristallizzate in atti.
In ragione della condanna per un reato contro la Pubblica Amministrazione, sussiste il potenziale profilo di danno all’immagine del Comune di Cembra-Lisignago, imputabile agli Amministratori condannati, in relazione alla lesione dell’integrità e il decoro dell’Amministrazione di appartenenza.
Detta ulteriore e distinta contestazione, tuttavia, richiede che la sentenza penale passi in giudicato, cristallizzando le responsabilità dei convenuti (in rapporto di servizio con l’Amministrazione) e rendendo definitiva la ricostruzione fattuale sottesa alla condanna.
Sul tema questa Procura si riserva ogni opportuna valutazione.