L’INTERVISTA

Intervista al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulle problematiche della convivenza uomo-orsi nel territorio Trentino – (a cura di Luca Franceschi)

 

1) AMBIENTALISTI

A Trento, presso il Commissariato del Governo, si è riunito pochi giorni fa il Comitato sicurezza pubblica: non sono stati invitati né Ispra né rappresentanti del mondo ambientalista. Lei pensa sarebbe opportuno coinvolgerli?

«Coinvolgere gli esperti in materia, in questo caso Ispra per le valutazioni tecniche, e le associazioni ambientaliste per ascoltare la voce di chi è in grado di portare avanti proposte e soluzioni talvolta innovative, non può che essere utile a trovare le giuste risposte per il territorio, e soluzioni in grado di migliorare la convivenza gli uomini e la natura in cui vivono».

 

 

2) COMPETENZE
La Provincia autonoma di Trento più volte ha ribadito di avere il potere di gestire autonomamente i grandi carnivori. Le chiedo, quali sono i margini di competenza e quali i limiti entro cui la Provincia può e deve muoversi?

«Fermo restando che rientrano nelle competenze territoriali misure quali l’identificazione degli animali e decisioni sull’abbattimento nei casi di massima pericolosità e rischi per l’incolumità pubblica, esistono misure alternative e il più delle volte facilmente applicabili per facilitare la convivenza con i grandi carnivori».

 

 

3)  ROMA – TRENTO
Secondo gli ambientalisti è paradossale che la Provincia di Trento voglia mani libere nella gestione degli orsi (compresa la possibilità di catturarli e ucciderli), ma nel contempo continui a chiedere al Ministro dell’Ambiente di individuare la soluzione alla sovrappopolazione, con conseguente trasferimento di alcuni esemplari.

«Il Ministero dell’Ambiente, avvalendosi del supporto tecnico di Ispra, sarà sempre disponibile ad affiancare gli enti territoriali quando si tratta di cercare soluzioni che possano evitare di arrivare ad azioni estreme, quali possono essere cattura e abbattimento».

 

 

4) AGGRESSIONI
Dopo i recenti casi di ferimenti di persone da parte di alcuni orsi la Provincia di Trento ha emesso ordinanze di cattura e / o di abbattimento. Si risolve il problema catturando e uccidendo questi orsi?

«La Provincia di Trento sostiene che vi sia una popolazione di orsi eccessiva per il territorio, e dopo avere incontrato il presidente Maurizio Fugatti ho assegnato questa valutazione agli esperti e sono in attesa delle loro risposte. È ovvio che non è in alcun modo consigliabile procedere senza avere prima una valutazione tecnica ed ecologica».

 

 

5) DISTANZIAMENTO
In considerazione dell’aggressione di Andalo ad un carabiniere, la Provincia di Trento sta facendo quanto necessario affinché gli orsi non si abituino ad avvicinarsi alle zone frequentate dall’uomo. Che altro potrebbe fare?

«Le misure sono quelle che conosciamo e che vengono già ampiamente utilizzate, mi riferisco ai monitoraggi, all’applicazione del radiocollare, che consente di avere un bollettino quotidiano degli spostamenti degli orsi, ma anche alla collocazione di contenitori di rifiuti di cibo a tenuta fare in modo che gli orsi non scendano a valle a cercare il cibo».

 

 

6) CIVILTÀ
Secondo lei è giusto sanzionare i comportamenti verso orsi e lupi da parte di chi -ad esempio- rincorre in moto o auto per filmarli?

«Assolutamente sì, come è giusto farlo per chiunque non rispetti l’ambiente e la fauna che in esso vive».

 

 

7) MARKETING
C’è chi dice che la presenza di orsi e lupi sia un deterrente per il turismo, mentre altri sostengono che rappresentino uno strumento pubblicitario per il turismo trentino perché veicolano l’immagine di un ambiente preservato nella sua ricchezza di biodiversità e nella sua “naturalità”. Chi ha ragione?

«Il Trentino è una terra ricca di biodiversità e questo è assolutamente un punto forte per il turismo, non un deterrente. Occorre dunque favorire la convivenza con orsi e lupi, incrementando ogni misura di sicurezza in grado di facilitare la convivenza tra uomo e natura».

 

 

 

 

 

CHI È IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E TUTELA TERRITORIO E MARE

Sergio Costa

Nato a Napoli il 22 aprile 1959, proprio nel giorno in cui si festeggia e si celebra la Terra, si è laureato in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Nel 2006 ha conseguito un Master in diritto e gestione dell’ambiente inoltre, nel 1995 è titolato S.F.P. – Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia del Ministero dell’Interno con un Master di Alta Specializzazione in “Teoria del Coordinamento” ed ha frequentato il Corso di Formazione Dirigenziale del Corpo Forestale dello Stato.

E’ entrato nel 1987 nei ruoli del Corpo Forestale dello Stato, poi dal 2005 al 2008 comandante della polizia provinciale di Napoli. Rientrato nei ruoli del Corpo Forestale dello Stato, nel 2009 è Comandante Regionale Corpo Forestale dello Stato Basilicata. Dal 2012 è Comandante provinciale del Corpo Forestale di Napoli. Dal 2014 Comandante regionale Corpo Forestale della Campania; dal 2017 Generale di Brigata Carabinieri Comandante Regione Carabinieri Forestale Campania. In prima linea nella battaglia sulla Terra dei Fuochi, sono sue le inchieste portanti che hanno disvelato la tragedia Campana.

 

 

 

Intervista al vicepresidente del Consiglio nazionale dottori Commercialisti ed esperti contabili, dottor Giorgio Luchetta (a cura Luca Franceschi, agenzia Opinione).

 

I) QUADRO NAZIONALE

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1) È totalmente lecito che un consigliere provinciale possa chiedere ed ottenere il bonus di 600 euro come professionista? Esisteva e/o esiste un limite di fatturato pregresso?

Tra le misure di sostegno al lavoro e all’economia il Governo ha previsto un’indennità di 600 euro per alcune categorie di lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemica da Covid 19, introdotta dapprima dal DL 18/2020 pere il mese di marzo. Con riguardo alle seguenti categorie:
Lavoratori autonomi iscritti a forme di previdenza obbligatoria INPS (artigiani e commercianti – art. 28))
Lavoratori autonomi e collaboratori iscritti alla “gestione separata” dell’INPS (art. 27)
Lavoratori stagionali dei settori turismo e stabilimenti termali (art. 29)
Lavoratori agricoli (art. 30)
Lavoratori dello spettacolo lavoratori sportivi (artt. 38 e 96)
Professionisti iscritti alle casse private di previdenza di categoria (art. 44).

Solo per quest’ultima categoria il DL 18 ha previsto che l’erogazione fosse fatta dalla rispettiva cassa privata (e non all’Inps) e che l’indennità fosse condizionata ad un reddito nell’ultimo anno dichiarato (2018 – vedi DM 28.3.2020) fosse inferiore a 35.000 euro o a 50.000 ma in quest’ultmo caso purché vi fosse una riduzione (almeno – 33% reddito professionale nel 1° trimestre 2020) o cessazione dell’attività dovuta al Covid.

Tutte queste indennità non sono soggette ad Irpef e non sono tra loro cumulabili.

Il successivo DL 34/2020, i DL Rilancio di maggio, ha previsto la prosecuzione automatica di questi bonus per il mese di aprile a coloro a cui erano spettati per marzo e in genere anche per maggio tranne che per la categoria 1, e ha previsto ulteriori bonus e indennità.
Le norme di riferimento sono:
Art. 84 per i lavoratori autonomi iscritti all’INPS (600 euro per aprile e 1.000 euro ma se vi è una comprovata riduzione del 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 con esclusione della categoria sub 1 sopra per maggio)
Art. 78 per gli iscritti alle casse previdenziali private (per i quali viene prevista la conferma di 600 euro per aprile e un probabile aumento, ad oggi ancora non disposto con il necessario DM, a 1.000 euro; la norma esclude i titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e di pensione)
L’art. 84 ha esteso l’indennità a nuove categorie di lavoratori
Art. 85 per i lavoratori domestici (con nuove regole)
Art. 98 per i lavoratori sportivi (con nuove regole)
Art. 25 per il nuovo contributo a fondo perduto proporzionale alla perdita di fatturato di aprile 2020 spettante alle parte Iva in generale, che sostituiva l’indennità di 600 euro di artigiani e commercianti non più prevista per il mese di maggio.

In particolare per la categoria 1 al posto dell’indennità di maggio, e in generale per tutte le partite Iva con ricavi/compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019, escluse quelle che beneficiano delle indennità da 2 a 6 sopra riportate per il mese di maggio ed esclusi in ogni caso tutti i professionisti iscritti a casse di previdenza private, ha previsto un contributo del 10/15/20% (a seconda della dimensione di ricavi) della flessione del fatturato/corrispettivi subita nel mese di aprile 2020 rispetto all’aprile 2020 purché fosse superiore ad 1/3 (esistono poi regole particolari, quali le attività alberghiere stagionali, le attività iniziate dal 1.1.2019 e i soggetti son sede nei comuni soggetti a dichiarazione di emergenza al 31.1.2020, ecc.).
L’art. 86 conferma il divieto di cumulo delle indennità.

In conclusione per rispondere alla domanda si deve capire a quale indennità il consigliere provinciale ha avuto accesso, per verificare l’esistenza dei presupposti per il relativo diritto
In ogni caso non pare che la condizione di percettore di un reddito da carica politica non sia mai incompatibile con le indennità, sussistendo, ben si intende, gli altri presupporti.
Per il solo caso della indennità spettante ai professionisti iscritti alle casse previdenziali private (ad es. avvocato) si può presumere che il reddito derivante dalla carica politica, unito agli altri redditi posseduti tra cui quello professionale, possa aver portato il reddito complessivo 2018 oltre il limite di ammissione (50.000 euro); ma questa situazione dovrebbe essere nota alla cassa erogatrice che avrebbe bloccato l’erogazione.

2) Chi tecnicamente poteva e può presentare le domande in qualità di titolare di partita Iva (quindi professionista come persona fisica) e in qualità di titolare di attività? (quindi non configurato come persona fisica). Le persone in questione direttamente e/o tramite i commercialisti?

Le domande si presentano come avente diritto, con il proprio codice fiscale.
Per le domande dirette all’INPS poteva accedere con le proprie credenziali (in genere richieste per l’occasione) sul portale dell’Istituto solo l’interessato, salvo che questi le “cedesse” al commercialista (o latro incaricato) per lo scopo specifico di presentare la domanda dell’indennità. I commercialisti non sono stati autorizzati dall’INPS per gestire come intermediari e quindi in maniera “massiva” le domande degli aventi diritto. In ogni caso il commercialista deve in questi casi dotarsi di un incarico scritto del cliente.
Per le domande relative al contributo a fondo perduto ex art. 25, DL 34/2020 (da cui i professionisti iscritti alle casse di previdenza private peraltro sono esclusi) l’Ente di riferimento è l’Agenzia delle Entrate che ha previsto l’intervento dei commercialisti come intermediari autorizzati (alla stregua di quanto avviene per le dichiarazioni dei redditi). Nella modulistica approvata dall’ Agenzai è prevista la delega all’intermediario che interviene per la trasmissione telematica della domanda.

 

 

 

 

2) QUADRO PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

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3) E totalmente lecito che il vice presidente del Consiglio provinciale chieda ed ottenga come titolare di uno studio di avvocato il sussidio Covid? (anche in questo caso: esistono limiti per la richiesta, di fatturato dello studio e/o di reddito collegato all’attività politica?). Probabilmente il vicepresidente ha fatto riferimento alla normativa che le allego LINK https://ripartitrentino.provincia.tn.it/Misure/CONTRIBUTI-A-FONDO-PERDUTO

Per le nome nazionali si è detto sopra nella risposta alla domanda numero 1.
Per la speciale normativa applicata nella Provincia di Trento, territorio dove si è sovrapposta a quella nazionale creando due interventi paralleli entrambi applicabili e applicati e non incompatibili (nel senso che gli aventi diritto possono aver attinto ad entrambe le agevolazioni), i requisiti di accesso al contributo a fondo perduto per gli operatori economici che hanno subito gravi danni per l’epidemia ha le seguenti caratteristiche:
L’esercizio di una attività d’impresa commerciale, di impresa agricola (per alcuni settori) o di lavoro autonomo
Un volume di attività annuo nell’ultimo periodo d’imposta dichiarato compreso fra 12.000 e 5 milioni di euro
Numero di addetti non superiore a 11
Un reddito nell’ultima dichiarazione presentata non superiore a 50 mila euro (aumento di 15 mila per ciascun socio oltre al primo con un massimo di 80 mila per le società) salvo che per gli operatori neo costituiti (dopo il 1.9.2019)
Aver subito un grave danno, vale a dire una riduzione del 50% del volume di attività in 2 mesi compresi tra marzo e maggio 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019 (- 70% se gli addetti sono tra 10 e 11).
Il contributo è concesso in 3 fasce, a seconda del numero degli addetti, rispettivamente di 3, 4 e 5 mila euro e d è aumentato in determinati casi.

Quindi la norma provinciale fa riferimento all’attività d’impresa o professionale e il limite di reddito di 50.000 euro nell’ultimo anno d’imposta dichiarato, secondo i criteri pubblicati dal servizio provinciale competente, fa riferimento al solo reddito professionale o d’impresa, senza sommare eventuali altri redditi prodotti dal contribuente.
Quindi un esponente politico potrebbe aver avuto accesso a questo misura senza sommare i redditi derivanti dalle indennità di carica ricevute.

 

 

Intervista al fondatore e Segretario Generale della Fondazione Italia Usa, professore Corrado Maria Daclon (a cura di Luca Franceschi, direttore Opinione) –

https://www.italiausa.org

 

Professor Daclon, lei essendo fondatore e Segretario Generale della Fondazione Italia Usa certamente potrà fare capire al lettore quali sono le aree di azione della vostra organizzazione internazionale e -soprattutto- quali sono le “ricadute” per il Paese Italia…

Le iniziative sono sempre molte, incontri bilaterali, visite di studio, seminari di approfondimento e tanto altro. Possiamo ricordare tra le tante il nostro master online in global marketing comunicazione e made in Italy, organizzato per favorire l’internazionalizzazione dei giovani verso gli Stati Uniti. Per queste attività formative la Fondazione è anche membro del programma delle Nazioni Unite “United Nations Academic Impact”.
Poi abbiamo ogni anno il Premio America, un riconoscimento di grande valore civile ed istituzionale conferito alla Camera dei Deputati e il cui obiettivo è riconoscere e stimolare iniziative ed opere volte a favorire i rapporti tra Europa e Stati Uniti d’America. Vengono quindi premiate alte personalità di chiara fama, e di assoluta eccellenza nei rispettivi campi di interesse ed attività, che si siano distinte per il loro operato ed abbiano raggiunto importanti risultati a favore dell’amicizia transatlantica.
Riguardo il nostro master la Fondazione eroga ogni anno, ormai da sei anni, mille borse di studio a copertura totale destinate a neolaureati meritevoli, che ricevono anche un attestato di merito per il loro talento nell’ambito di una cerimonia che si tiene presso la Camera dei Deputati. E’ per noi un grande sforzo in termini di risorse umane ed economiche. Ma vediamo i risultati. Moltissimi dei nostri studenti ora sono all’estero e lavorano in importanti realtà, altri ci scrivono che sono riusciti a realizzare progetti e iniziative professionali, o hanno trovato una collocazione in importanti imprese. Ecco, questa per noi è la soddisfazione più significativa, la prova che abbiamo scommesso sul talento e sulla passione dei giovani, e abbiamo vinto.

 

 

Quali persone e personalità compongono la Fondazione Italia Usa e quali sono i criteri di “engagement”, di appartenenza e coinvolgimento?

La Fondazione è composta da oltre 120 tra le più alte e importanti personalità del mondo istituzionale, diplomatico, giornalistico, scientifico e culturale del nostro Paese. Il criterio di appartenenza è molto semplice, la nostra Fondazione ha come unico ed esclusivo scopo quello di promuovere l’amicizia tra i due Paesi e far conoscere la vera America in Italia, al di fuori delle tante distorsioni che spesso presentano gli Stati Uniti in modo errato. L’unico requisito dei nostri membri, se così possiamo chiamarlo, è quello di impegnarsi a promuovere questa amicizia che, nei secoli, è stata già confermata dalla storia. Nel nostro sito c’è la sezione delle persone che fanno parte della Fondazione ( link  https://www.italiausa.org/staff ).

 

 

Il presidente americano Donald Trump, anche in Italia, è spesso aprioristicamente criticato, con un pregiudizio che -sia da parte di alcuni media che dai cittadini- spesso è palese… Perché scatena tali istinti di avversione ?

Donald Trump è il primo presidente ad aver vinto contro i media, contro i sondaggi, contro il partito democratico e, va ricordato con chiarezza, anche contro il partito repubblicano che gli ha scatenato contro, durante le primarie e la campagna elettorale, un boicottaggio senza precedenti nella storia americana.
Dovremmo chiederci perché i media e i sondaggi non siano stati in grado, direi in molti casi non abbiano voluto percepire quanto invece a diversi osservatori appariva chiaro sin dalle fasi della campagna elettorale presidenziale. Come la totalità dei media americani non abbia avvertito il profondo malessere sociale che vive la popolazione americana è abbastanza curioso.
Continuare a pensare, come facciamo spesso in Italia con grande provincialismo, che quello che scrive il New York Times è quello che pensa l’America rappresenta il classico errore che porta a sottovalutare fenomeni come Trump. Se qualche migliaio di newyorkesi benestanti e spesso annoiati legge il New York Times, altri 300 milioni di americani leggono solo il giornale della loro contea, o meglio non leggono nulla, o guardano sporadicamente qualche canale televisivo, o ascoltano la radio locale. Purtroppo anche molti dei giornalisti americani, spiace dirlo, non hanno ancora compreso che Park Avenue non è l’America.

 

 

Siete mai stati sollecitati ad attivarvi per fare arrivare in Italia il detenuto trentino Chico Forti, da circa 20 anni in prigione negli Stati Uniti d’America? Se sì, quali azioni avete concretato?

La nostra Fondazione non può sovrapporsi ai governi e alle normali attività diplomatiche in merito a casi di questo tipo. Le faccio un esempio che vale esattamente anche per Chico Forti. Ci siamo occupati molto del caso di Amanda Knox. Io stesso ero nella vettura insieme a lei quando è stata scarcerata e ho curato personalmente tutte le fasi della partenza che l’hanno riportata finalmente a casa.
Ci siamo interessati al caso per verificare la sua condizione di detenuta in attesa di giudizio, anche alla luce della fortissima eco che ciò aveva avuto negli Stati Uniti. Un interessamento, quella per Amanda Knox, che andava al di là di qualsiasi considerazione sullo svolgimento e sugli esiti del processo: temi questi che competono unicamente alla magistratura giudicante del Paese. Per Chico Forti vale lo stesso criterio.

 

 

Dal vostro osservatorio privilegiato quali sono le caratteristiche primarie circa le alleanze politico-economiche dell’Italia su scala mondiale con Cina, Russia, Usa?

Le nostre alleanze sono ben chiare e delineate, e guardano all’Atlantico, non a oriente. Le derive a cui assistiamo da qualche anno in Europa, con alleanze economiche e non solo economiche che potremmo definire “à la carte” non portano molto lontano. Certo, l’esperimento europeo visto dall’esterno è molto più vicino al fallimento che ad un successo: non esiste una politica estera comune, non esiste una politica di difesa comune, non esiste una intelligence comune, tutte singolarità mai accadute nella storia. Ogni Stato pensava prima di tutto ad avere un proprio esercito e una diplomazia, prima di battere moneta.
E’ facile, in una posizione di tale debolezza geopolitica, l’infiltrazione di fenomeni come la Via della Seta. Ma chi decide di invertire delle alleanze storiche rischia di consegnare alla storia, suo malgrado, un’eredità devastante.

 

 

Segretario Generale, quali esperienze possiamo sviluppare dall’epidemia mondiale Covid, in previsione dei nuovi assetti sanitari futuri e le relative condizioni di circolazioni di persone e merci nel mondo?

Pur consapevoli di queste problematiche, la Fondazione da statuto ha come missione unicamente ed esclusivamente far conoscere l’America agli italiani. La Fondazione non si occupa, né da statuto può occuparsi, di temi che non afferiscano direttamente e nello specifico alla promozione della cultura americana in Italia. Non ci occupiamo di tematiche sociali o globali, che allargherebbero il quadro ad un approccio planetario troppo ampio.

 

 

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People who attended our events

 

Linda Lanzillotta
Valdo Spini
Fiamma Nirenstein
Antonio Martino
Luca Cordero di Montezemolo
Gerardo Sacco
Silvia Salemi
Vincenzo Scotti
Osvaldo Napoli
Alberto Bagnai
Pier Ferdinando Casini
Carlo Jean
Pina Picierno
Rosalia Misseri
Cinzia Th Torrini
Giancarlo Innocenzi
Giorgia Meloni
Paola Pelino
Franco Bassanini
Gabriella Carlucci
Alain Elkann
Justine Mattera
Clarissa Burt
Iva Zanicchi
Max Lazzari
Janet De Nardis
Claudio Velardi
Daria Baykalova
Edmondo Cirielli
Stefano Ceccanti
Elvira Savino
Alfredo Mantovano
Peter Secchia
Carlo Giovanardi
Deborah Bergamini
Alessandra Ghisleri
Lavinia Biagiotti
Jole Santelli
Benedetta Valanzano
Giorgio Tonini
Maria Rosaria Rossi
Roberto Arditti
Beatrice Lorenzin
Luisa Todini
Giorgio La Malfa
Laura Ravetto
Giorgio Lainati
Corrado Maria Daclon
Alfredo Mantica
Michele Cucuzza
Lanfranco Tenaglia
Ermete Realacci
Luca Palamara
Dorina Bianchi
Dario Franceschini
Fabrizio Cicchitto
Augusta Iannini
Franco Debenedetti
Pino Pisicchio
Giampiero Gramaglia
Giuseppe Roma
Nicola Rossi
Emilio Carelli
Luigi Zanda
Renato Brunetta
Sandro Bondi
Maria Stella Gelmini
Renato Calabria
Elisabetta Gardini
Emanuele Filiberto di Savoia
Mauro Fabris
Catia Polidori
Federica Mogherini
Olimpia Troili
Franca Sozzani
Paolo Nespoli
Marcello Foa
Melania Rizzoli
Enrico Mentana
Cesare Lanza
Brunello Cucinelli
Corrado Ocone
Manuel Agnelli
Romana Liuzzo
Maria Latella
Elena Bonelli
Curtis M. Scaparrotti
Anna Fendi
Paolo Limiti
Sara Marcozzi
Danny Quinn
Paolo Mazzanti
Nicola La Torre
Giuseppe Chiaravalloti
Fiorella Ceccacci Rubino
Federico Fazzuoli
Antonio Marini
Giovanna Melandri
Gabriella Pession
Laura Tecce
Simona Marchini
Cesara Buonamici
Luca Josi
Metis Di Meo
Maurizio Caprara
Gian Maria Fara
Lapo Elkann
Moreno Marinozzi
Joseph La Palombara
Lapo Pistelli
Gabriella Giammanco
Stefania Craxi
Paola Saluzzi
Giovanni Castellaneta
Luca Zaia
Veronica Maya
Massimo Ferragamo
Giulio Borrelli
Annagrazia Calabria
Lucio Stanca
Ubaldo Livolsi
Maria Laura Baccarini
Walter Veltroni
Igor Man
Ennio Morricone
Franco Frattini
Jo Champa
Uto Ughi
Mario Andretti
Luigi Ramponi

Bebe Vio
David Zed
Fulco Pratesi
Vincenzo Camporini
Roberta Pinotti
Debora Serracchiani
Boris Biancheri
Giorgio Mulè
Pippo Franco
Stefano Caldoro
Andrea Bocelli
Renato Balestra
Maria Grazia Cucinotta
Renzo Arbore
Santo Versace
Piero Fassino
Paolo Mieli
Maurizio Sacconi
Umberto Paolucci
Antonio Polito
Ferruccio Fazio
Souad Sbai
Eugenia Roccella
Angelo Maria Petroni
Jessica Polsky
Edward Luttwak
Antonio Campo Dall’Orto
Carlo Rossella
Raffaella Leone
Sforza Ruspoli
Maria Pia Garavaglia
Laura Biagiotti
Jeremy Rifkin
Roberto Mezzaroma
Carlo Toto
Amedeo Minghi
Sara Brusco
Alberto Bombassei
Roberta Lombardi
Annaelsa Tartaglione
Carlo Cracco
Luigi Contu
José Maria Aznar
Simona Agnes
Flaminia Bolzan
Sophia Galazzo
George G. Lombardi
Laura Cioli
Vittorio Zucconi
Antonio Di Bella
Nathalie Rapti Gomez
Ennio Caretto
Livia Azzariti
Carla Fendi
Simonetta Matone
Ombretta Colli
Rita Rusic
Antonella Mansi
Guido Bagatta
Benedetta Rinaldi
Paul Bremer
Nicoletta Mantovani
Enrico Vanzina
Elly Schlein
Oscar Farinetti
Gianni Riotta
Emma Bonino
Giuseppe Fioroni
Ernesto Carbone
Gianni Letta
Anna Coliva
Guido Damiani
Roberto Speranza
Stefania Giannini
Ginevra Elkann
Alan Friedman
Carlo Ferro
Giorgio Dell’Arti
Margherita Missoni
Mel Sembler
Myrta Merlino
Ivo Pulcini
Frank J. Guarini
Virginie Vassart
Umberto Veronesi
Rinaldo Petrignani
Lucia Annunziata
Armando Varricchio
Enrico Singer
Giuseppe Moles
Lucio Caracciolo
Umberto Vattani
Stefano Dambruoso
Chiara Moroni
Lucia Goracci
Mario Moretti Polegato
Antonio Marzano
Monica Maggioni
Marco Bianchi
Beatrice Trussardi
Jas Gawronski
Ronald Spogli
Christian De Sica
Alessandro Benetton
Giovanni Malagò
Tony Renis
Alessio Vinci
Gabriella Farinon
Simonetta Giordani
Attilio Romita
Alessandro Minuto Rizzo
Alberto Angela
Giovanni Allevi
Aurelio De Laurentiis
John Phillips
Anders Fogh Rasmussen
Gualtiero Marchesi
Nerio Alessandri
Guenda Goria
Giuseppe Consolo
Mario Calabresi
Joe Bastianich
Valentina Cervi
Alberta Ferretti
Silvio Garattini
Bruno Vespa
Tony Iwobi
Piero Antinori
Didi Leoni
Monica Marangoni

 

 

Kilimangiaro. Dalla Giordania ai Caraibi. Cultura, luoghi sconosciuti e incontaminati, avventura e curiosità con il Kilimangiaro, il programma di Rai3 condotto da Camila Raznovich, in onda domenica 2 febbraio, alle 15.55, in diretta dagli studi di Saxa Rubra. Si parte con l’ultimo episodio, girato in Giordania, dei filmaker Gabriele Saluci e Ludovico De Maistre, che saranno in studio con la conduttrice per raccontare le loro disavventure, ma anche la loro visita nei campi profughi dell’ UNHCR, in Libano e in Giordania, dove li ha accolti Francesca Ferrari dell’UNHCR, anche lei ospite della puntata.

Poi, collegamento dai Caraibi con la campionessa free style di kite surf, Francesca Bagnoli, e terza tappa a Cuba della Cuoca Rosa.

Mario Tozzi parlerà di un tema a lui caro, i fiumi più importanti, il loro stato di salute, e il loro peso negli equilibri del processo di inquinamento, mentre il linguista Giuseppe Antonelli esplorerà tre parole legate al Mahatma Gandhi. Viaggio a Basilea, hub internazionale di arte, con il filmato di Anna Pia Chico, filmaker del programma e un racconto speciale di Raffaello con il matematico Piergiorgio Odifreddi. Il professor Carlo Giovanni Cereti, del Dipartimento di Scienze dell’Antichità e l’archeologia della Sapienza, e la film maker Camilla Insom, invece illustreranno la missione archeologica italiana in Iraq. Non mancheranno le meravigliose “cartoline”, che questa settimana arrivano dalle Isole Azzorre, e la classifica da votare su Instagram intitolata “Regni ed Imperi”.

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona e Valle di Cembra, nella seduta di oggi, ha rinnovato i componenti degli organi sociali dell’istituto, nonché il referente dell’Internal Audit esternalizzato (link auditor) della nuova Cassa.

Il presidente del Consiglio di Amministrazione è confermato Giorgio Fracalossi, eletto direttamente dall’assemblea dei soci. Vice presidenti sono Ermanno Villotti (vicario) e Claudio Battisti.

Nel dettaglio la composizione dei comitati.

Comitato Esecutivo:
Presidente: Paolo Toniolatti (presidente), Chiara De Vescovi (vicepresidente), Maurizio Bottura, Saveria Moncher, Corrado Segata.

Referente Internal Audit: Paolo Frizzi

Commissione lavori: Giorgio Fracalossi, Ermanno Villotti, Debora Cont, Massimo Folgheraiter e Fulvio Rigotti

Commissione interventi sul territorio: Giorgio Fracalossi, Ermanno Villotti, Maurizio Bottura, Chiara De Vescovi, Corrado Segata.

Commissione amministratori indipendenti: presidente Paolo Frizzi. Componenti effettivi: Debora Cont e Fulvio Rigotti. Componente supplente: Massimo Folgheraiter.

Referenti Consulta dei Soci: Claudio Battisti (coordinatore), Paolo Frizzi, Paolo Zanolli.

Referenti Gruppo Giovani Soci: Debora Cont, Paolo Zanolli

VIDEOINTERVISTA PROCURATORE REGIONALE  CORTE DEI CONTI – DOTTOR MARCOVALERIO POZZATO

* Università Trento: « Affidamento incarichi professionali, richieste di restituzione per centinaia di migliaia di euro »

(a cura Agenzia giornalistica Opinione)

 

 

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INDAGINE –  “Affidamento incarichi professionali all’esterno dell’Amministrazione, per svolgere attività che dipendenti della medesima sono in grado di svolgere”.

 

Quali sono i risultati di questa indagine?

Sono state svolte articolate indagini con riferimento all’Università degli Studi di Trento, per quanto riguarda il conferimento di incarichi a ingegneri, architetti e geometri pur in presenza di tecnici ad alta qualificazione nel ruolo dell’Amministrazione.

Le indagini hanno riguardato importanti appalti dell’Università (fra gli altri, ristrutturazione della nuova sede del Rettorato e dell’immobile di Via Rosmini), nel cui àmbito sono stati attribuiti incarichi di progettazione, direzione lavori e contabilità ad alcuni professionisti esterni.

Una prima importante fase dell’istruttoria ha riguardato, anzitutto, la legittimità dei procedimenti di appalto. In base alle risultanze emerse a seguito di specifici approfondimenti della Guardia di Finanza (delegata alle indagini), sono emersi gravi e concordanti indizi di illecito frazionamento dei lavori, per ricondurli “sotto soglia” e per affidare singoli “microlotti” di lavori a varie imprese senza alcun confronto concorrenziale e quindi, evidentemente, senza alcuna gara.

Al fine di quantificare il pregiudizio economico patito dall’Università, in ragione dell’illecito frazionamento dei lavori e conseguente mancato confronto concorrenziale fra operatori economici (c.d. danno da concorrenza), questa Procura ha delegato funzionari pubblici, esperti in materia di appalti, affinché provvedessero a determinare il ribasso medio praticato, in caso di procedura di evidenza pubblica, sulle medesime lavorazioni oggetto di assegnazione diretta. È quindi emerso che, a causa del mancato confronto concorrenziale, l’Università ha rinunciato ad un risparmio pari a quasi il 20% dell’importo dei lavori direttamente affidati, con un indebito sacrificio economico nell’ordine di decine di migliaia di euro.

Nel quadro di tali lavori, un Dirigente dell’Università ha affidato incarichi professionali di progettazione, direzione lavori e contabilità, responsabile sicurezza, a ingegneri, architetti e geometri, sebbene vi fossero nell’Amministrazione molteplici figure professionali perfettamente in grado di svolgere le attività onerosamente affidate all’esterno.

Nel quadro delle risultanze sono stati acquisiti anzitutto gli elenchi dei professionisti di ruolo dell’Università; i medesimi sono stati altresì formalmente sentiti da questa Procura.

Tutti i soggetti sentiti hanno dichiarato di non essere stati interpellati dal Dirigente responsabile, in merito allo svolgimento delle attività dal medesimo affidate all’esterno dell’Università.

Uno, in particolare, ha formalmente dichiarato di essere stato sostanzialmente “mobbizzato” e volutamente accantonato dal Dirigente, in sostanza costretto all’inattività.

 

 

Quali elementi contestate?

La contestazione di questa Procura riguarda la causazione di un rilevante danno erariale, nel complesso. Per quanto concerne l’affidamento degli incarichi all’esterno dell’Università, quanto pagato dalla medesima a seguito della presentazione di fatture e parcelle dei professionisti.

L’accusa si fonda sui seguenti presupposti:

-effettivo danno erariale, in questo caso consistente in quanto inutilmente pagato dall’Amministrazione (giacché le medesime attività pagate a professionisti esterni rientravano nei compiti di ufficio dei tecnici universitari):

-violazione degli obblighi di servizio da parte del Dirigente che ha affidato gli incarichi, in quanto ha contemporaneamente disatteso ogni obbligo di leale salvaguardia del pubblico denaro e mortificato le risorse umane (tecnici universitari) a disposizione.

Opportuno precisare che fra la violazione degli obblighi di servizio da parte del Dirigente e il pagamento delle parcelle vi è un evidente nesso di causalità.  

 

 

Quali sono le richieste di restituzione?

Le richieste di restituzione riguardano (con riferimento agli incarichi professionali) gli interi importi versati per onorare fatture e parcelle presentate dai tecnici esterni. Nel complesso parliamo di centinaia di migliaia di euro.

 

Non ci sono parole nell’esprimere il mio disgusto nei confronti di quanto avvenuto a Ornella Dorigatti, cui hanno ucciso tutti gli animali nel corso della nottata. La ritengo personalmente un’azione realizzata da dei vigliacchi e che deve essere punita quanto più severamente possibile dalle autorità competenti . A nome della Lega Salvini Trentino e a nome mio vogliamo far sentire la nostra vicinanza e il nostro totale sostegno ad Ornella Dorigatti, delegata per il Trentino dell’OIPA.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Segretario della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti

 

 

Foto: archivio Oipa

L’aggressione della Turchia e la tragica situazione dei curdi nel nord della Siria ci chiamano alla mobilitazione. Non possiamo stare a guardare una “pulizia etnica” del tutto simile a quella avvenuta nella guerra della ex Jugoslavia. La retorica del presidente Erdogan per cui occorre “ripulire il nord della Siria dai terroristi” cela una sola intenzione: distruggere la popolazione curda e sostituirla con l’etnia araba, non importa se costituita da profughi siriani o da terroristi veri. Il pericolo di genocidio è attuale.

L’attacco turco è una guerra contro una minoranza. E la democrazia vive sul rispetto delle minoranze. Ovunque. Per questo la situazione ci riguarda. La logica di soppressione delle minoranze etniche contrasta con qualsiasi istanza democratica, contrasta diametralmente con la nostra visione del mondo e della società. Dobbiamo schierarci con il popolo curdo, a prescindere dalla complessità e dall’instabilità di quello scacchiere geopolitico.

L’attacco curdo è una guerra contro le donne e i loro diritti. Vedere la guerra contro le donne desta sgomento e frustrazione. Nel contesto mediorientale l’esempio dei curdi di quella regione era ed è straordinario: non tanto perché le donne formano corpi militari (comunque di “protezione”) ma perché erano parte integrante di una società evoluta democraticamente, da cui anche noi possiamo imparare.

L’attenzione ai diritti delle minoranze e ai diritti delle donne rappresenta il discrimine per qualsiasi politica democratica ad ogni livello. È anche il fondamento dell’azione di Futura – Partecipazione e Solidarietà che scenderà in piazza domani 16 ottobre accanto ad altre associazioni e partiti. Fermiamo l’aggressione, facciamo vivere i curdi del nord della Siria!

 

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Il direttivo di FUTURA – Partecipazione e Solidarietà

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