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CONSIGLIO PAT * COMMISSIONE HDE: «DAI TERRITORI EMERGONO CRITICITÀ SU AMBIENTE, ACQUA E TURISMO»

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17.24 - lunedì 20 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Commissione HDE. Dai territori emergono criticità su ambiente, acqua e turismo. Dopo aver ricostruito, nelle precedenti sedute, l’evoluzione della governance di Hydro Dolomiti Energia e come si sia arrivati alla cessione delle quote, attraverso l’audizione dei protagonisti che negli anni ne hanno guidato la gestione e dei rappresentanti dei Bacini Imbriferi Montani del Trentino, la Commissione speciale d’inchiesta del Consiglio provinciale, presieduta dal consigliere Andrea de Bertolini, ha avviato oggi una nuova fase dei lavori: l’ascolto diretto dei territori. La seduta si è concentrata sulla Val di Sole e sull’altopiano di Piné, con particolare attenzione ai bacini di Serraia e Piazze. Al centro delle testimonianze il rapporto tra utilizzo idroelettrico delle acque, tutela ambientale, sicurezza e sviluppo turistico. Le audizioni riprenderanno a settembre con il territorio dell’Avisio e della Val di Fiemme, insieme alle associazioni dei pescatori, per approfondire ulteriormente gli effetti dell’attività di Hydro Dolomiti Energia sui corsi d’acqua trentini.

La Val di Sole: “Vogliamo un fiume vivo”
Ad aprire il pomeriggio è stato Alessandro Fantelli, fondatore di Ursus Adventures Srl e vicepresidente dell’Apt Val di Sole. “Noi vogliamo un fiume vivo”, ha detto, spiegando che il proprio obiettivo nell’audizione era portare all’attenzione della Commissione la situazione del torrente Noce, il cui regime idrico è fortemente influenzato dall’utilizzo idroelettrico. Fantelli ha sottolineato come il Noce rappresenti una risorsa fondamentale non solo per l’ambiente ma anche per l’economia turistica della valle. Ha però evidenziato le criticità legate alla gestione dei flussi d’acqua, che incidono sulla sicurezza di chi pratica rafting, kayak e canoa.

La convivenza tra attività sportive, opere di presa, condotte e centrali idroelettriche, ha spiegato, espone migliaia di turisti e operatori a situazioni di rischio, aggravate dalla possibilità che la portata del fiume cambi improvvisamente durante la navigazione. Rispondendo alle domande del presidente Andrea de Bertolini, Fantelli ha spiegato che il confronto con Dolomiti Energia non ha finora prodotto risultati concreti. Mirko Bisesti (Lega) ha richiamato il peggioramento osservato negli ultimi anni, chiedendo se le criticità fossero aumentate anche in relazione alla crescente domanda energetica. Fantelli ha confermato che negli ultimi vent’anni è cambiato il modo di produrre energia e che negli ultimi due anni, in particolare, il fenomeno si è accentuato: “C’è bisogno di energia in Italia e quindi ne viene prodotta di più”. In alta stagione, ha aggiunto, il rischio è quello di trovarsi con “i rubinetti chiusi” in valle, mentre improvvisi aumenti di portata possono creare situazioni di pericolo non solo per canoisti e rafting, ma anche per pescatori e residenti. Ha anche suggerito che si faccia formazione agli abitanti, soprattutto i più giovani, che nel tempo hanno perso contatto con la natura che li circonda. Vanessa Masè (La Civica) ha posto il tema della sicurezza e della possibilità che una diversa regolazione dei flussi possa rappresentare un elemento decisivo in vista del rinnovo delle concessioni.
Comitato laghi: “Non viene rispettato l’atto di concessione”

La Commissione ha quindi ascoltato Claudio Ioriatti, presidente del Comitato per la tutela e la valorizzazione dei laghi di Serraia e Piazze, accompagnato da Maurizio Ratti e Gilberto Giovannini. Il Comitato ha illustrato una relazione nella quale vengono espresse forti perplessità sulla gestione delle acque dei due laghi a fini idroelettrici. Pur riconoscendo il valore storico del sistema Piné-Pozzolago, Ioriatti ha sostenuto che l’attuale modello non sia più compatibile con le esigenze di tutela ambientale e di risanamento del Lago di Serraia. Tra le principali criticità segnalate figurano l’abbassamento artificiale del livello del lago, ritenuto una concausa dell’eutrofizzazione e delle fioriture algali, la mancanza di sistemi trasparenti di misurazione dei volumi d’acqua prelevati, l’assenza di un bilancio idrologico attendibile e la mancata attuazione di alcune prescrizioni contenute nel parere della Commissione tecnica ministeriale VIA-VAS del 2021.

“Il fatto che vi siano prelievi eccessivi è stato evidenziato anche dalla Commissione tecnica VIA-VAS e, nonostante questo, la concessione è stata prorogata di dieci anni”, ha affermato Ioriatti, aggiungendo che da oltre un anno i rapporti con Dolomiti Energia si sono interrotti. L’architetto Gilberto Giovannini ha richiamato le prescrizioni contenute nell’originario atto di concessione, secondo cui i quantitativi prelevabili avrebbero dovuto essere correlati alle effettive perdite della diga. Secondo le analisi del Comitato, oggi vengono pompati nel lago di Serraia circa 1,5 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, a fronte dei 750 mila metri cubi previsti, senza il pagamento degli extracanoni provinciali. Ioriatti ha inoltre sostenuto che l’attuale gestione considera solo gli apporti e i prelievi, senza valutare le uscite naturali dal lago: una situazione che, a suo giudizio, altera l’equilibrio idrologico e favorisce il degrado ambientale. “Con prelievi eccessivi il lago di Piazze diventa una pozzanghera, aumenta la temperatura dell’acqua e proliferano le colonie batteriche”, ha affermato. Nelle conclusioni il presidente del Comitato ha parlato di un “conflitto di interessi” tra Provincia e concessionario, lamentando una scarsa sensibilità delle istituzioni verso le problematiche ambientali e una persistente mancanza di ascolto nei confronti delle richieste avanzate dal territorio.

Il prosieguo dei lavori
Al termine della seduta il presidente Andrea de Bertolini ha illustrato il possibile programma dei lavori della Commissione. A settembre saranno ascoltati i rappresentanti del territorio della Val di Fiemme, insieme alle associazioni dei pescatori, per approfondire il rapporto tra gestione idroelettrica e territorio. Successivamente l’attenzione si sposterà sulle esperienze maturate in altri contesti europei: il presidente ha annunciato di aver già avviato contatti con rappresentanti di Francia e Spagna, anch’essi impegnati nel rinnovo delle concessioni idroelettriche, per confrontare modelli e soluzioni adottate. Nel dibattito conclusivo Filippo Degasperi (Onda) ha chiesto di estendere le audizioni ad altri territori che vivono problematiche analoghe.

Eleonora Angeli (Misto) ha proposto nuovamente di ascoltare il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il consigliere provinciale Francesco Valduga, già sindaco di Rovereto, che avevano sostenuto lo studio e la valutazione di un’ipotesi a quotazione. Vanessa Masè (La Civica) ha ribadito la necessità di coinvolgere anche le associazioni dei pescatori. Mirko Bisesti ha infine proposto di approfondire il tema anche nell’ambito di EUSALP attraverso uno specifico documento di studio. La proposta di Eleonora Angeli è stata quindi votata e approvata all’unanimità dalla Commissione, prevedendo però di fare questa audizione, come suggerito dal consigliere Bisesti, al termine del percorso di audizioni.
In commissione erano presenti, oltre al presidente Andrea de Bertolini (Pd del Trentino), i consiglieri Mirko Bisesti (Lega), Walter Kaswalder (PATT), Filippo Degasperi (Onda), Lucia Coppola (AVS), Eleonora Angeli (Misto), Vanessa Masè (La Civica) e Antonella Brunet (Lista Fugatti).

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