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ING DIEGO PAOLAZZI * FEDERCOOP: « SONO CONVINTO CHE LA SOCIETÀ TRENTINA ABBIA CAPITO MOLTO BENE CHI È IL LUPO E CHI È CAPPUCCETTO ROSSO »

Senza darne conto alla base che rappresentano, un nutrito gruppo di consiglieri “dissidenti” della Federazione Trentina della Cooperazione, hanno ha deciso che la Presidente Mattarei doveva essere mandata a casa. Ci avevano per altro già provato senza successo esattamente un anno fa! Le giustificazioni a supporto di tale sconsiderato gesto appaiono davvero poco credibili, un goffo tentativo di incolpare chi colpe non ha rispetto alla profonda ed annosa crisi di credibilità e di identità che la Federazione trentina della Cooperazione sta attraversando.

Un tentativo di confondere la verità, volto a dimostrare che la Presidente è “il problema”. Quindi si è deciso di “demolire” la sua immagine cercando in ogni modo di oscurare il valore di una persona che con coraggio, umiltà e determinazione, certamente compiendo anche qualche errore, aveva chiesto a gran voce di iniziare un vero e profondo cambiamento mettendo al centro i Soci. Evidentemente in questo modo i 15 “dissidenti” hanno pensato bene di correggere l’errore che i Soci avevano fatto nell’investire proprio Mattarei, solo 18 mesi fa, della grande responsabilità di governare la Federazione innescando il cambiamento tanto invocato.

“ … si doveva demolire per ricostruire” … così Preghenella, ex Vicepresidente Vicario della Federazione, ha spiegato il gesto dei “dissidenti. Leggendo questa dichiarazione il mio pensiero non può che andare alla “notte del PalaRotari”, notte in cui lui lo stesso Preghenella era presente insieme ad un altro importante consigliere della Federazione nonché Presidente della Cantina di Mezzocorona. Loro hanno assistito silenti al dramma di “esproprio di democrazia” che Villotti stava compiendo.

Avvicinàti da un socio che li invitava ad intervenire per dire che quell’Assemblea era da sospendere, la risposta di uno dei due è stata: “è tutto regolare …”. Quella sera i due alti rappresentanti della cooperazione hanno abdicato al loro ruolo, hanno abbassato gli occhi e si sono girati dall’altra parte. Solo nei giorni successivi, considerata la gravità di quanto accaduto, hanno dichiarato (non pubblicamente) che loro un’assemblea così l’avrebbero sospesa!

Ebbene sì “demolire per ricostruire …” diceva Preghenella, ma l’operazione di demolizione di quel poco di credibilità che rimaneva al sistema cooperativo trentino, loro insieme ad altri, l’hanno iniziata tre mesi fa, dubito possano ora trasformarsi in artefici della ricostruzione.

E’ davvero incredibile, chi per anni ha gestito a piene mani direttamente o indirettamente le sorti della Federazione compromettendone solidà e credibilità (basti pensare ai casi BTD, Sait, Carige, Area di Piedicastello, e chi più ne ha più ne metta) oggi, dopo pochi mesi dall’insediamento di Mattarei, trovi nella oramai ex Presidente il capo espiatorio di una situazione che loro stessi hanno contribuito a creare e la cui soluzione a questo punto non può certo risiedere nelle loro mani.

Fanno sorridere i nomi apparsi sulla stampa di vecchi “volponi” della politica e/o della cooperazione, indicati quali futuri possibili Presidenti della Cooperazione; sembrano piuttosto il frutto di un autore di fumetti che vuole prendersi gioco dei suoi lettori.

E’ proprio carnevale, il lupo ha deciso di vestirsi da Cappuccetto Rosso ma non si è accorto che dal vestito sporgono vistosamente la coda, le orecchie, il naso ecc., credendo di poter essere scambiato per quella innocente bambina. Quel lupo vorrebbe ora mangiarsi anche quel che di buono è rimasto della realtà cooperativistica, e purtroppo anche di quell’autonomia provinciale da tutti invidiata.

Sono convinto che ormai la società trentina, i soci di tutte le cooperative, chi quotidianamente si rimbocca le maniche per il bene comune, chi fa vera cooperazione con sacrificio e convinzione, spesso gratuitamente o quasi, hanno capito molto bene chi è il Lupo e chi è Cappuccetto Rosso.

Ora si può davvero attivare quel cambiamento tanto atteso, ora o mai più!

 

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Diego Paolazzi
Ex consigliere dimissionario della fu Cassa Rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra