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ANNAMARIA BERTÒ * VOLONTARIA GIORGIA DEPAOLI: « LA PAROLA ” CAVALIERA ” (NEL COMUNICATO DEL COMUNE DI TRENTO) NON SI ADDICE ALLA ONORIFICENZA CHE È PER TUTTI, ” CAVALIERE AL MERITO ” »

Signor direttor, apprezzo il lavoro dell’Agenzia soprattutto per la neutralità ed il distacco di quanto pubblicate, però mi permetto circa la notizia che allego sotto (ricordandoci che siamo in Trentino ed abbiamo una cultura) di rimarcare delle “fughe in avanti o pseudo omaggianti” tipo: “cavaliera” (sob, è un aggettivo in geometria o dei forti militari); non si addice all’onorificenza del Presidente, che è -per tutti- Cavaliere al Merito.

Trovo non cortese Ministra, Generala, Caporala, ecc… Non è stravolgendo il nostro lessico che si sostiene la parità uomo-donna ed il rispetto per il genere femminile. “De Gasperi”, altra forzatura per imporre un che di nobiliare, di famiglia di rango tipo il tedesco “von”.

Lo statista trentino era persona semplice, per il popolo, i suoi documenti portano ben chiaro Degasperi, così ha firmato di suo pugno il trattato di pace, la Costituzione, gli atti da Primo Ministro.

La leziosità di scriverlo divaricato fa sorridere, ma anche intristire per l’offesa alla sua storia.

Appare evidente che avete incollato il testo preparato da altri (dal Gabinetto della istituzione che rappresenta il Presidente della Repubblica, che forse lo ignora persino) perchè la stessa parola compare nel comunicato entusiasta del nostro sindaco del Comune di Trento (ma Alessandro Andreatta non insegnava quale professore di lettere?) e pure su un quotidiano locale. Si sono salvate -però- le emittenti tv locali, che hanno ben pensato di non leggere pedissequamente la velina.

Auguro buon lavoro una buona estate e molta salute.

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Annamaria Bertò

 

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Gentile signora Annamaria,

comprendo molto le sue ragioni di ordine lessical-semantico e le condivido pienamente. Comprenderà però anche come -da parte mia- sarebbe estremamente audace “sfidare” le scuole di pensiero “rosa” che per anni hanno lottato e lottano (ma è proprio così importante azzuffarsi sulle finali delle parole al maschile o al femminile?…) per “femminilizzare” -appunto- ogni termine e/o qualifica e/o mansione in lingua italiana.

Oramai nessuno può obiettare più nulla (ancor più se è maschio, immediatamente ed automaticamente sarebbe accusato di “sessismo”) circa i gusti delle declinazioni… Guai a storcere la bocca nel non condividere che un uomo (nato appunto con l’organo genitale maschile) nel momento nel quale si veste da donna “pretenda” di essere definita “signorina”…

Io -da modesto “giornalaio” di provincia- come lei intelligentemente ha capito, sono uscito da tempo dalle potenziali e virtuali randellate sulla testa… usando lo strumento del “copia&incolla”. Così gli applausi o i fischi se li “becca” chi scrive… Io mi sono trasformato  (per autotutelare la mia canuta capoccia) in postino di missive altrui redatte.

Sono stufo di essere “impallinato”: ho imparato che se scrivo “X”, la metà dei lettori mi aggredisce perché avrei dovuto scrivere “Y”. Ma se scrivessi “Y”, l’altra metà -sempre inferocita- mi attaccherebbe comunque perché avrei dovuto scrivere “X”…

I tempi sono questi: la rabbia individuale, la frustrazione sociale, la cattiveria umana, la stupidità congenita, la voglia di criticare a prescindere… hanno prodotto il risultato che moltissimi criticano -aprioristicamente- qualsiasi concetto espresso. Qualsiasi. Sempre. Così, tanto per rompere… l’organo o (per accontentare tutti/e ma proprio tutti/e) l’organa…

 

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Luca Franceschi

direttore responsabile