Gozi (Resp. affari europei Francia): “La cittadinanza non me l’hanno tolta, per fortuna il vecchio governo è caduto, il nuovo governo non l’ha messa come priorità. Menomale che queste scemenze appartengono al passato. Serve una nuova Europa, i veri sovranisti siamo noi pro-europei. Migranti? Dal vertice di Malta arriveranno buone notizie. Bisogna lavorare sui meccanismi per cui chi non coopera viene sanzionato, non puoi essere europeo quando prendi i fondi europei e poi essere nazionalista quando ti fa comodo”

Sandro Gozi, responsabile degli Affari Europei per il governo francese, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

“La cittadinanza non me l’hanno tolta, per fortuna il vecchio governo è caduto, il nuovo governo non l’ha messa come priorità quindi dovrei conservare la mia cittadinanza. Menomale che queste scemenze appartengono al passato” ha scherzato Gozi.

Sulla sua attività. “Io sono consigliere di Macron, mi occupo di politica europeo, stiamo lavorando con Ursula Von Der Layen per cambiare l’Europa, un’Europa verde, un’Europa degli investimenti, stiamo dando il nostro contributo per cambiare le cose. E’ un momento molto entusiasmante, molto intenso, per spingere l’Europa a cambiare marcia. Occorre un’Europa più forte e sovrana, un’Europa che investa di più sull’ecologia e sul digitale. Un’Europa che si assuma le proprie responsabilità, nel Mediterraneo rispetto all’Africa. Va riformato Schengen e serve un diritto d’asilo comune. I sovranisti hanno ragione quando dicono: riprendiamoci il controllo, la risposta però è sbagliata perché loro vogliono tornare a politiche nazionalistiche e chiudere le frontiere. Il punto è come riprendiamo il controllo. La ripresa del controllo è costruire un’Europa sovrana, per questo dico sempre che i veri sovranisti siamo noi pro-europei”.

Sul sistema di redistribuzione dei migranti. “C’è la volontà di trovare una soluzione permanente sui meccanismi di distribuzione e solidarietà nel Mediterraneo. Non possiamo assistere ogni estate allo spettacolo ridicolo dei negoziati tra i Paesi che durano settimane: tu ne prendi 6, tu ne prendi 7. Grazie al cambiamento che c’è stato a Roma, sento la volontà di trovare finalmente una soluzione, anche a Berlino, Parigi e Bruxelles. Credo che già dall’incontro di Malta possano uscire buone notizie, per gli europei e per gli italiani. C’è un ruolo chiave dei governi che sono decisivi in questa fase. C’è un ruolo della Commissione UE. Io auspico che questo diventi il nucleo operativo. Bisogna lavorare sui meccanismi per cui chi non coopera viene sanzionato. Non puoi essere europeo quando prendi i fondi europei e poi essere nazionalista quando ti fa comodo”.

Sulla manovra italiana. “Il governo ha un ottimo ministro dell’economia e non ha bisogno dei miei consigli. Però credo che ci sia oggi la possibilità di spingere verso investimenti, soprattutto in ecologia e tecnologia. Il clima è cambiato in Europa, c’è una maggiore consapevolezza. Credo sia un cambio di marcia molto interessante, molto utile anche all’Italia che oggi deve preparare una legge di bilancio complessa, ma in questo contesto credo sia più semplice trovare delle soluzioni”.