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CONSIGLIO PAT * QUINTA COMMISSIONE: « NEL DDL STABILITÀ LA GIUNTA PROPORRÀ DI ESTENDERE A TUTTI I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO GLI AIUTI RISERVATI SOLO A POCHI PROFESSIONISTI CON PARTITA IVA »

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13:08 - 30/11/2020

Nel ddl stabilità la Giunta proporrà di estendere a tutti i lavoratori dello spettacolo gli aiuti attualmente riservati solo a pochi professionisti con partita Iva, andando così incontro alle richieste di “Confeventi”, ascoltata dalla Quinta Commissione.

Nel ddl stabilità, uno dei tre provvedimenti della manovra finanziaria della Pat per il 2021 che il Consiglio discuterà entro Natale, la Giunta proporrà una modifica della normativa provinciale sulla cultura per poter deliberare all’inizio dell’anno prossimo l’estensione a tutti i lavoratori dello spettacolo delle misure di sostegno previste fino ad ora solo a favore dei professionisti dell’intrattenimento in possesso di partita Iva. A preannunciare la novità è stato il dirigente del Servizio cultura della Provincia, Claudio Martinelli durante l’audizione in videoconferenza che la V Commissione, presieduta da Alessia Ambrosi (Lega), ha concesso a “Confeventi ed Artisti”, associazione aderente a Confcommercio Trentino, rappresentata da Alex Tozzo ed Enzo Di Gregorio.

Tozzi: troppi gli esclusi dalle misure di sostegno.

Tozzo ha ricordato che oltre ad artisti e professionisti in questo settore operano anche lavoratori che, “dietro le quinte”, si occupano di organizzazione, allestimenti e service tecnici. Se da un lato Confeventi ha apprezzato la notizia del fondo straordinario che la Pat ha deciso di creare per le imprese e gli operatori dello spettacolo, dall’altro lamenta l’inclusività troppo scarsa della misura, in quanto ne possono beneficiare solo le partite Iva. Restano esclusi dagli aiuti numerosi lavoratori assunti con contratti intermittenti e a giornata. Per recuperare anche questi operatori l’associazione suggerisce alla Giunta di adottare il criterio della perdita di fatturato nel periodo della chiusura delle attività imposta contro la pandemia, piuttosto che quello delle giornate contributive pagate o del numero di addetti di un’impresa. Le imprese dello spettacolo, ha aggiunto Tozzi, si sentono anche discriminate rispetto ai cinema, attività che non hanno bisogno di dipendenti e lavoratori a cui pagare un certo numero di giornate contributive. In definitiva la categoria chiede alla Pat maggiore attenzione trovando il modo di includere negli aiuti tutti i lavoratori dello spettacolo e non solo quella parte minoritaria di loro che opera con partita Iva. Questo perché il settore ha subito gravi perdite dovute alle misure restrittive imposte per il contenimento del Covid, alle quali non sono seguiti adeguati interventi di ristoro.
Rispondendo ad Ambrosi, che ha ricordato la delibera approvata venerdì scorso dalla Giunta per concedere ulteriori contributi a fondo perduto a queste attività e l’emendamento da lei co-firmato con il consigliere Zeni per ovviare alle carenze delle misure precedenti, Enzo di Gregorio di Confeventi ha osservato che anche l’ultimo provvedimento dell’esecutivo lascia perplessi, perché si riferisce al numero dei dipendenti e non al volume del fatturato. Mentre anche le imprese dello spettacolo andrebbero considerate “produttive” al pari di altre.

Martinelli: la Giunta proporrà un’interpretazione estensiva della norma.

Sollecitato dalla capogruppo del Pd Sara Ferrari, il dirigente del Servizio cultura Martinelli ha spiegato che la scelta della Giunta di intervenire solo a sostegno delle partite Iva non è dovuta a ragioni politiche ma a motivi tecnici, che hanno impedito di interpretare la normativa in modo estensivo a favore di tutti i lavoratori del settore. Il funzionario ha però evidenziato che lo sforzo compiuto dalla Giunta per allargare la platea dei beneficiari ha permesso di comprendere nell’articolo del 16 bis della normativa provinciale sulla cultura anche le associazioni che prima erano escluse. Non è stato però possibile ignorare il vincolo che impedisce di includere negli interventi anche i lavoratori dello spettacolo privi di partita Iva e con contratti particolari. Diversa è la questione delle giornate lavorative. “Questo – ha chiarito Martinelli – è uno degli indicatori nazionali utilizzati dal ministero per intervenire a sostegno delle imprese dello spettacolo. In senso stretto il riferimento è ai lavoratori più direttamente attivi nel settore ad esclusione, quindi, degli amministrativi”. “Tuttavia la Giunta – ha sottolineato – cercherà di adottare un’interpretazione il più possibile estensiva che vada incontro alla richiesta, pertinente, di Confeventi, che prima non era stata presa in considerazione”. Quanto ai cinema, Martinelli ha precisato che il maggior contributo previsto per i gestori delle sale è stato deciso dalla Giunta perché queste attività, diversamente da tutte le altre, non potranno ripartire prima dell’autunno del 2021. In ogni caso, ha concluso, la questione dei lavoratori dello spettacolo esclusi dagli interventi in base agli attuali criteri, è all’attenzione sia dell’assessorato provinciale alla cultura sia delle altre regioni. Per questo la Giunta nel ddl stabilità ha proposto una modifica dell’articolo 16 bis che utilizzando la dizione “lavoratori dello spettacolo” includerà oltre ai professionisti anche tutti gli altri operatori del settore. Approvando questa norma il Consiglio affiderà alla Giunta il compito di tradurre con una delibera all’inizio del 2021 l’estensione del sostegno a tutti gli altri lavoratori dello spettacolo, “qualsiasi contratto abbiano e che fino ad oggi sono stati esclusi”.

Pronta la mappatura del settore.

Reagendo a una proposta di Di Gregorio, che ha suggerito alla Pat di approfittare di questo periodo di sospensione delle attività per effettuare un censimento che permetta di individuare tutti i lavoratori e le imprese riconducibili al settore dello spettacolo, Martinelli ha segnalato lo studio consegnato proprio la settimana scorsa sulle professioni nel mondo della cultura realizzato in collaborazione con Tsm (Trentino School of Management). Il rapporto sarà la base con cui nel 2021 si realizzerà una mappatura anche dei lavoratori dello spettacolo del settore per favorire la formazione delle professionalità e alzare il livello del settore. Il dirigente ha concluso osservando che la recente nascita di associazioni di imprese che rappresentano anche i lavoratori dello spettacolo permetterà alla Provincia di superare la criticità costituita fino ad oggi dalla polverizzazione del settore, che crea difficoltà nei rapporti e nell’individuazione di interventi adeguati. Tozzo ha detto di comprendere i limiti tecnici che impediscono di includere anche lavoratori atipici negli aiuti previsti dalla Provincia. E ha concluso con la proposta di adottare lo stesso metodo utilizzato dal governo nel decreto ristori, dove il tratto caratteristico che distingue i lavoratori dello spettacolo è la loro iscrizione al fondo ex Enpals per gli operatori del settore.

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LANCIO D'AGENZIA

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