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CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: « POLITICHE GIOVANILI DALL’AGENZIA FAMIGLIA AL DIPARTIMENTO CULTURA, LA MINORANZA SI OPPONE »

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16.56 - giovedì 27 maggio 2021

Prima commissione, politiche giovanili dall’Agenzia della Famiglia al Dipartimento cultura, la minoranza si oppone. La mobilità passa dal Dipartimento infrastrutture a quello del territorio e l’ambiente; patrimonio e motorizzazione alla direzione generale Pat.

La Prima commissione, presieduta da Vanessa Masè (Civica), ha dato oggi pomeriggio parere favorevole, con i sì di Mara Dalzocchio, Savoi, Moranduzzo della Lega e Masè, e la non partecipazione al voto di Sara Ferrari del Pd, Rossi di Azione e Zanella di Futura, alla delibera che introduce alcune modifiche all’assetto organizzativo della Pat. Come ha spiegato il dirigente del Dipartimento personale e Affari Generali, Silvio Fedrigotti, la delibera che ha ricevuto il via libera dalla Commissione prevede che le competenze che riguardano la mobilità passino, dal 14 giugno, dal Dipartimento infrastrutture e trasporti a quello che sarà il Dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia e cooperazione. La ragione principale di questo cambio organizzativo sta nel fatto che le Infrastrutture dovranno concentrarsi sulle opere pubbliche previste dal Pnrr. Sempre per questo motivo, il Dipartimento infrastrutture viene sgravato dalla gestione del patrimonio della Pat e della motorizzazione (per queste si creerà una Unità di missione strategica) che passano alla Direzione generale.

Politiche giovanili dall’Agenzia della Famiglia alla cultura. L’opposizione dice no.
Dalle strade e dai cantieri alle politiche giovanili. La delibera prevede che queste ultime passino dall’Agenzia per la famiglia e la natalità al Dipartimento istruzione e cultura. Un passaggio, ha detto Fedrigotti, che avrà bisogno di tempi più lunghi per motivi organizzativi.
Se i primi punti sono stati sostanzialmente condivisi dai consiglieri di minoranza (qualche perplessità sulla coerenza della presenza della cooperazione nel Dipartimento territorio e trasporti è stata espressa da Zanella) sul punto delle politiche giovanili il confronto è stato serrato.

Failoni: nessuno pensa di sminuire l’importanza delle politiche giovanili.
L’assessore Roberto Failoni ha detto che la scelta ha motivi pratici, prima di tutto la necessità di sgravare la presidenza di una competenza passandola all’istruzione e alla cultura. Un passaggio, ha sottolineato Failoni, con il quale si mantiene centrale l’attenzione nei confronti dei giovani. Inoltre, rispondendo ad una domanda di Sara Ferrari (Pd), Failoni ha detto che il Servizio Civile rimarrà nell’Agenzia della famiglia.
Motivazioni che non sono state ritenute sufficienti dall’opposizione. Ugo Rossi ha affermato che la scelta, attuata dalla sua Giunta, di incardinare le politiche giovanili nell’Agenzia per la famiglia venne fatta perché queste hanno assolutamente bisogno di essere trasversali. Per realizzare politiche a favore dei giovani serve una visione generale che va dallo sport, all’istruzione, alla famiglia, al lavoro.
Sara Ferrari, anche lei contraria, ha ricordato che la Giunta ha ristrutturato il Dipartimento istruzione e cultura, istituendo una nuova Unst che sarà diretta dall’ex capo di gabinetto dell’assessore Bisesti, senza neppure un passaggio in Commissione e oggi, ha aggiunto, compare, anche in questo caso senza spiegazioni, il trasferimento delle politiche giovanili. Settore, ha ricordato la capogruppo Pd, che è stato riformato da poco, nella primavera 2018, seguendo il concetto di trasversalità e interazione con altri settori e che con i sui 32 piani giovani copre tutto il territorio. Inoltre, ha aggiunto, trattandosi di un asset strategico sarebbe necessario capire se le politiche giovanili, a questo punto, andranno sotto la cultura o l’istruzione.

La Fenalt, c’è il sospetto che si voglia creare un posto di dirigente.
Nel corso della seduta, la presidente Masè ha letto una nota della Fenalt indirizzata alla Prima commissione e alla Giunta, che esprime preoccupazione per il destino del direttore e le sei persone che lavorano alle Politiche giovanili. Uno staff, ricorda il sindacato, che gestisce, con un grosso bagaglio professionale, due milioni di euro e 32 piani giovani. Nella lettera, firmata dal segretario generale Fenalt, Maurizio Valentinotti, si auspica che la Giunta “rinvii la decisione e la riveda perché al momento ci si chiede se sia motivata esclusivamente dalla volontà di creare posti direttivi da attribuire a persone che devono essere ricollocate senza nessuna esperienza”.
Una preoccupazione che è stata condivisa anche da Rossi e da Zanella i quali hanno detto chiaramente di avere il sospetto che la scelta della Giunta sia stata fatta per assegnare le Politiche giovanili all’ex capo di gabinetto di Bisesti. Anche Claudio Cia (FdI) ha chiesto garanzie per il mantenimento del livello professionale dei funzionari delle Politiche giovanili.

Dalzocchio: La Giunta ha il diritto di cambiare.
Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, ha affermato che la Giunta ha il diritto di cambiare le cose in base alla sua visione dell’organizzazione della Pat. E le scelte contenute nella delibera sono state prese in esclusivamente in quest’ottica.

No al rinvio della seduta, le opposizioni non votano la delibera.
Infine, Alex Marini (5 Stelle), che ha sollevato il tema dell’importanza strategica della soprintendenza per i beni culturali, ha chiesto un rinvio della riunione della Prima commissione perché ha dovuto assentarsi a causa della concomitanza con la commissione regionale dove si discutevano due suoi ddl. Una richiesta che è stata appoggiata anche da Rossi, Ferrari e Zanella ma che è stata respinta dalla maggioranza. Un no al rinvio che è stato visto come una scorrettezza dai tre consiglieri che non hanno partecipato al voto.

 

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