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PUNTO D’INCONTRO – TRENTO * WELFARE E COVID: « MAI COSÌ TANTE PERSONE IN STRADA, UN NATALE DI EMERGENZA NELL’ EMERGENZA »

In un inverno difficile per tutta la comunità, nonostante gli sforzi messi in campo da Comune e Provincia, ci ritroviamo a parlare nuovamente di Emergenza Freddo. La presenza sul territorio cittadino di persone in stato di grave marginalità sociale e precarietà abitativa pone questioni importanti, oltre che in merito alla tutela della dignità delle persone anche alla loro stessa sopravvivenza.

Il Punto d’Incontro da più di 40 anni rappresenta un osservatorio privilegiato, in grado di rilevare, per tempo, disagi e problematiche vissute dalle persone senza dimora.
La mensa di via Travai è rimasta sempre aperta, anche durante la prima fase dell’emergenza sanitaria, registrando un progressivo inasprimento delle condizioni di vita di chi è in strada.

Da ottobre ad oggi sono aumentati i posti letto a disposizione grazie al lavoro di Comune e Provincia e di tutti gli enti del terzo settore che si occupano di marginalità ed emarginazione. Sforzi che però non sono ancora sufficienti.
Sono più di 80 le persone senza un riparo non accolte presso i dormitori, che versano in situazione di assoluta precarietà durante la notte. Di queste circa il 40% sono persone richiedenti protezione internazionale che gravitano a lungo nei servizi di bassa soglia in attesa del colloquio in Questura o dell’ingresso nei progetti.

Le storie che vengono raccolte dagli operatori del Punto parlano di situazioni di crescente disagio fisico e mentale, di un’età media in forte rialzo con conseguenze pericolose sulla salute, il peggioramento delle patologie già presenti, la rabbia e l’umiliazione dovuti agli sgomberi dai rifugi di fortuna.

Il quadro è ulteriormente complicato dall’emergenza sanitaria mondiale in corso. Per garantire il rispetto della normativa anti Covid 19 le strutture di accoglienza sono state costrette a diminuire la ricettività massima senza che fossero messe a disposizione nuove strutture.

Da settimane si parla della possibilità di aprire una parte della Residenza Fersina ai Senza Dimora, un’opzione, che assieme ad una sospensione degli sgomberi sul territorio comunale, permetterebbe a molti di superare l’inverno.

 

Accoglienza
Nel 2020 ad oggi si sono rivolte al Punto d’Incontro 585 persone provenienti da 47 paesi del mondo, di cui 60 italiani. Di queste 585 persone 214 sono nuovi arrivi, mai registrati negli anni passati. Numerosi i giovani, soprattutto richiedenti asilo; in aumento la fascia di età tra i 50 e i 65 anni, in particolare gli italiani e gli stranieri “di vecchia data”.
Circa 46.586 i pasti serviti, con una media di 145 presenze al giorno per il pranzo.

Durante tutto il lockdown da marzo a maggio la Cooperativa ha incrementato l’offerta dei servizi grazie al sostegno della PAT e grazie alle donazioni dei privati, sempre in coordinamento con tutti gli enti del terzo settore, ampliando l’accoglienza su due sale e attivando l’apertura straordinaria di Casa Sant’Angela. Fondamentale il sostegno degli oltre 50 volontari e il lavoro dei medici e degli infermieri del Gr.I.S a favore di ospiti e personale nelle fasi peggiori della pandemia.
Dal 18 ottobre, grazie alle donazioni dei cittadini, si è potuto riattivare il servizio delle aperture domenicali, che è tutt’ora in vigore e resterà attivo per tutto il periodo invernale.

 

Laboratorio
Grazie alle attività del nostro Laboratorio di falegnameria, restauro e artigianato artistico, ogni anno circa 15 persone riescono ad ottenere i pre-requisiti lavorativi. Un’opportunità in collaborazione con il Comune di Trento e in rete con gli altri laboratori occupazionali presenti sul territorio.

“Gli indesiderabili sono gli abitanti dei margini, gli esclusi dai diritti che aspirano ogni giorno a elementari briciole di sopravvivenza. Quelli che la città non sente parte di sé, ma qualcosa di cui aver paura, da allontanare e respingere. Forse perché teme di rispecchiarsi in questi volti che non raccontano solo di naufragi individuali, ma di una fragilità sociale in forte aumento”
(R. Camerlinghi)

 

Sempre nei nostri pensieri: il fondatore Don Dante Clauser, l’amico e collega Romano Broseghini.
Quest’anno ci hanno lasciati gli amici e sostenitori: Piergiorgio Cattani, Giorgio Butterini e Don Sergio Pighi.
Si aggiungono nel 2020 alla lista delle persone senza dimora che abbiamo visto morire negli anni a causa anche della dura vita di strada: Khalid, Tobi e Oma