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CIVETTINI – INTERROGAZIONE * OSSARIO DI CASTEL DANTE: “ABBANDONATO RISCHIA LA CHIUSURA TOTALE E L’INAGIBILITA’? QUANDO SI INTENDE INTERVENIRE PER IL RISPETTO DEL LUOGO SACRO ITALIANO E AUSTRO-UNGARICO?(FOTO)

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11.14 - giovedì 11 gennaio 2018

 

La proprietà è demaniale dello Stato e dipende dal Commissariato Generale Onoranze ai Caduti di Guerra, ma questo non toglie che sia un patrimonio riconosciuto e voluto dalla citta di Rovereto e dal Trentino tutto.

Un Sacrario, che attiva centinaia di pullman all’anno, che silenziosamente si recano in pellegrinaggio e che l’amministrazione comunale, proprio recentemente, ha reso decente e attrezzato, anche il piazzale antistante.

Posto sul dosso di Castel Dante, costruito negli anni 1933/36 e inaugurato nel 1938, racchiude le salme di 20.279 caduti italiani e austro-ungarici, nonché i resti di cimiteri di guerra minori e sparsi sulle montagne circostanti, le cui spoglie furono qui portate tra il 1922 e il 1927.

Fin qui qualche traccia di storia, mentre il presente, è molto più nero di quel che si possa immaginare e mentre qualche “mago” della politica provinciale, senza conoscerne lo stato di conservazione e della proprietà, lo propone come “luogo della memoria” per chiari motivi di diversa natura, dall’altra, la decadenza e la fatiscenza è ormai cosa documentata e certa.

Infatti, dopo l’inascoltato grido d’allarme lanciato come la pietra in una stagno con l’interrogazione del 20 settembre 2017, cui regolarmente non si è data ancora risposta sforando di oltre 3 mesi i tempi, ecco che un gruppo di turisti, a conoscenza del mio impegno sul tema, mi contattano nelle giornate scorse e mi documentano della situazione interna.

Una vera e proprio devastazione, stato di abbandono e fatiscenza che i caduti di tutte le Guerre, di ogni fronte, non meritano, né dallo stato italiano-ormai ridotto male in tutto-né dalla Provincia di Trento, che giocherellando a palla con le responsabilità gestionali, non ha avito-e non ha-il coraggio di affrontare l’onere della gestione, che-tra l’altro-potrebbe generare posti di lavoro e opportunità da cogliere per chi coloro che vedessero la possibilità di dare risposte concrete alle migliaia di turisti che annualmente visitano il Sacrario militare in parola.

La documentazione allegata parla chiaro e -anche forse in attesa dell’adunata degli Alpini ma anche in ricorrenze che testimoniano il sacrificio di molti soldati dell’Impero -credo non sia tollerabile che la situazione di fatiscenza e degrado non emerga in tutta la sua gravità.

 

*

Tutto ciò premesso

Il sottoscritto consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

Perché non si sia risposto ancora all’interrogazione n.° 5068 del 20 settembre 2017 che lanciava l’allarme sullo stato di manutenzione del Sacrario Militare di Castel Dante a Rovereto e, nel caso, quali siano i fatti ostativi alla stesura della stessa, visto che, in ogni modo, i contatti con le sedi competenti, non mancherebbero e che anche a livello locale ci sarebbero referenti militari in grado di svolgere un ruolo di collegamento con i vertici romani;

Se si sia a conoscenza dello stato di fatiscenza, sotto puntualmente allegato, che vedrebbe il monumento sacro, invaso da infiltrazioni e la devastazione interna, che ci è stata documentata da un gruppo di turisti storici, supererebbe il livello di guardia, tanto da mettere in dubbio forse anche la tenuta strutturale dell’immobile stesso;

Come – ma soprattutto cosa – si intenda fare per dare immediate risposte a questo documentato e inaccettabile degrado, non solo – anche se doveroso – per rispetti alle spoglie dei caduti e religioso rispetto, ma anche per restituire alla città un punto di riferimento della memoria, della storia e del futuro delle giovani generazioni.

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini

Civica Trentina

 

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