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ACLI TRENTINE * CICLO RIFIUTI: PRESIDENTE OLIVER, « RAFFORZARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E PUNTARE SUL GASSIFICATORE, UN IMPEGNO DI CIVILTÀ CHE L’AUTONOMIA NON PUÒ DISATTENDERE »

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11.01 - sabato 25 febbraio 2023

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota inviata all’Agenzia Opinione) –

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CICLO RIFIUTI: RAFFORZARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E PUNTARE SUL GASSIFICATORE.

La chiusura del ciclo dei rifiuti rappresenta un obiettivo e un impegno di civiltà che l’Autonomia trentina non può disattendere. In primo luogo è pertanto necessario proseguire sulla strada della riduzione dei rifiuti all’origine, ovvero riducendo gli imballaggi e l’utilizzo di prodotti usa e getta, e dall’altra nell’ulteriore potenziamento delle raccolte differenziate attraverso il miglioramento della qualità e l’ampliamento generalizzato del sistema porta a porta. Per quanto riguarda la tecnologia per ridurre le frazioni non riciclabili, oltre al miglioramento delle selezioni per tipologia di rifiuti e della qualità stessa del differenziato, le Acli sostengono la necessità e l’urgenza di un approfondimento delle soluzioni tecniche in grado di ridurre al minimo l’impatto per la popolazione e, tra queste, quella del gassificatore. Come indicato da uno studio della Fondazione Bruno Kessler, con l’utilizzo del gassificatore si potrebbero avere diversi vantaggi che riguardano nell’ordine:

L’assenza totale di emissioni inquinanti quali polveri sottili e l’eliminazione dei rischi di dispersione di diossina in quanto impianti di questo tipo consistono in un processo privo di combustione e in assenza di ossigeno che produce per sublimazione (attraverso la trasformazione dei rifiuti dallo stato solido allo stato gassoso), il Syngas, ovvero un combustibile del tutto simile al metano (CH4), utilizzabile per la produzione di energia elettrica e termica;

Il materiale residuo in uscita dal gassificatore verrebbe inoltre ridotto fino ad una frazione dell’8-10% di materiali inerti da collocare nelle discariche convenzionali, mentre una minima frazione dello stesso può essere recuperata sotto forma di materiali vetrosi e resine.
Contrariamente alle rigidità di progettazione e localizzazione dell’inceneritore, il quale dovrebbe bruciare circa 80.000 tonnellate l’anno di frazione residua per tutta la durata dell’impianto, il gassificatore consentirebbe un’organizzazione a moduli del recupero energetico da rifiuti. In sostanza, tramite le tecnologie utilizzate attualmente in diversi contesti industriali privati, è possibile organizzare il recupero di energia da rifiuti adottando uno a più impianti a moduli che variano dalle 4.000 alle 8.000 tonnellate l’anno, con la possibilità di aumentare il numero dei moduli a seconda delle esigenze di smaltimento. In questo modo si avrebbe la possibilità di superare la rigidità dell’impianto di incenerimento, che prevede fra l’altro un impegnativo investimento che supera gli 80 milioni di euro, con tempi di realizzazione non inferiori ai 4-5 anni.

Sulla base di queste considerazioni le Acli propongono pertanto di avviare da subito una fase di sperimentazione della gassificazione, valutando in tempi rapidi i risultati effettivi relativi allo smaltimento della frazione residua prodotta in provincia e la possibilità di una rimodulazione dell’impianto fino a soddisfare le effettive esigenze di smaltimento dell’intero territorio trentino. Un impianto di gassificazione di questo tipo avrebbe costi sicuramente meno elevati (1 milione di euro circa a modulo) e potrebbe fare del Trentino un importante laboratorio di applicazione di una tecnologia che consente una gestione virtuosa e responsabile del ciclo dei rifiuti, incentivando nello stesso tempo il miglioramento delle raccolte differenziate in tutta la provincia.
Le Acli sono a disposizione della comunità trentina per promuovere momenti di approfondimento, confronto, dibattito e verifica sugli sviluppi e l’attuazione del Piano provinciale dei rifiuti, per individuare le soluzioni migliori per la chiusura definitiva del ciclo e per facilitare il pieno coinvolgimento della cittadinanza su un tema fondamentale per il futuro di questa provincia autonoma.

 

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Luca Oliver, Presidente Acli trentine

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