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MARGHERITA COGO * NOMINE APSS TRENTINO: « LA SALUTE È UNA QUESTIONE PER SOLI UOMINI, IL PRINCIPIO DI PARI OPPORTUNITÀ È STATO RISPETTATO? »

La salute è una questione per soli uomini. Il direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, dott. Pier Paolo Benetollo, ha recentemente nominato i vertici dell’Azienda stessa, mettendo a capo della direzione amministrativa, sanitaria e per l’integrazione socio-sanitaria 3 uomini, in modo tale che il vertice dell’organizzazione sanitaria della nostra Provincia fosse tutto e solo maschile.

Chissà quali valutazioni sono state determinanti per convincerlo che una simile scelta fosse lungimirante seppur in contrasto con i principi a sostegno dell’uguaglianza sostanziale tra donne e uomini, l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione.

Non ha forse ritenuto importante che ben il 71% del personale dell’Azienda che si trova a dirigere è di sesso femminile?

Ritiene forse di essere in grado di poter fare meglio con una squadra priva della caratteristica più evidente della nostra società?

Pensa che le norme vigenti in fatto di Pari Opportunità tra donne e uomini siano solo chiacchiere e non invece leggi che vanno rispettate e attuate?

Non ha mai sentito dire che la diversità è un elemento capace di migliorare le organizzazioni !

Suppone di poter interpretare il punto di vista femminile, pur essendo un uomo che non coinvolge le donne al vertice di un Ente funzionale che si occupa di salute e che si rivolge ad un territorio composto in maggioranza da donne ?

Convengo che le donne se poche, non possono riuscire nell’impresa ardua di influire in modo significativo sulle organizzazioni, siano esse politiche o amministrative, ma se non ci sono per nulla è certo che nessun cambiamento, a favore delle donne, si verificherà.

Per questo motivo ho presentato un’Istanza all’Ufficio del Difensore Civico, all’Assessora Stefania Segnana e al Dirigente Generale dell’APSS, al fine di verificare la conformità delle nomine ai vertici dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, relativamente al principio di pari opportunità tra donne e uomini e nel caso di richiederne il rispetto e l’attuazione.

 

*

Di seguito l’Istanza.

Spettabile Azienda Provinciale per i Servizi Socio-Sanitari Via Alcide De Gasperi, 79
38123 Trento
alla c.a. del Dirigente Generale
Dott. Pier Paolo Benetollo

Spettabile Assessorato alla Salute, Politiche Sociali, Disabilità e Famiglia Via Gilli, 4
Centro Nord Tre Trento
alla c.a. dell’Assessore
Stefania Segnana

Spettabile Ufficio del Difensore Civico Via Gazzoletti, 2
38122 Trento
Alla c.a.
della dott.ssa Gianna Morandi

Oggetto: ISTANZA

La sottoscritta Cogo Margherita, nata a Tione di Trento il 2/10/1951, residente a Tione di Trento in via Stenico n.3, in qualità di cittadina residente in questa Provincia e impegnata nella difesa dei diritti delle donne e componente del Comitato Scientifico degli Stati Generali delle Donne, si rivolge a codesti spettabili uffici per sottoporre la questione relativa alle nomine, tutte maschili, ai vertici dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, ledendo il principio di pari opportunità tra donne e uomini.

FATTO

Il direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, dott. Pier Paolo Benetollo, ha recentemente nominato i vertici dell’Azienda stessa.
In particolare, ha nominato:
il dott. Andrea Maria Anselmo, quale Direttore Amministrativo; il dott. Antonio Ferro, quale
Direttore Sanitario; il dott. Enrico Nava, quale Direttore degli uffici per l’integrazione e socio- sanitari.
Come si evince ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale vi sono dunque solo uomini. Tale composizione contrasta con i principi legislativi vigenti.

DIRITTO

Legge sul personale della Provincia, 3 aprile 1997, n. 7. art. 49:
comma 1
“La Provincia garantisce pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso all’impiego, nello sviluppo professionale, nel trattamento del personale.”;
lettera c) del comma 1
“adotta specifiche iniziative per favorire il riequilibrio nelle unità organizzative, nelle qualifiche e nei profili professionali, tra presenza maschile e femminile”;
comma 2
“La Provincia, sentiti la/il consigliera/e di parità e il comitato unico di garanzia e, se presente, il referente per la conciliazione, predispone un documento programmatico e attuativo, denominato piano di azioni positive per le pari opportunità, finalizzato sia a valutare le situazioni di sottorappresentazione di genere (…);
comma 4
“La Provincia consulta il Comitato unico di garanzia sulle tematiche generali che incidono
sulla qualità dell’ambiente di lavoro e sull’organizzazione dell’attività lavorativa, con particolare riferimento al reale conseguimento di condizioni, di pari opportunità in ordine agli accessi, ai percorsi formativi e alle posizioni organizzative.”
Legge provinciale sulla tutela della salute, 23 luglio 2010, n. 16. articolo 44:
comma 10
richiama la legge provinciale sul personale, la già citata L.P. n. 7 del 1997,
comma 10 ter.
“(…) La Giunta Provinciale, con propria delibera assunta previa informativa alla competente
commissione permanente del Consiglio Provinciale impartisce all’azienda provinciale per i servizi sanitari direttive finalizzate al progressivo adeguamento dell’organizzazione amministrativa e tecnica a quanto previsto dalla legge sul personale della Provincia.”

Ordinanza n. 39 del 27 gennaio 2005 della Consulta afferma:
che la nuova versione dell’art 51 della Costituzione non si limita più a costituire “una sorta di specificazione del principio di uguaglianza enunciato, a livello di principio fondamentale, dall’art. 3, comma 1, Cost., ma assegna ora alla Repubblica anche un compito di
promozione delle pari opportunità tra donne e uomini”.

“Il principio delle pari opportunità non rappresenta più la mera declinazione di un principio che vieta ogni discriminazione legislativa basata sul genere, ma viene “agganciato”, in rapporto di specificazione o di continenza, al principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’art. 3, comma 2, della Costituzione.” (Alfredo Amato, da Osservatorio Regionale).

Trattato istitutivo della Comunità europea:
articoli 2 e 3 pongono espressamente, fra gli obiettivi primari della Comunità, il compito di promuovere la parità fra uomini e donne;
art. 13 stabilisce che la Comunità assume un ruolo di forte impegno nella lotta a ogni forma di discriminazione, comprese quelle basate sul sesso.
Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198):
comma 3, “Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato”.

Considerazioni

I principi costituzionali, le norme del Trattato istitutivo della Comunità europea, il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, le norme provinciali, la vasta giurisprudenza ormai esistente non possono essere considerati come semplici auspici, sono norme programmatorie e la sentenza n. 4502 del 2011 del Consiglio di Stato stabilisce che: “le
norme programmatorie sono norme come tutte le altre, quindi obbligatorie e vincolanti (…)” e non necessitano nemmeno di successive puntualizzazioni (TAR Puglia, sentenza n. 622/2010).

Tutto ciò premesso

Si chiede

di verificare la conformità delle nomine ai vertici dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, relativamente al principio di pari opportunità tra donne e uomini e nel caso di richiederne il rispetto e l’attuazione.

 

*Margherita Cogo
(componente del comitato scientifico degli “Stati Generali delle Donne”)

 

Tione di Trento, 11 dicembre 2020