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IMPIANTI INNEVAMENTO TRENTINO: DETOMAS, OK A BACINI RACCOLTA ACQUA

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10.19 - mercoledì 19 luglio 2017

(Fonte: Giuseppe Detomas) – Sì alla mozione di Detomas per realizzare bacini di raccolta d’acqua che garantiscano l’innevamento programmato.

Contrari Degasperi (5 stelle), fra gli astenuti Borgonovo Re (Pd) e Civettini (Civica Trentina).

La mozione 591 proposta da Giuseppe Detomas (Ual) è stata approvata con 21 voti a favore, un contrario (Degasperi del M5s) e 7 astenuti (tra i quali anche Borgonovo Re del Pd e Civettini di Civica Trentina).

La mozione impegna la Giunta ad individuare, pur prestando attenzione alla sicurezza e al rispetto dell’ambiente e del paesaggio, strumenti e modalità per consentire la realizzazione di bacini di accumulo d’acqua indispensabili per la produzione di neve programmata e assicurare l’innevamento delle piste da sci, tenendo conto che tali bacini devono essere sufficientemente grandi così da sfruttare al meglio le condizioni climatiche favorevoli.

Negli ultimi decenni, afferma Detomas, la produzione e l’utilizzo di neve artificiale ha potuto sopperire in maniera determinante alla scarsità oltre che all’irregolarità delle precipitazioni nevose.

Gli impianti di innevamento, la loro funzionalità e soprattutto la capienza dei bacini di raccolta dell’acqua si sono rivelati fondamentali per consentire la normale attività dei comprensori sciistici.

La possibilità di avere a disposizione piste innevate, risulta essere un fattore determinante ai fini delle stagioni turistiche.

Non si può non sottolineare che, anche a fronte di nuove tendenze in atto, la possibilità di poter garantire con certezza l’apertura delle piste da sci e degli impianti sciistici, costituisce ancora oggi il vero elemento trainante per il turismo invernale.

La neve artificiale consente di programmare in modo preciso l’apertura degli impianti di risalita; ciò permette altresì l’opportunità di poter progettare la campagna promozionale già mesi prima.

Anche sotto il profilo economico merita evidenziare che le società impiantistiche, rispetto ad altri tipi di aziende, devono sopperire a forti condizionamenti nell’esercizio della loro attività; basta ricordare che la maggior parte di esse esercitano il loro servizio solamente tre o quattro mesi all’anno, esclusivamente durante il periodo invernale.

Queste società pertanto sono fortemente legate all’andamento dei fattori climatici, a causa dei quali possono riscontrare bilanci positivi come per contro rischiare situazioni di deficit, o addirittura ritrovarsi al termine della stagione in condizioni talmente critiche da vedere pregiudicata la stessa attività.

Alla luce di quanto detto pertanto, i bacini di accumulo dell’acqua risultano essere assolutamente strategici, devono essere sufficientemente dimensionati al fabbisogno e in grado di offrire alle stazioni di pompaggio acqua sufficiente sia per periodi più o meno lunghi (2-3 giorni continuativi) di utilizzo, sia per permettere più operazioni di innevamento successive.

Il bisogno di neve artificiale si può considerare un’esigenza diffusa e generalmente condivisa da tutte le società impiantistiche della nostra Provincia.

Detomas ha aggiunto che i bacini di accumulo, secondo le nuove norme europee, possono assumere anche una valenza ai fini di protezione civile, per interventi antincendio o per sostenere l’agricoltura nei periodi di siccità.

L’assessore Gilmozzi ha espresso la condivisione del testo in funzione delle strategie da adottare a sostegno del comparto turistico, in particolare dello sci, che costituisce sempre la base del turismo invernale.

Ciò risulta opportuno anche rispetto ad altri paesi alpini che adottano anch’essi strategie di questo tipo.

Inoltre, merita sottolineare la rilevanza di questi bacini di accumulo anche in termini ambientali; di fronte ai cambiamenti climatici l’unica strategia percorribile passa dalla raccolta d’acqua nei momenti di abbondanza per poter disporre di tale importante risorsa quando questa scarseggia.

E questo anche per mitigare gli effetti negativi della siccità sull’agricoltura anche in pianura. “Si è anche consapevoli – ha continuato Gilmozzi – che i bacini non servono tanto alla crescita dei comprensori sciistici ma piuttosto a sostenere l’esistente”.

Detomas nella sua replica ha ribadito che l’innevamento garantisce la sopravvivenza economica di intere comunità montane.

Pur riconoscendo che sono in atto nuove tendenze e che occorre cercare di offrire anche alternative allo sci, questa attività sportiva continua a rimanere l’elemento caratterizzante per le stagioni invernali.

Attualmente, infatti, ha continuato Detomas, questo tipo di sport risulta essere la prima attrattiva di interesse internazionale è quindi un tipo di proposta imprescindibile per poter agire in termini competitivi sui mercati.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Foto: archivio Consiglio Pat

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