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LETTERE AL DIRETTORE

CARLO ANDREOTTI * ELEZIONI – TRENTINO: « IL PROCESSO DI ITALIANIZZAZIONE SI È CONCLUSO, IL PATT NON HA SAPUTO CREARE NEGLI ELETTORI UNA COSCIENZA AUTONOMISTA »

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13.46 - lunedì 26 settembre 2022

Tutti i partiti si dichiarano autonomisti, ma nessuno ha difeso l’Autonomia. L’Italia s’è destra, Trentino allineato.

Premesso che un commento serio e ponderato al risultato elettorale andrebbe fatto a risultato totalmente acquisito e quando le emozioni del momento si sono per così dire “raffreddate”, credo alcune considerazioni di principio di possano comunque fare. Non vi è dubbio alcuno ad esempio che “l’Italia s’è destra” e che il Trentino non ha fatto eccezione a questa ondata, allineandosi al resto d’Italia con tanti cari saluti alla tanto decantata specificità che per noi vuol dire soprattutto “Autonomia”.

Con queste elezioni si può dire che il processo di italianizzazione del Trentino, iniziato nel dopoguerra si è concluso. Staremo ora a vedere se gli eletti del centro destra trentino sapranno e potranno mantenere le promesse di difesa e valorizzazione dell’autonomia fatte in campagna elettorale. Da questo punto di vista il partito che oggi in Trentino dà ancora le maggiori garanzie su questo fronte, volenti o nolenti, è ancora la Lega.

E’ mancata in tutta la campagna elettorale trentina un vero e forte richiamo all’Autonomia ed ai pericoli che essa corre. Il Patt non ha saputo né coinvolgere l’elettorato autonomista, né creare negli elettori una autentica coscienza autonomista, né fare un’autentica battaglia autonomistica in proprio comportandosi in campagna elettorale come se la cosa non lo riguardasse, essendo quella appena conclusa un’elezione nazional e agendo solo come appendice, neppure troppo motivata, della SVP. Per essere autonomisti insomma non è sufficiente dichiararsi amici o cugini della SVP. Occorre ben altro.

L’altra considerazione che balza con tutta evidenza agli occhi è che condurre una campagna elettorale all’insegna delle “demonizzazione” dell’avversario non paga, anzi contribuisce a rafforzare l’avversario stesso per quel senso di fastidio che provoca nell’elettore il sentir ribadire continuamente temi triti e ritriti e ormai consegnati alla storia.

Infine l’elemento femminile. La sinistra da sempre si proclama la paladina delle donne e dei loro diritti sul lavoro e in politica, accusando gli avversari di gretto maschilismo. I fatti però sono lì a dimostrare il contrario. Lo avevano dimostrato alle ultime elezioni provinciali con l’alta percentuale di donne elette nelle file della Lega, lo hanno dimostrato gli autonomisti popolari fiocco di neve di Walter Kaswalder, portando alla segreteria una donna nelle persona dell’avvocato Barbara Balsamo, lo ha dimostrato la destra nazionale che con tutta probabilità porterà per la prima volta nella storia della Repubblica, proprio una donna a capo del governo. Lo avevano dimostrato anche in passato a livello europeo l’Inghilterra, la Germania e proprio di recente la Finlandia, lasciando intendere che tutto questo “femminismo” della sinistra sa più di facciata che di reale convinzione.

La lezione che deriva dal risultato elettorale mi pare chiara: l’elettore vuole promesse e fatti concreti, programmi chiari e credibili e non basati soltanto sul demonizzare l’avversario. Una democrazia matura affronta il confronto elettorale sempre all’insegna del massimo rispetto dell’avversario, con un confronto basato sulle idee e non sull’evocazione di fantasmi del passato, peraltro inesistenti.

Ultima considerazione riguarda l’autonomia. Nel risultato elettorale c’è ben poco di autonomista, ma soltanto un preoccupante allineamento al resto d’Italia. Un dato questo che dovrebbe far riflettere non soltanto gli autonomisti (tutti i partiti si dichiarano tali, anche senza esserlo), ma gli stessi elettori che sui temi dell’Autonomia dovrebbero essere maggiormente sensibilizzati e coinvolti. E in questo campo proprio le istituzioni dovrebbero fare molto di più a cominciare dalla scuola e dall’insegnamento obbligatorio della nostra vera storia passata e recente.

 

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Carlo Andreotti

Già Presidente della Provincia autonoma di Trento

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