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PRESIDENTE DORIGATTI * IN MEMORIA DI GIORGIO SANTONI: ” LA COMUNITÀ TRENTINA PERDE UNA PERSONA DI GRANDE VALORE CHE CON LA SUA VITA HA DATO UN ESEMPIO DI IMPEGNO PER LA CRESCITA DELLA PROPRIA TERRA “

Con la scomparsa di Giorgio Santoni la comunità trentina perde una persona di grande valore che con la sua vita ha dato un esempio di impegno per la crescita e lo sviluppo della propria terra incentrandolo sulla tutela e sulla difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Mancherà a tutti, non solo ai suoi compagni del sindacato, la sua vulcanica passione per la costruzione di una società più giusta, che possiamo, senza indugio, definire un contributo fondamentale alla nostra democrazia.

La sua assenza diventa, quindi, pienezza nella memoria storica del Trentino tutto, perché la sua personalità si aggiunge alle tante altre che compongono l’affresco corale di coloro che hanno dato lustro alla nostra comunità. Giorgio lascia un vuoto ancor più nella mia mente e nel mio cuore, perché si è interrotto quel legame forte che si ha sempre con compagni, colleghi ed amici con cui si è condiviso un pezzo della nostra vita.

In questo caso con Giorgio abbiamo condiviso molte battaglie sindacali per la giustizia sociale. L’ho visto dedicarsi alla ricomposizione delle disuguaglianze in grandi aziende come Grundig, Whirlpool, ex Clevite, solo per citare alcune delle molte in cui si è adoperato per non lasciare soli gli operai e le operaie.

Ai suoi familiari esprimo il mio cordoglio, la mia solidarietà, la mia stima ed il mio affetto. Insieme – lui a Trento segretario della Fiom Cgil io a Rovereto con i lavoratori del settore della carta e poi insieme nei meccanici della Cgil – abbiamo cercato strade che convergessero verso l’unità di intenti.

Per lui la frammentazione all’interno del sindacato era peggiore di qualsiasi nemico esterno.

Giorgio non risparmiava gli sforzi non solo nelle battaglie politiche, ma nella strenua ricerca, attraverso lo studio, di modelli innovativi per la rimozione delle disuguaglianze sociali, convinto che il sindacato, come gli altri organismi della democrazia, per tenersi vivo e forte dovesse stare al passo con i tempi.

Il suo slancio e la sua passione non sono stati fermati neppure dai chiari segnali di una salute che doveva essere, invece, presa in considerazione. Ma per lui essa veniva sempre dopo l’impegno sul lavoro e dopo la solidarietà per gli altri.

Giorgio se ne è andato a distanza di soli tre giorni dal Primo Maggio.

Non credo sia un caso, perché la nostra vita è eternamente legata da fili invisibili a ciò che ha dato valore e senso alla nostra esistenza. A Giorgio sarebbe, quindi, opportuno dedicare questo Primo Maggio 2018 con lo stesso spirito e la stessa forza degli ideali che con lui abbiamo condiviso.

 

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Bruno Dorigatti