Egregio Signor Walter Kaswalder Presidente del Consiglio Provinciale SEDE – Interrogazione a risposta scritta n. 1302 – Trento, 6 aprile 2020

In data 30 marzo 2020, il presidente della Provincia Autonoma di Trento indirizzava al Direttore Generale della Provincia Autonoma di Trento, ai Dirigenti Generali e ai dirigenti delle Unità di Missione Strategiche una nota avente a oggetto “riprogrammazione delle risorse a bilancio provinciale”;

nel testo il presidente della Provincia segnalava come l’emergenza epidemiologica Covid-19 stesse producendo “dirompenti impatti negativi sul sistema economico locale che si ripercuoteranno direttamente sui volumi delle entrate del bilancio provinciale, tenuto conto che lo stesso è alimentato per circa il 90% da tributi prodotti dal territorio”. In conseguenza di ciò, secondo il presidente, si renderà necessario da un lato “porre in essere interventi immediati volti a sostenere il sistema economico locale, oltreché le famiglie” mentre dall’altro bisognerà prendere atto della “drastica riduzione delle risorse provinciali disponibili rispetto ai volumi attualmente autorizzati sul bilancio 202- 2022”;

in conseguenza di quanto riportato nella predetta nota il presidente affermava la necessità di mettere in atto “una riprogrammazione delle risorse già autorizzate sul bilancio in vigore per recuperare tutte le somme possibili da dirottare verso gli interventi legati all’emergenza”. Gli aspetti che secondo il presidente dovranno essere tenuti in conto in detta operazione sono in particolare 2:

1. l’emergenza fa venir meno o riduce fabbisogni di una serie di interventi/iniziative precedentemente programmati.

2. rispetto a prima dell’emergenza le priorità d’intervento, almeno nel breve termine, sono mutate ovvero alcuni interventi hanno perso di attualità;

a proposito delle modalità con cui la sopraccitata riprogrammazione dovrà svolgersi il presidente aggiungeva che “le risorse che verranno individuate andranno a costituire un fondo specifico da utilizzare in relazione alle nuove priorità che saranno individuate dalla Giunta provinciale” e chiedeva quindi ai dirigenti generali cui è stata indirizzata la circolare “di procedere, con riferimento ai capitoli di rispettiva competenza, a formulare le ipotesi relative ai soli stanziamenti che si ritiene debbano essere confermati, indicando gli interventi correlati”. La comunicazione proseguiva segnalando come il Dipartimento Affari finanziari avrebbe provveduto ad inviare a ciascun direttore un file da utilizzare per la comunicazione delle informazioni richieste, da restituirsi compilato al Dipartimento Affari finanziari entro e non oltre le 12.00 del 1 aprile 2020;

il presidente proseguiva segnalando che “analoga analisi dovrà essere operata da ciascun Dirigente generale competente anche con riferimento alle agenzie, agli enti pubblici strumentali, alle fondazioni e alle società controllate, anche laddove i bilanci dei medesimi enti e soggetti non siano alimentati da trasferimenti dal bilancio provinciale, indicando in tal caso le risorse che possono essere riprogrammate in calce al file trasmesso via mail”;

il messaggio del presidente della Provincia si concludeva come segue:“Nelle more della riprogrammazione potranno essere assunti solo impegni di spesa di assoluta urgenza e imprescindibilità. Sottolineo la necessità che sul piano tecnico venga fatto il massimo sforzo per individuare possibili risorse riprogrammabili. Competerà poi alla Giunta provinciale assumere le decisioni conseguenti”;

sulle pagine 72,73,74 e 75 del settimanale “Panorama”, edizione del 1 aprile 2020 trovava pubblicazione un articolo a firma del presidente del Mart Vittorio Sgarbi e intitolato “Alle critiche io rispondo organizzando grandi mostre”;

nel citato articolo il presidente del Mart riportava dapprima una lettera sottoscritta da 43 dipendenti del medesimo museo e a lui inviata in data 10 marzo 2020. Nel testo si poteva leggere fra le altre cose, che secondo il personale del Mart, “al presidente di un’istituzione culturale sia richiesto rispetto per le regole, decoro, sobrietà, secondo quei compiti di rappresentanza che il suo ruolo impone”, in quella che appariva come una critica diretta alle recenti dichiarazioni del presidente del Mart stesso riguardo all’attuale pandemia da Covid-19 con tanto di esortazione a violare le regole poste a tutela della salute pubblica da parte delle autorità nazionali (a tal proposito vedasi anche la Proposta di mozione n. 178/ XVI). I dipendenti aggiungevano la richiesta di poter continuare a svolgere il proprio ruolo all’interno del museo “con un direttore e una programmazione certa, di medio e lungo periodo, attualmente disattesa”, e estendevano alle autorità politiche preposte di poter essere messi nelle condizioni di lavorare nel migliore dei modi;

per tutta risposta nella sua replica veicolata dal già citato settimanale, il presidente del Mart, pur concedendo genericamente che “è giusto ascoltare ogni voce, così come io esprimo la mia distinta”, derubricava le critiche dei dipendenti a “formule banali” e “luoghi comuni” e respingeva il richiamo al “senso di responsabilità” da lui ritenuto “espressione di paternalismo”. Il presidente del Mart affermava anche di non vedere come chi non avesse mai presieduto “numerose istituzioni”, come invece lui medesimo fa, dovesse richiamarlo a “regole, decoro e sobrietà”, definite dallo stesso Sgarbi come “parole vuote” alla luce dei comportamenti tenuti nei secoli da artisti come Caravaggio, Rimbaud, Pasolini, Céline, Bukowski e Mapplethorpe, in questo apparentemente equiparando il proprio ruolo di presidente e, forse, di critico d’arte, a quello dei grandi artisti. Il presidente del Mart proseguiva affermando di non parlare mai come tale ma come “libero cittadino e parlamentare, non dipendente” e pur dichiarando di non dubitare dell’operato dei dipendenti del Mart, affermava di non accettare “le menzogne, che sono smentite dal mio rapporto perfetto col direttore Maraniello, sempre consultato e informato”. Bugie che ad avviso del presidente del Mart sarebbero contenute nella richiesta effettuata dal personale del museo, da lui definita “insolente” di una “programmazione certa di medio e lungo periodo, attualmente disattesa”. In merito a ciò il presidente del Mart si spingeva a definire l’idea che la programmazione del museo fosse disattesa come “un’assoluta bugia di cui può essere testimone anche il senatore Franco Panizza, e rispetto alla quale è sufficiente l’elenco delle cose fatte e delle cose programmate, con un impegno istituzionale che ha coinvolto il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, il sottosegretario Nello Candiani, il presidente del Fec Eike Schmidt, il direttore del museo di Capodimonte Sylvain Bellanger, il direttore generale Sergio Alessandro, la soprintendente Irene Aprile, in un continuo scambio con al Regione siciliana, certamente conosciuto ai «dipendenti» menzogneri. Salvo che non si riconoscano come «dipendenti» di un pensiero unico (se non di un partito) che non consente quella libertà di cui l’arte è supremo esempio, con tutte le esaltate (convenzionalmente) trasgressioni”;

il presidente del Mart proseguiva con un elenco delle cose fatte dal museo sotto la sua presidenza per poi aggiungere quelle da realizzare in futuro. In particolare egli affermava che “nelle prossime settimane è prevista (fatta salva l’emergenza sanitaria in corso) l’apertura di tre focus: Ardengo Soffici. Incontro di Dante e Beatrice, Omaggio a Claudia Gian Ferrari e After Monet, Il pittorialismo nelle collezioni del Mart; e della mostra di Carlo Benvenuto, l’ultima curata da Maraniello. Stiamo lavorando da mesi alla tanto attesa mostra Caravaggio e il contemporaneo, con opere di Cagnaccio di San Pietro, Burri e Pasolini, la cui apertura è stata posticipata al 27 agosto per la succitata emergenza sanitaria. Stiamo inoltre perfezionando gli accordi con la Tate Britain di Londra per la mostra su Constable. E ancora, di produzione interna, è la mostra affidata a Beatrice Avanzi, la cui esperienza è, fortunatamente, indipendente: Picasso, De Chirico e Dalì. Dialogo con Raffaello. In relazione con Ferrara Arte stiamo definendo la mostra su Giovanni Boldini, a Rovereto prima che al Petit Palais di Parigi. Basta?”;

l’interrogante ritiene sbagliata nella sostanza, nei modi e nella forma la replica che il presidente del Mart ha ritenuto di inoltrare mezzo stampa alle legittime critiche e richieste dell’ente da lui presieduto. Ritiene inoltre del tutto evidente come egli non possa, se questo era il suo intento, in alcun modo paragonarsi a grandi artisti del calibro di Caravaggio, Rimbaud, Pasolini, Céline, Bukowski e Mapplethorpe, essendo lui un politico in attività e un critico d’arte, cioè qualcuno che parla dell’arte altrui ma che, per quanta perizia possa o meno possedere, non esprime arte direttamente;

l’interrogante ritiene inoltre offensiva l’accusa di essere “menzogneri” rivolta dal presidente del Mart ai dipendenti dello stesso museo. A tal riguardo, in particolare preoccupa il clima ambientale che si potrà creare all’interno dell’istituzione culturale fra la dirigenza e le maestranze a seguito di una così netta e palese contraddizione, esacerbata se possibile dal mezzo scelto dal presidente del Mart per veicolare pubblicamente tale accusa, condizioni che se non sanate, potrebbero rischiare di peggiorare la situazione e la serenità lavorativa del personale del Mart, con conseguenti, logici, riflessi sulla qualità del servizio proposto al pubblico;

ci si domanda infine quali effetti potrà avere la razionalizzazione disposta a seguito della riprogrammazione delle risorse impiegate dal bilancio provinciale imposta dalla crisi epidemiologica da Covid-19 riguardo alle mostre e alle iniziative culturali cui il presidente del Mart ha fatto riferimento nell’articolo citato sopra. Il costo per l’organizzazione di tali iniziative non è infatti stato quantificato nell’articolo ma, in considerazione del calibro delle opere artistiche che potrebbero essere esposte al Mart, è facile stimare che possa sostanziarsi in diverse centinaia di migliaia di euro;

tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia per sapere

  1. se condivida l’accusa di essere “menzogneri” rivolta dal presidente del Mart ai dipendenti del museo e se intenda tutelare la qualità del lavoro degli stessi rispetto alla situazione ambientale interna che si è venuta a creare a seguito della palese ed aperta contrapposizione fra le maestranze e il presidente;
  2. se condivida i comportamenti e le affermazioni posti in essere dal presidente del Mart in relazione alla crisi epidemiologica da Covid-19 attualmente in corso e se non ritenga che un ruolo come la presidenza del Mart debba essere svolto con senso di responsabilità, rispetto delle regole, decoro e sobrietà;
  3. se intenda quantificare la riprogrammazione delle risorse a bilancio provinciale prevista con nota datata 30 marzo 2020 a firma del medesimo presidente della Provincia, con particolare riferimento ai capitoli di competenza del Mart e agli stanziamenti confermati nonché alle attività annunciate dal presidente del Mart nell’articolo di stampa citato nelle premesse della presente interrogazione.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

 

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Cons. prov. Alex Marini

 

 

 

PER APPROFONDIMENTI

 

 

 

 

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