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MANICA (PD) – INTERROGAZIONE * MANGIATOIE PER UNGULATI CHE ATTIRANO GLI ORSI: « LA PROVINCIA PUÒ INTERVENIRE? »

Mangiatoie per ungulati che attirano gli orsi, la Provincia può intervenire. Il consigliere del Partito Democratico Alessio Manica ha depositato un’interrogazione per chiedere conto alla Giunta dell’effettivo rispetto del regolamento che vieta ai cacciatori di installare mangiatoie per attirare gli ungulati nelle zone di presenza dell’orso.

“Il tema della popolazione ursina – commenta il consigliere Manica – torna ciclicamente ad occupare le pagine dei giornali e ad animare la polemica politica. Al di la delle legittime preoccupazioni per il comportamento di certi orsi, come ad esempio per le ripetute predazioni di M49, esistono anche alcuni comportamenti umani rispetto ai quali è necessario prestare qualche attenzione in più.”

Oggetto dell’interrogazione del consigliere Democratico sono in particolare le mangiatoie per la fauna selvatica, installazioni che in certi casi sono corresponsabili dell’eccessivo avvicinamento di qualche esemplare alle zone abitate. Emblematica in questo senso l’orsa claudicante F20, che ha recentemente soggiornato con il suo cucciolo in Val di Genova attirando l’attenzione di turisti e locali, e che è stata fotografata mentre trova facile cibo nelle mangiatoie installate per attirare gli ungulati e sparse lungo i fianchi della bassa val di Genova, molte delle quali a poche decine di metri dalla strada.

“Esiste un regolamento che la Provincia si è data – conclude il consigliere Manica – e il Servizio Foreste e fauna può far sospendere il foraggiamento e persino imporre l’eliminazione di queste mangiatoie. Alla Giunta chiedo per quale ragione in alcune zone critiche questo non sia avvenuto”.

 

 

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Interrogazione a risposta scritta n.

Popolazione ursina e mangiatoie per attirare gli ungulati.
Quali controlli da parte della Giunta?

Il tema della popolazione ursina, e della prossimità tra le aree di vita di questa e le zone antropizzate del Trentino, torna ciclicamente ad occupare le pagine dei giorni e ad animare la polemica politica. Negli ultimi mesi, al centro del dibattito è stato M49, plantigrado dall’atteggiamento particolarmente confidente e resosi protagonista di ripetute predazioni di capi, esemplare sul quale il braccio di ferro tra il partito del presidente Fugatti e il competente ministero pare annunciarsi decisamente lungo.
Ma al di la delle legittime preoccupazioni per i comportamenti dell’orso, esistono anche alcuni comportamenti umani rispetto ai quali vale la pena prestare qualche attenzione in più. Le mangiatoie per la fauna selvatica e il tipo di mangimi che vengono utilizzati, ad esempio, sono in certi casi corresponsabili dell’eccessivo avvicinamento dei qualche esemplare alle zone abitate. Emblematico in questo senso è il caso dell’orsa F20, che ha recentemente soggiornato con il suo cucciolo in Val di Genova attirando l’attenzione di turisti e locali. Un’orsa claudicante, che come evidenzia la fotografia allegata, trova cibo facilmente attraverso le mangiatoie installate per attirare gli ungulati e sparse lungo i fianchi della bassa val di Genova, molte delle quali a poche decine di metri dalla strada.
Per evitare che ciò avvenga, e che dunque un’orsa utilizzi le mangiatoie per trovare facile cibo insegnando al contempo al suo cucciolo un comportamento sbagliato che replicherà da adulto, la delibera della Giunta provinciale 2852 del 30 dicembre 2013 era intervenuta per revisionare i criteri generali per l’allestimento e la gestione delle strutture atte a foraggiare gli ungulati selvatici, specificando (allegato 1) la necessità di escludere da questo tipo di utilizzo quei siti che potrebbero comportare aggravamento della problematica relativa all’impatto sulle coltivazioni agricole o alla presenza di individui della specie Orso bruno.
In questo senso, oltre all’esemplare F20, parrebbe necessario indagare in modo approfondito anche il comportamento del già citato M49. Le zone che a quanto pare il plantigrado sembra prediligere per i sui suoi spostamenti lungo il fianco della valle da Spiazzo Rendena fino a Roncone, sono infatti del tutto contigue a quelle in cui vi è una significativa presenza di mangiatoie per gli ungulati, mangiatoie delle quali non casualmente è stata più volte denunciata la distruzione.
Questo comportamento umano, potrebbe in sostanza essere corresponsabile dell’eccessivo avvicinamento del plantigrado a malghe e “case da mont”, e della conseguenza attrazione verso greggi, pascoli e animali domestici.
Anche per queste ragioni, è previsto che il Servizio Foreste e fauna possa far sospendere il foraggiamento oppure imporre l’eliminazione dei manufatti che si sospetta comportino la nascita di situazioni problematiche collegate alla presenza dell’orso. Problematiche vanno dalle già citate predazioni all’alterazione del comportamento ursino, dall’incremento della fertilità delle femmine all’aumento delle probabilità di incontri ravvicinati tra orsi e umani.
Tanto premesso, e considerato che a prescindere dalla presenza o assenza dei grandi carnivori, il foraggiamento degli ungulati appare una pratica poco utile quando non dannosa, causa spesso dell’eccessivo assembramento di animali in zone circoscritte, dell’aumento dello stress intraspecifico e interspecifico, della possibilità di propagazione di malattie, e dei danni alla rinnovazione forestale,
interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere

1. per quale ragione sorgono mangiatoie all’interno dell’areale dell’orso, benché queste siano vietate dall’apposito regolamento;
2. se vi sono denunce di distruzione di mangiatoie e se le stesse sono riconducibili a danni da orso;
3. se esiste un censimento delle mangiatoie;
4. se il servizio foreste e fauna ha applicato dal 2014 ad oggi il regolamento che impone l’eliminazione dei manufatti che comportano la nascita di situazioni problematiche collegate alla presenza dell’orso;
5. quali tipi di alimenti vengono utilizzati nelle suddette mangiatoie.

A norma di regolamento, chiedo risposta scritta.

consigliere Alessio Manica