Concluso stamane il question time. Dopo una riunione dei capigruppo chiesta in apertura dal presidente della Giunta Fugatti, la seconda giornata di Consiglio in aula si è aperta con l’esame delle otto interrogazioni a risposta immediata che ieri l’aula non era arrivata a discutere.

 

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Giorgio Tonini (Pd):
quali passi vuole compiere
la Giunta per Mediocredito?
Tonini ha chiesto quali passi la Giunta provinciale intende compiere, in che direzione e con quale condivisione con la Regione e la Provincia di Bolzano rispetto a Mediocredito, dal momento che le ipotesi in materia sono ferme a un anno fa nonostante la rilevanza del tema rispetto all’emergenza sanitaria che mette a dura prova il sistema delle imprese del Trentino.
La risposta. L’assessore Gottardi ha citato il programma di riordino societario 2020-2022, in corso di adozione preliminare, nel quale troverà spazio anche il percorso relativo al progetto volto a fare di Mediocredito una banca a sostegno del territorio e del suo sviluppo economico. La Giunta provinciale vuole verificare le condizioni per un rinnovato governo e controllo pubblico di questo istituto di credito rispetto alla proposta di cessione dell’intera partecipazione detenuta dai soci pubblici in Mediocredito spa. L’esecutivo quindi – ha proseguito l’assessore – “conferma l’acquisto a titolo gratuito metà della quota oggi detenuta dalla Regione. Successivamente – ha aggiunto – si valuterà l’acquisto a titolo onerose delle azioni possedute dalla Provincia di Bolzano, in modo da facilitare e coordinare meglio la ricerca di partner del settore economico-finanziario e di quello bancario con cui guidare e portare a compimento sotto la regia della Provincia il progetto di valorizzazione di Mediocredito”.
La replica. Tonini ha giudicato la risposta soddisfacente a metà. Si capisce che il tema è all’attenzione della Giunta ma non è ancora chiara quale sia la prospettiva. Occorre attendere ancora e l’auspicio è che una soluzione si trovata quanto prima e che non si traduca in un impoverimento.

 

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Filippo Degasperi (Onda):
a che punto è la raccolta
dei 2 milioni di capitale sociale
promessa dalla Folgaria Ski?
Degasperi, ricordando che il collegio sindacale della Folgaria Ski aveva subordinato la continuità aziendale oltre i 12 mesi alla raccolta entro il 30 giugno di quest’anno di 2 milioni di euro di nuovo capitale sociale, ha chiesto al presidente della Pat se ritenga fondata la richiesta del collegio, a che punto sia la raccolta, in mancanza di essa, come si intenda operare per assicurare il presupposto della continuità aziendale.
La risposta. L’assessore Failoni ha risposto che la società anche in previsione degli sviluppi futuri ma soprattutto considerando l’emergenza Covid in corso, ha già concordato una delibera per l’aumento entro novembre di 3 milioni di euro di capitale sociale. La delibera prevede che alla ricapitalizzazione potranno partecipare anche gli enti pubblici azionisti. Quanto invece alla prevista raccolta dei 2 milioni, Failoni ha informato che “risulta già in stato di avanzata attuazione”. E ha poi proseguito: “sparare sulla Folgaria Ski non è corretto, perché chi abita in quei territori è consapevole che su questo tema non si può scherzare. Si sta cercando di aumentare il capitale e c’è la volontà precisa di arrivare entro novembre, con un’assemblea straordinaria a mettere almeno in sicurezza la società. Questa è la priorità. Solo in un secondo momento si parlerà di investimenti”. L’assessore ha concluso evidenziando che “negli ultimi 2 anni il trend della società è stato molto positivo rispetto agli anni precedenti”. Certo la Folgaria Ski è una società più piccola di altre, “ma la comunità locale non può assolutamente fare a meno degli impianti di risalita durante la stagione invernale”.
La replica. Degasperi ha giudicato “parziale” la risposta dell’assessore, perché non ha chiarito a che punto è la raccolta dei due milioni di euro, mentre avrebbe dovuto almeno comunicare una cifra. Il consigliere ha inoltre negato di voler sparare su Folgaria, notando piuttosto “parecchie contraddizioni” nelle parole dell’assessore. A suo avviso non si può dire, infatti, che va tutto bene e poi che entro novembre occorre provare a mettere in sicurezza la società. Per Degasperi, quindi, prima di fare il processo alle intenzioni di chi si limita domande, l’assessore dovrebbe chiarirsi le idee.

 

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Lorenzo Ossanna (Patt):
gestione delle mense scolastiche
con i protocolli di contenimento
del Covid19.
Il consigliere ha chiesto al presidente della Giunta chi, in questa fase di commissariamento delle Comunità di valle, ha la responsabilità del controllo sul corretto funzionamento delle mense scolastiche, servizio nel quale stanno emergendo dei disagi relativi ad aspetti organizzativi (ad es. con il cambio delle tempistiche per la fruizione del servizio e dei menù preannunciati).
La risposta. L’assessore Bisesti ha confermato che la responsabilità delle mense scolastiche rimane in capo alle Comunità di valle anche in questa fase e che i menù garantiscono una dieta sana ed equilibrata rispettando le linee guida provinciali, con una tariffa media pari a 2,69 euro, spesa che rientrano tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. In questa fase di emergenza sanitaria il consumo dei pasti avviene sia negli appositi locali mensa, se necessario su due turni, sia all’interno delle aule. Le comunità provvedono anche alla sanificazione dei locali.
La replica. Ossanna ha ribadito che, sulla base delle informazioni in suo possesso, non sempre i pasti serviti agli studenti risultano rispettosi delle diete previste per le mense scolastiche. In ogni caso ha preso atto che il controllo delle mense rimane, anche in questo periodo di commissariamento, in capo alle Comunità di valle. Sarà con queste ultime, quindi, che occorrerà verificare la correttezza del servizio.

 

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Vanessa Masè (La Civica):
a che punto è la disciplina sugli
abbattimenti dei cormorani che
minacciano gli allevamenti di pesce?
La consigliera ha chiesto alla Giunta a che punto sia la predisposizione della disciplina orientata al controllo della popolazione dei cormorani, predatori sempre più aggressivi delle specie ittiche locali, che minacciano le attività di allevamento e vendita del pesce.
La risposta. L’assessora Zanotelli ha evidenziato l’impegno pluriennale della Provincia per promuovere il controllo dei cormorani prevedendo anche l’aumento degli abbattimenti. A breve, ha annunciato, vi sarà per questo una delibera della Giunta dedicata alla protezione della trota marmorata, nella quale saranno incluse anche nuove aree per la dissuasione e l’abbattimento dei cormorani.
La replica. Masè ha plaudito al provvedimento prefigurato per un più forte controllo della popolazione di questi volatili particolarmente dannosi.

 

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Pietro De Godenz (UpT):
tempi troppo lunghi
per fare i tampone e per
conoscere l’esito.
Il consigliere ha chiesto all’assessora alla salute se intenda concertare con l’azienda sanitaria provinciale un’accelerazione dei tempi di accesso al tampone e dei tempi per ottenere le risposte su eventuali contagi, arrivando a stabilire un periodo massimo di attesa di 48 ore. Oggi si attende anche per 5-6 giorni, occorre puntare decisamente sui nuovi test a risposta rapida.
La risposta. L’assessora Stefania Segnana ha replicato che 1,2 giorni è il tempo medio reale di attesa, esclusi casi particolari e complicazioni. Si sta implementando ulteriormente il servizio e già dalla settimana prossima se ne avvertirà l’effetto. Dal 28 settembre intanto si è partiti con i test antigenici rapidi, somministrati nei drive through, con risposta in 2 ore. I test molecolari non sono invece affidabili per verifiche rapide. Si sta studiando infine l’ipotesi di coinvolgere le farmacie per la somministrazione dei test antigenici.

 

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Giorgio Leonardi (FI):
interventi per rimediare al degrado
del palazzo delle Poste di Trento.
Il consigliere ha chiesto se la Sovrintendenza ai beni culturali sia a conoscenza, da un lato, dello stato di progressivo degrado in cui versano lo storico palazzo razionalista delle Poste di Trento e le opere d’arte (ad esempio di Luigi Bonazza) contenute nell’edificio; dall’altro se sappia della convenzione stipulata il 21 luglio 2017 tra la società Europa Gestione Immobiliari, proprietario dell’immobile, e il Comune di Trento, accordo che prevede interventi di restauro di questi beni.
La risposta. L’assessore alla cultura Mirko Bisesti ha chiarito che l’edificio è sotto tutela dal 2004. Manca ancora un progetto generale di restauro da parte della proprietà, c’è in vista intanto la manutenzione del tetto. Ieri la Sovrintendenza ha incontrato la proprietà, si ragiona sugli interventi da programmare.
La replica. Sono fiducioso sugli sviluppi e su un’attenta tutela dell’opera.

 

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Alessandro Olivi (Pd):
la Giunta intende attuare l’Accordo
del 2018 per le nuove infrastrutture
congressuali e fieristiche di Riva.
Olivi ha chiesto alla Giunta se intenda o meno dare esecuzione all’accordo del 2018, che creava le condizioni per una partnership pubblico-privata finalizzata allo sviluppo delle nuove infrastrutture congressuali e fieristiche di Riva del Garda, regolamentando anche le basi per le future locazioni e permute con Patrimonio del Trentino. La nuova sindaca di Riva – ha detto oggi Olivi – ha manifestato di voler rivedere il progetto per il Palazzo dei Congressi, occorre chiarezza sul complessivo tema fiere-congressi.
La risposta. L’assessore al turismo Failoni ha comunicato di essere ottimista riguardo alle opere strategiche da anni prospettate in riva al Benaco. Si procederà presto alle stime degli immobili, premessa per dare attuazione all’accordo del 2018. Ci sono stati slittamenti e problemi tecnici, oggi ci sono anche le formule per una soluzione progettuale meno impattante e di grande efficacia per la torre scenica del teatro. Ci si troverà con il Comune per trovare una sintesi.
La replica. Bene l’intenzione di confermare la scelta di Riva come polo provinciale delle fiere e dei congressi. Bene che l’appalto sia in arrivo. Attendiamo cosa dirà la Patrimonio del Trentino spa circa la congruità dei valori immobiliari individuati, pilastro dell’accordo pubblico-privato in ballo.

 

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Alessio Manica (Pd):
Aiuti dai Comuni a chi acquista
la prima abitazione: nel prossimo
bilancio si affronterà il problema?
Manica ha chiesto alla Giunta Fugatti se abbia intenzione di affrontare e risolvere, nella prossima manovra di bilancio, la difficoltà dei Comuni a sostenere il costo del previsto sgravio per chi acquista la prima casa entro due anni dalla ultimazione dei lavori di costruzione. Il beneficio consiste nella restituzione del contributo di costruzione. Il problema è che i Comuni devono accantonare somme e il meccanismo contabile è oneroso.
La risposta. L’assessore Mario Tonina ha spiegato che la norma introdotta nel 2015 ha avuto scarsa applicazione, con 12 casi in tutto il Trentino. Lo sgravio va confermato, ma con il Consorzio dei Comuni trentini si sta dialogando per soluzioni operative più efficaci.
La replica. Invito a risolvere rapidamente il problema finanziario che si crea per i Comuni chiamati ad accantonare somme ad hoc.