CONSIGLIO PROVINCIA AUTONOMA TRENTO - CORECOM

Intervento del Presidente Marco Sembenotti

(Comitato per le Comunicazioni del Trentino)

Gestione del commercio a Trento: La prossima Giunta chiamata ad agire in maniera oculata per progettare la ripresa. Più attenzione ha chi ha già investito sulla città.

In questo momento storico di lunghe file di persone che si accalcano fuori dai super, iper e dai centri commerciali in paziente attesa di poter entrare per fare la spesa viene naturale chiedersi, magari stimolati dalle chiacchiere tra chi aspetta, se qualcosa nella programmazione commerciale della città di Trento degli ultimi anni non sia andato storto.

Nel 1993 Trento aveva 215.876 metri quadri di superficie netta di vendita, per servire, con 1.646 esercizi commerciali, 103.063 abitanti. Cinque anni dopo, nel 1998, gli abitanti erano saliti a 104.205, gli esercizi scesi a 1.573 e la superficie di vendita salita a 217.675 mq. Nel 2006, le cose cambiano: Trento ha 111.718 abitanti, il numero dei negozi è tornato a crescere (a quota 1.665), ma soprattutto è aumentata la superficie netta di vendita, arrivata a 246.463 mq, dei quali 48.866 in centro storico (19,83%). Nel 2013 (dati della Valutazione territoriale integrata del Politecnico di Torino), il numero degli abitanti era balzato a 117.285 e la superficie commerciale scesa a 237.253. Si arriva quindi al 2015 quando, la Giunta Andreatta propone una “variante al PRG di adeguamento ai criteri di programmazione urbanistica del settore commerciale” che prefigurava 342.410 mq di superficie netta di vendita, con un incremento del 44,32% rispetto al 2013. Uno scenario in cui il centro storico (che per ragioni fisiche non può crescere più di tanto) vedeva ridotto il suo peso commerciale al 14,27%.

Chissà quale sarà il motivo che spinge il Comune di Trento a commissionare costosi studi ad importanti Università, quando i consigli che vengono dati vengono puntualmente disattesi. Eh sì, perché in tutti gli studi (quello del Politecnico di Torino del 2015 ne è solo un esempio) viene evidenziato come l’eccessivo accentramento di servizi in una determinata zona rappresenti un problema. Però questo al centro sinistra (di cui fanno parte anche i Verdi, tanto cari a quel “consumo di suolo”) non interessa e, a Trento Nord nell’area di fronte al Bren Center, viene prevista una superficie di vendita di 37.644 mq dove potenzialmente ci starebbero tre Top Center. Nessun problema si vedrebbe se la gestione del commercio cittadino fosse il fiore all’occhiello della città di Trento, ma – purtroppo – così non è. È infatti sotto gli occhi di tutti il fatto che – mentre si pensa alla costruzione di nuovi centri commerciali, super, iper e chi più ne ha più ne metta – ci si dimentica che, all’interno di quelli esistenti buona parte dei negozi sono sfitti e quindi vuoti, che il centro storico (quello ridotto ormai all’osso) è alle prese con affitti stratosferici e vessato dalle regole imposte dallo stesso Comune (i plateatici insegnano), che i cittadini sono costretti ad un grande pendolarismo per la mancanza di servizi nelle frazioni della città e che forse, prima di lasciarsi prendere da voli pindarici riguardanti la programmazione commerciale sarebbe meglio rivedere la situazione viabilistica, posto che ormai la mobilità tra via Brennero e via Maccani è costantemente al collasso con ripercussioni su tutte le strade limitrofe.

È chiaro a tutti che, ormai, niente dopo che avremo superato questa emergenza sarà più come prima: difficilmente si tornerà a trascorrere i week-end ammassati nei centri commerciali mangiando un gelato con la propria famiglia nell’attesa che la settimana lavorativa ricominci. In questo senso, auspico che la prossima Giunta che sarà chiamata a progettare la Trento del futuro, agisca in maniera oculata, operando un importante decentramento dei servizi commerciali a favore delle periferie, ma che nel contempo tenga bene in mente le esigenze di coloro i quali hanno già avviato un’attività economica sia nel nostro bellissimo centro storico, sia negli esistenti centri commerciali. Proprio a loro e alle loro esigenze, nel momento in cui si progetterà la ripresa, occorrerà prestare la massima attenzione.

 

*

Cons. Claudio Cia
Segretario Politico di AGIRE per il Trentino