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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CRIMINALITÀ ROVERETO (TN): CIVETTINI, BANDE DI IMMIGRATI AI GIARDINI PERLASCA

(Fonte: Claudio Civettini) –  Mentre Trento discute l’applicazione di applicazione dei provvedimenti previsti dal cosiddetto Daspo, per quegli immigrati clandestini e non che si dovessero rendere responsabili di atti di violenza o di delinquenza comune, Rovereto viene lasciata politicamente sola, pur essendo la Città che in termini della cosiddetta accoglienza, che traduce nei fatti gli obblighi dell’incapace governo romano nella gestione dell’invasione pianificata di quella che un tempo era la Patria degli italiani.

Sola e in silenzio, anche quando lo spaccio diventa il governo dei giardini antistanti la stazione ferroviaria in Piazzale Orsi ma, ancor di più, si rendono invivibili i Giardini Perlasca di Corso Bettini, un tempo romanticamente chiamati “Giardini Milano”, dove ormai da mesi, sono in mano a bande di immigrati che indisturbati arrivano ad accoltellarsi, pur senza arrivare –per caso-ad ammazzarsi indisturbati.

Fino a poco tempo fa, infatti, erano luogo d’incontri, con spazi per i cani e dove famiglie e ragazzi, trascorrevano tranquillamente i pomeriggi oziosi nelle giornate torride, mentre ora la tensione è palpabile e la reazione dei residenti, pronta ad esplodere, silenziata soltanto da quel velo di prudenza che caratterizza il trentino in genere.

Ma i mugugni sono chiari, poiché è evidente che nonostante il buonismo di cooperative, associazioni ad hoc e qualche “predicatore” sempre poco attento alla realtà imposta, la rabbia sta montando, non per egoismi malcelati, ma per situazioni inaccettabili di delinquenza, di paure e di sopraffazione che questi giovinastri impongono in quel luogo, letteralmente fregandosene del buon senso, delle regole civili e dei diritti che sommessamnte,anche i roveretani ospitanti, hanno senza alcuna reale tutela e garanzia di sicurezza.

Indiani, magrebini e altre etnie, che si confrontano impuniti sopra le righe e si spartisco territori, mascherando spesso nei famosi futili motivi, guerre tra bande che in realtà, nascondono ben altro.

Gli operatori della zona sono stati chiari, manifestando la loro preoccupazione e così pure, alcuni Consiglieri di Circoscrizione, stufi di essere il cuscinetto assorbente di situazioni intollerabili.

Sembra- o forse qualcosa in più del sembra-che gli spacciatori di Piazzale Orsi o scappati da Trento si siano riversati in questi giardini e il degrado è proporzionalmente e innegabilmente accresciuto con l’accrescersi dei numeri di immigrati e delle loro malcelate attività, spesso legate appunto allo spaccio.

Ora, a fronte di queste notizie ma anche alla concentrazione di immigrati che nottetempo agiscono indisturbati anche ai Giardini Parco Dionisi di Borgo Sacco, occorre che la Provincia non lasci solo l’Amministrazione locale, con interventi mirati ma soprattutto con la certezza che i criteri Daspo per le espulsioni, siano applicate anche a Rovereto, così come in ogni altro territorio trentino, con l’adozione delle decisioni, da parte della Provincia e della Giunta provinciale.

Questo, anche a garanzia di quei tanti immigrati che, invece, scappati veramente dalle guerre, sanno ben capire e interpretare le regole imposte.

 

 

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Tutto ciò premesso

 

Il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

  • Se si sia a conoscenza della situazione di grave tensione che si sarebbe venuta a creare ai Giardini Perlasca di Corso Bettini a Rovereto, dove gruppi di diverse etnie hanno dato corso ad una rissa nei giorni scorsi, arrivando al ferimento con arma da taglio di un immigrato e nel caso, quale sia la dinamica dell’accaduto, quali le responsabilità accertate e i provvedimenti conseguenti;

 

  • se si abbia conoscenza che nei su richiamati giardini ma anche al Parco Dionisi di Borgo Sacco, nottetempo sono presenti quelle che parrebbero proprio e vere bande di immigrati che hanno fatto loro tali territori, dove oltre a urla notturne, aggregazioni improbabili e piccola microcriminalità la farebbero da padroni e, nel caso, si conferma o si smentisce che siano quelle stesse persone che si “soccorrono” in ex alberghi della città, nel centro di accoglienza di Marco e in appartamenti pubblici e privati e se si conferma, quali siano le regole cui devono sottostare;

 

  • Quale sia il ruolo delle cooperative all’uopo attivate per i controlli, quali i costi e quali il ruolo del Cinformi nell’obbligo di garantire la convivenza-assolutamente disattesa-anche con questi luoghi della città;

 

  • Se si sia a conoscenza che, dagli operatori economici e dai residenti, sono state chiesti provvedimento precisi quali, oltre al controllo, anche l’illuminazione adeguata onde evitare la copertura del buio sulle azioni di questi pochi ma importanti attori della neo criminalità locale;

 

  • Se, la regia provinciale preveda di assumersi la responsabilità del controllo delle regole e dei conseguenti provvedimenti, estendendo a tutta la provincia la possibilità dell’applicazione del Daspo, per quegli immigrati accertatamente attori della micro criminalità dilagante e dello spaccio;

 

  • Se si ritenga, in comune accordo con l’Amministrazione locale, di intervenire e dar corso all’abbattimento del muro di via Fedrigotti che delimita il parco Dionisi, tanto da rendere visibili e illuminata anche ad lontano, le attività delinquenziali di questi gruppi;

 

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini

LISTA CIVICA TRENTINA

 

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

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