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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * SANITÀ: « IL PROGETTO DI RIAPERTURA DEL PUNTO NASCITE DI ARCO È ORMAI DEFINITIVAMENTE TRAMONTATO? »

L’aprile scorso ho presentato una interrogazione sulla riapertura del punto nascite di Arco.

Alla mia domanda se la sala parto del punto nascite fosse ancora esistente l’assessora Segnana ha risposto che gli spazi della sala parto e della zona travaglio al 2° livello dell’ospedale di Arco sono stati utilizzati per realizzare la ristrutturazione e l’ampliamento del nuovo Centro di Procreazione Assistita, in particolare l’area operativa per gli interventi di 3° livello (Fivet) e il laboratorio biologico di PMA.

Ne consegue di logica che se non ci sono più spazi adeguati il progetto di riapertura del punto nascite è fallito e non serve illudere ulteriormente la popolazione. Ricordo che sono state raccolte oltre 12 mila firme per la sua riapertura e l’assessora ha sempre dichiarato l’importanza di garantire i servizi ai territori periferici.

L’assessora afferma che l’organico medico di Ginecologia e Ostetricia e Pma è composto da sei medici che sono reperibili dalle ore 16 alle ore 8 tutti i giorni per il servizio PMA e l’assistenza alle pazienti ricoverate. Si deve tenere conto che le varie visite e colloqui presso la Pma si svolgono in day hospital e di conseguenza appare improbabile un loro ricovero.
L’assessora afferma inoltre che l’attuale organizzazione degli ospedali periferici non prevede l’effettuazione nelle ore notturne di interventi chirurgici di emergenza/urgenza e quindi nemmeno quelli ginecologici/ostetrici.

 

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Tutto ciò premesso interrogo il presidente della Provincia e l’assessora competente per sapere:

se possono affermare a questo punto che il progetto di riapertura del punto nascite di Arco è definitivamente tramontato, considerato che il blocco operatorio-parto non esiste più essendo stato utilizzato per l’allargamento degli spazi del Centro di Procreazione Assistita;

quante volte negli ultimi tre anni sono stati chiamati i medici reperibili dalle ore 16 alle ore 8 e per quali motivazioni cliniche si è reso necessario il loro accesso in ospedale considerato che le attività della PMA si svolgono in day hospital;

se non ritengano che, non potendo garantire negli ospedali periferici gli interventi di emergenza/urgenza H24, si espongono i pazienti a inutili rischi sanitari.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale Gruppo Misto/Europa Verde