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LANCIO D'AGENZIA

CONSIGLIO PAT * SECONDA COMMISSIONE: «SÌ AL DDL ZANOTELLI PER LA PROMOZIONE DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA/ DDL SUL WORKATION, COPPOLA LO SOSPENDE »

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13.05 - lunedì 24 maggio 2021

Seconda commissione, sì al ddl Zanotelli per la promozione dell’agricoltura biologica.

In Seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi (Lista Fassa), è stato approvato, con sei sì, compresi quelli di Ossanna del Patt e di De Godenz dell’UpT e la sola astensione di Olivi del Pd, il ddl n. 94​ dell’assessora Giulia Zanotelli sulla promozione dell’agricoltura biologica. L’assessora, in apertura di seduta, ha spiegato il contenuto dei nove emendamenti che ha presentato oggi in commissione. I principali prevedono che il contribuo sulle spese di conversione al bio arrivi fino a 80% (era previsto nel ddl al 50); all’articolo 3 è stato aggiunto un articolo supplementare che estende a tutto il comparto agricolo il concetto di distretto. Questo per promuovere i contratti di filiera e i passaggi previsti sui distretti dal Recovery. Un altro emendamento riguarda la promozione dell’innovazione e dei sistemi di ricerca (Akis) e uno la lotta alle fitopatie e ha lo scopo di permettere alla Giunta di intervenire con la massima rapidità contro le malattie delle piante.

Giulia Zanotelli, nel suo intervento, ha affrontato il tema della durata della contribuzione per la certificazione bio, che è stato sollevato nel corso delle audizioni, affermando che i 5 anni previsti dal ddl sono stati fissati in osservanza del regolamento europeo e ha aggiunto che 11 regioni italiane applicano il quinquennio per i contributi. Il ddl, ha inoltre ricordato, mette le basi per la promozione del bio, ma, a partire dalla Fondazione Mach, ci sono già organismi che hanno il compito di seguire gli agricoltori nella conversione al biologico.

In dichiarazione di voto Lorenzo Ossanna (Patt), annunciando il suo sì, ha detto che il disegno di legge, pur promuovendo il biologico, assegna ancora un ruolo importante all’agricoltura integrata che è impegnata sul fronte della sostenibilità ambientale. Forse, ha aggiunto, ci voleva qualcosa in più sulla contribuzione per i mezzi tecnici ma la proposta di Giulia Zanotelli è importante perché riconosce la difficoltà del nostro territorio ad applicare il bio; difficoltà che richiederanno un processo lento.

 

 

Zanotelli: sono già 9 mila gli ettari a bio, ma il Trentino non può diventare un unico bio distretto.

L’assessora Zanotelli ha fatto presente che in Trentino per questioni orografiche, per la dimensione delle proprietà, non si può pensare a un bio distretto che copra tutto il territorio. L’obiettivo è quello di integrare nella legge 4 la cultura del biologico, puntando sulla ricerca per scegliere le aree dove dove poter produrre al meglio. Comunque, ha concluso, l’obiettivo non è quello di contrapporre i vari modi di produrre. Tutt’altro. La conversione bio è faticosa ma, ha ricordato in conclusione l’assessora, abbiamo già in Trentino 9 mila ettari coltivati con i metodi biologici e gli orientamenti europei sono quelli di dare più spazio a questo settore e alla sostenibilità.

 

 

Ddl sul workation, Lucia Coppola lo sospende.

Votato il ddl Zanotelli, la consigliera Lucia Coppola (Europa Verde) ha sospeso il suo ddl  n. 86​  su quella che viene chiamata workation, l’unione di vacanza e lavoro a distanza. Una sospensione, ha detto Coppola, decisa a seguito di un confronto con l’assessore Failoni per arrivare alla condivisione di un testo di una mozione o di un ordine del giorno che riprenda i contenuti del ddl.

 

 

Contributi in compensazione fiscale, entrano anche ricerca, fiere virtuali, mezzi elettrici e terme.

Si è passati poi alla proposta di delibera, che ha ricevuto parere favorevole unanime, che modifica i criteri della contribuzione in compensazione fiscale. Un provvedimento che, tra l’altro, contiene la proroga delle domande dei contributi Covid alle ore 15 del 31 settembre 2021. Una prima modifica riguarda la ricerca in campo industriale e lo sviluppo sperimentale; un’altra riguarda la mobilità elettrica aziendale; modifiche sulla contribuzione sui costi di istruttoria delle domande. Per quanto riguardano le manifestazioni fieristiche con la delibera si introducono agevolazioni anche per le fiere virtuali. La delibera contiene modifiche sulle revoche e c’è un adattamento al Temporary framework, l’allargamento delle maglie della Ue sugli aiuti di Stato. Con la delibera che ha ricevuto il via libera dalla Commissione, si allarga poi al settore termale l’accesso alle domande di contributo in compensazione fiscale.

 

 

Aiuti alla ricerca, cambiano i criteri.

Achille Spinelli ha poi presentato la proposta della delibera sugli aiuti alla ricerca, che ha ricevuto parere favorevole con 5 sì (compreso Ossanna), l’astensione di De Godenz, e il no di Olivi (Pd). L’assessore ha ricordato che Forum per la ricerca e Carta di Rovereto hanno dettato le traiettorie per la ricerca pubblica e privata e sono state le chiavi per la revisione delle aliquote di sostegno alla ricerca contenute nella delibera. Modifiche di aliquote dei contributi e dei criteri che, ha detto ancora l’assessore, sono politicamente fastidiosi, ma non si può rinunciare a innovare anche nell’innovazione. Non ci si può limitare a modificare ogni anno all’insù le aliquote senza rivedere obiettivi e priorità. E proprio in base alle priorità, ha aggiunto, si sono calibrati gli aiuti. Con la delibera si introducono nuove soglie: per i progetti fino a 200 mila euro si introduce la possibilità di accedere ai criteri per i contributi in compensazione fiscale; si introduce la procedura valutativa per le domande dai 200 euro fino un milione; quella negoziale per progetti superiori 1 milione di euro. Fino a ora le soglie erano di 500 mila euro per la valutativa; a 1 milione e 500 per la negoziale. Anche le aliquote sono state rimodulate e limate.

Non tagli drammatici, ha detto Spinelli, ma un segnale. Anche se la delibera prevede anche un sistema di maggiorazioni: del 10% se il progetto viene realizzato in partnership e del 5% se vengono diffusi i risultati. Inoltre, si introducono semplificazioni per le contribuzioni di livello europeo e anche per Open Science, la collaborazione tra ricerca e impresa, ci sono nuovi criteri, tra i quali il divieto di cessione dei prototipi per tre anni e la comunicazione sui risultati dei progetti. C’è poi il sostegno ai centri di ricerca privati a partire da un milioni di euro importo minimo per un 25% delle spese fino a un 30% se i risultati verranno diffusi. Anche in questo caso, ha concluso Spinelli, la linea è quella delle priorità e delle ricadute sul territorio. Alessandro Olivi (Pd), annunciando il suo no alla delibera, ha espresso una riserva, al di là dell’apprezzabile sforzo di riorganizzazione, su quello che rimane un taglio alle aliquote.

La delibera, ha continuato, sembra nata dagli Stati generali della ricerca del 2019, prima quindi della “guerra” del Covid che ha portato ad un’accelerazione dei processi di innovazione. Quindi, fare una delibera a due anni dagli Stati generali e dopo la pandemia avrebbe dovuto prevedere un’ulteriore riflessione. Olivi poi ha criticato l’idea espressa di Spinelli che debba essere la Pat a dirigere la ricerca in base alle priorità del decisore pubblico. Infine, il consigliere dem ha detto, per motivare ulteriormente il suo no, che non c’è ancora una risposta sul tentativo, chiesto dalla minoranza, di fare un ragionamento complessivo sulla ricerca.

Spinelli ha replicato affermando che il confronto con le categorie c’è stato e il provvedimento è condiviso. E il Forum per la ricerca ha chiesto di concentrare le risorse e una maggiore selettività. Principi che sono indipendenti dal Covid che ha solo rallentato i passaggi per concretizzare la visione che è stata elaborata nella Carta di Rovereto. Inoltre, con la delibera, ha concluso l’assessore, si sono compensati gli elementi rimasti in sospeso come il finanziamento dei progetti da 500 al milione.

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