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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CGIL CISL UIL E ACLI – TRENTINO * CAOS ASSEGNI FAMILIARI: « SUBITO UN INCONTRO CON I VERTICI INPS REGIONALI »

Caos assegni familiari, subito un incontro con vertici Inps regionali. Cgil Cisl Uil e Acli: di fronte all’immobilismo della giunta ci rivolgiamo ai vertici dell’Istituto. Senza chiarimenti 60 mila famiglie in regione rischiano tagli significativi dell’assegno.

Potrebbero essere ridotti e non di poco gli importi degli assegni familiari erogati dall’Inps per buona parte delle famiglie trentine e altoatesine. Ad oggi non è chiaro se i benefici locali, tipo l’assegno unico nel caso della nostra Provincia, pesano sul reddito per determinare l’ammontare del contributo statale. Per fare chiarezza Cgil Cisl Uil del Trentino e dell’Alto Adige insieme alle Acli hanno chiesto un incontro urgente con i vertici dell’Inps regionale, sollecitando una risposta su questa delicata questione che rischia di costare cara anche alle casse provinciali. “Ci siamo mossi direttamente dopo aver chiesto alla Provincia di intervenire. Piazza Dante ad oggi è rimasta immobile, ma se non viene chiarito questo punto buona parte delle 60mila famiglie che in regione godono degli assegni regionali possono subire tagli non di poco conto”, denunciano i sindacati.

Ad oggi, infatti, ai fini del calcolo dell’assegno familiari Inps richiede la dichiarazione di quanto percepito a livello locale. In questo modo all’aumentare dei sostegni erogati dalla due province cala la quota dell’assegno nazionale, quindi la spesa a carico dello Stato. In questo modo a pagare il conto più alto sono paradossalmente le persone più povere, quindi quelle che beneficiano di maggiori sostegni. “E’ urgente un’interpretazione e in sua assenza una vera e propria norma che chiarisca che i benefici erogati a livello locale sono integrativi della misura nazionale”. E’ il solito meccanismo in base al quale la Provincia dovrebbe integrare con proprie risorse l’assegno nazionale e non il contrario.
Nelle scorse settimane Cgil Cisl Uil e Acli hanno inviato un quesito formale all’Istituto che ha risposto solo in relazione agli anni passati, chiarendo che le famiglie avrebbero dovuto dichiarare quanto ottenuto in benefici sociali da altri enti e quindi non è escluso che un buon numero di nuclei possa vedersi notificate delle contestazioni con la richiesta della restituzione dell’indebito.

“C’è grande preoccupazione tra le persone che si rivolgono ai nostri patronati. Per questa ragione abbiamo chiesto già ieri un incontro urgente con il direttore Zanotelli nell’auspicio di trovare una soluzione al problema”.