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“WENET” / “CONSORZIO TRENTINO AI.” * INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DIVERSITÀ – CHATGPT: « “IL RUOLO DEL FATTORE UMANO”, 100 PARTECIPANTI AL DIPARTIMENTO SOCIOLOGIA DI UNITN »

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23.23 - mercoledì 19 aprile 2023

Si è svolto oggi presso il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento l’evento “Intelligenza Artificiale e diversità: il ruolo del fattore umano”, organizzato dal progetto di ricerca WeNet e sponsorizzato dal consorzio Trentino AI. L’evento ha visto oltre 100 partecipanti, che hanno dato vita ad un acceso dibattito sugli impatti dell’Intelligenza Artificiale (AI), ed in particolare dell’AI generativa, simboleggiata da ChatGPT, sul nostro modo di lavorare e sui nostri stili di vita.

Il dibattito tra gli ospiti si è concentrato sulle implicazioni dell’Intelligenza Artificiale, sulla diversità e sull’inclusione. In particolare, gli esperti hanno discusso di alcune soluzioni, concettuali e pratiche, per affrontare tali questioni, dimostrando come il fattore umano debba svolgere un ruolo importante nell’orientare l’Intelligenza Artificiale verso un futuro più equo e inclusivo. Se da un lato i benefici che l’AI può apportare sono innegabili, dall’altro lato è importante riconoscere l’impatto che essa ha sulla società e, in particolare, sulla diversità, intesa come caratteristica imprescindibile del nostro “essere umani”.

Luca Melchionna, giornalista e presidente di Machineria, ha aperto il dibattito ricordando come quello che stiamo vedendo adesso a livello di innovazione tecnologica in ambito AI sia un punto intermedio lungo una traiettoria iniziata decenni fa e di cui l’evoluzione è tutta da scrivere.
Secondo Fausto Giunchiglia, Professore all’Università di Trento, ChatGPT rappresenta una discontinuità, un cigno nero che cambierà il mondo. Indubbiamente andrà ad automatizzare tante attività, e andremo a perdere dei posti di lavoro, ma al tempo stesso creerà delle nuove opportunità. E starà a noi saperle sfruttare. In ogni caso dobbiamo ricordare sempre che senza di noi, senza i nostri contributi e soprattutto senza i nostri dati, ChatGPT non potrebbe funzionare.”

 

Micaela Verucchi, Perception Engineer di Hipert, una startup di Reggio Emilia, ha commentato sulle applicazioni in ambito automotive, dove l’AI è una tecnologia abilitante per diverse applicazioni e casi d’uso, tra cui la guida autonoma. “Se la guida autonoma in ambito stradale è un tema su cui si sta sgonfiando una bolla di aspettative forse eccessive, non va dimenticato come l’AI possa contribuire ad una mobilità più inclusiva, rendendo possibile ad esempio l’accesso a siti ed esperienze a persone a ridotta mobilità. L’AI generativa ha in questo ambito ancora delle applicazioni ridotte, e perlopiù focalizzate su aspetti tecnici”.

Ettore Turra ha parlato delle applicazioni dell’AI nel campo medico-sanitario e dei servizi alla persona. “La capacità dell’AI, e del machine learning in particolare, di supportare il personale medico nel ricostruire la diagnosi di una patologia a partire dai sintomi è riconosciuta ormai come indiscussa a tutti i livelli. La capacità dell’AI di automatizzare delle attività ripetitive e ricorrenti, e spesso a basso valore aggiunto, può inoltre contribuire a combattere, almeno in parte, i problemi creati dalla carenza di personale medico e infermieristico. Applicazioni dell’AI generativa sono ancora in fase nascente, ma è un tema che può avere grosse ripercussioni, sempre nell’ottica di supportare il personale nello svolgere il proprio lavoro in maniera più efficace ed efficiente, senza mai perdere di vista il fattore umano.”

Elisa Ricci, Head del gruppo di ricerca Deep Visual Learning presso la Fondazione Bruno Kessler, ha parlato delle evoluzioni in ambito AI a livello scientifico, ed in particolare per quanto riguarda i sistemi multimediali (immagini, video, audio). “È spaventosamente bello – dice Ricci – che si sia arrivati al punto in cui abbiamo delle intelligenze artificiali che sono in grado di addestrare altre intelligenze artificiali. È probabilmente un punto di non ritorno a livello tecnico-scientifico, ma è anche un fenomeno che richiede dei meccanismi di governance.”

Nicola Arpino ha mostrato come ChatGPT sia giunta ad un livello di conoscenza tale da permettere di rispondere in maniera corretta ad alcune domande del test di Turing (un test progettato dal matematico inglese Alan Turing per discernere se si sta interagendo con un essereumanoocon un’AI), edhamostratocomeChatGPTavrebberispostoadalcunedelle domande poste dal moderatore Luca Melchionna. Interrogata in maniera diretta sulle applicazioni in ambito sanitario, ChatGPT stessa ammette di non essere in grado di sostituire i medici, neppure nel futuro lontano, in quanto un AI non riuscirà a sostituire il fattore umano nella relazione uomo-paziente. Ma – come fatto notare da Melchionna – dobbiamo credere a quello che ChatGPT dice?

Si è tornati poi sul problema dei dati, vero motore di tutti i sistemi di AI. Giunchiglia ha posto l’accento sull’importanza del controllo dell’accesso ai dati, e su come le applicazioni dell’AI, a livello pratico, sono limitate dalla capacità dell’AI di capire e interpretare correttamente la diversità e la complessità del mondo che ci circonda. Un altro tema emerso, a livello di governance dell’AI, riguarda il problema dei pregiudizi umani, e come questi possano percolare, tramite i dati, nei sistemi di AI, portando ad un comportamento distorto o almeno non in linea con un sistema di valori alla base della nostra società.

Chiara Maule, assessore alle politiche sociali, familiari e abitative presso il Comune di Trento, ha parlato di come l’AI possa rappresentare una sorta di “superpotere” proprio per le categorie più fragili e svantaggiate. Resta però un problema di accessibilità: per essere veramente inclusiva e “democratica”, le tecnologie, ed in particolare, l’AI, devono essere progettate tenendo conto le capacità, ma anche i limiti di tutto il pubblico dei possibili utilizzatori. “Resta inoltre un problema di comunicare la tecnologia, o meglio i vantaggi che può dare la tecnologia, in modo chiaro ed accessibile.

Ed ovviamente uno dei compiti della PA è quello di affiancare le persone in difficoltà per permettere a tutti di approfittare dei vantaggidellatecnologia.” Mauleha poicontinuatoparlandodell’automatizzazione,tramite AI, di una serie di attività e lavori ripetitivi, e di come questo possa rappresentare un rischio “Rischiamo di escludere dal mercato del lavoro una parte non trascurabile della società – e non dobbiamo dimenticare che il lavoro è anche un mezzo di sviluppo dell’identità, e permette alle persone di conquistare un proprio ruolo nella società.”
“Maggiore sensibilità verso gli utenti, anche quelli non nativi digitali, da parte dei tecnologi e dei ricercatori, meno tecnofobia da parte dei regolatori e un sistema di governance condiviso per co-progettare insieme il futuro dell’AI, aziende, centri di ricerca e rappresentanti della società civile” – questo l’augurio di chiusura da parte di Melchionna.

La tavola rotonda “Intelligenza Artificiale e diversità: il ruolo del fattore umano” è parte di una serie di eventi di carattere tecnico e divulgativo organizzati da Trentino.ai sul tema delle nuove tecnologie e delle loro conseguenze su economia e società.

 

 

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