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UIL SCUOLA – TRENTINO * COVID: « ZONA ROSSA, CHIEDIAMO AL DIPARTIMENTO PAT ISTRUZIONE IL CORAGGIO DI IMPARTIRE INDICAZIONI PRECISE »

UIL Scuola: “Chiediamo al Dipartimento Istruzione il coraggio e la volontà di impartire indicazioni precise ed attente. Solo con il rispetto delle disposizioni riusciamo a dare senso al sacrificio della chiusura della nostra Scuola.”

Appena terminato l’incontro con il Dirigente Generale del Dipartimento Istruzione, in relazione al “monitoraggio condotto sulla prima settimana di attività scolastica in zona rossa”.

Una buona notizia sull’andamento dei contagi: il numero delle classi in quarantena è passato da 192 del 15 marzo a 109 del 23 marzo. Il Dirigente ha confermato le parole dell’Assessore: qualora a fine settimana si tornasse in zona arancio, lunedì mattina le scuole si riapriranno. Questa è una buona notizia!

UIL Scuola è intervenuta ricordando che, pur comprendendo la necessità di provvedimenti strettamente legati all’andamento della pandemia, i Governi nazionale e provinciale sembrano non tenere in minimo conto la situazione di grande difficoltà arrecata alle scuole, costrette a riprogrammare di settimana in settimana le attività scolastiche e quindi l’impiego del personale e gli impegni dei ragazzi. E non tengono conto nemmeno della conseguente riprogrammazione dalla vita familiare di centinaia di genitori – lavoratori.

Se come Organizzazione sindacale, per nostra parte vogliamo contribuire a creare le condizioni per un tempestivo e duraturo ritorno sui banchi di scuola, chiediamo alla politica di assumersi le proprie responsabilità: se sono necessari sacrifici, questi debbono essere sopportati da tutti. Nessuno escluso.

Non è possibile uscire con note e indicazioni volutamente generali e generiche “questo e anche quello”: vi sono Istituti Scolastici che aggirano le norme predisponendo come laboratoriali attività che con i laboratori non hanno nulla a che fare; altri che dettano condizioni uniformi, omogenee, uguali per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali. Determinazioni organizzative, di alcuni Dirigenti, decisamente inopportune che, uniformando l’offerta e la modalità oraria, non tengono conto delle specificità e del rispetto dei diritti di ciascun alunno e di ciascun collega. In questo momento si deve venire a Scuola solo per attività considerate fondamentali dal Consiglio di Classe.

In un Istituto Comprensivo di Trento sono stati “accorpati” allievi di classi diverse: serve ricordare come questa sia una scelta irrispettosa delle misure volte al contenimento del diffondersi dell’epidemia?

UIL Scuola ha a cuore il principio costituzionale dell’autonomia scolastica, al quale è particolarmente legata, ma ci disturba venga citato per non assumere responsabilità a livello provinciale. In questo momento vi sono indicazioni sanitarie superiori anche alla possibilità di scelte autonome delle istituzioni scolastiche. Nelle ultime due note dipartimentali, del 10 marzo e del 18 marzo, si è dovuto riscontrare l’incapacità o la non volontà di voler inviare indicazioni precise, puntuali, al fine di uniformare comportamenti necessari a creare un contrasto forte al diffondersi della pandemia.

Al termine dell’incontro, la replica del Dirigente generale, purtroppo, non ha portato particolare conforto. Forse siamo ingenerosi, ma è sembrato un incontro poco utile rispetto alla presa in carico delle segnalazioni avanzate per nostra parte.

Di Fiore: “la variante umana rimane la più pericolosa, rispetto al contrasto alla pandemia. Nessun vaccino è stato studiato rispetto a questa patologia comportamentale”.

 

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Pietro Di Fiore

Segretario generale Uil Scuola Rua Trentino Alto Adige Südtirol