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PAOLA DEMAGRI * GIORNATA INTERNAZIONALE INFERMIERE: « UNA PROFESSIONE DI GRANDE VALORE CIVILE ED UMANO, DANNO ASSISTENZA AL MALATO TRAMITE LA RELAZIONE DIRETTA »

Caro Direttore,

nella giornata internazionale dell’infermiere vorrei dedicare una riflessione ai miei colleghi, a tutti coloro che hanno svolto, che svolgono e che svolgeranno questa bellissima professione.

Fare l’infermiere è una professione complessa, che richiede grande spirito di apprendimento e di capacità a risolvere diverse problematiche. Questi professionisti infatti si fanno carico della salute della società attraverso la prevenzione, la cura e la riabilitazione.

In questo lungo anno gli infermieri sono stati in prima linea, come parte fondamentale di quel sistema che abbiamo imparato a conoscere e al quale forse in precedenza non davamo così tanta importanza. Il ruolo degli infermieri è fondamentale, perché danno assistenza al malato attraverso una relazione diretta e continua. Si prendono cura dei pazienti quotidianamente, ascoltando  i bisogni, i disagi, le difficoltà attraverso un approccio empatico che rappresenta una parte fondamentale nel percorso di cura.

Negli ultimi anni, mi preme ricordarlo, il ruolo degli infermieri è cambiato moltissimo. In un quarto di secolo c’è stata un’evoluzione esponenziale di questa professione, che ha portato gli infermieri ad assumere un ruolo fondamentale e centrale nello scenario della sanità. Formazione, responsabilità, specializzazione, integrazione, autonomia, hanno determinato la mutazione dell’identità dell’infermiere costruita e modellata sui nuovi bisogni della società e su un paradigma differente. Gli infermieri si prendono cura attivamente in ogni fase della vita di bambini ed anziani, delle donne e degli uomini.

In un anno di  pandemia gli infermieri sono stati  innalzati ad eroi e salvatori della società, ma questi eroi sono gli stessi che da sempre lavorano negli ospedali, nelle Case di Riposo, nei servizi domiciliari e ambulatoriali e dei quali poco si parlava.

I professionisti  sono sempre gli stessi che nel momento più complicato dal punto di vista sanitario dell’ultimo secolo hanno saputo acquisire nuove competenze, riorganizzare i modelli organizzativi e partecipare alla conversione dei setting assistenziali, solo e grazie al senso di appartenenza all’organizzazione e alla professione e al grande senso di responsabilità verso ogni cittadino.

In questa giornata dedicata agli infermieri mi sento di chiedere ai colleghi  infermieri  di continuare a non stancarsi, di stare vicini alle persone con un approccio umano e fraterno, tenendo alta la motivazione che li ha spinti ad essere un infermiere. I rischi, la stanchezza e le difficoltà saranno sempre compagni di viaggio, ma l’equilibrio tra le difficoltà e le soddisfazioni ci sarà sempre, perché il vero premio per un infermiere è il raggiungeranno di un esito positivo del  processo di cura per la salute dei cittadini.

Mi sento anche di chiedere ai pazienti di essere grati verso chiunque gli assista, rispettando ogni professione sanitaria, così come di chiedere ai politici un considerevole sforzo affinché comprendano l’evoluzione che ha avuto la professione e la mutazione dei vari setting assistenziali che necessitano di nuovi modelli anche a seguito dell’eredità che la pandemia ci ha lasciato.

 

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Paola Demagri