In questi giorni, la conclusione di un percorso normativo a dir poco “sui generis” ci offre l’opportunità di sviluppare ulteriori considerazioni relative al modo di operare di chi attualmente sta governando la Provincia di Trento. Mi riferisco alle sempre più frequenti contraddizioni nelle quali l’esecutivo cade. Ad onor del vero, lo stato delle cose si rifà ad un grande male originario del quale vorrei parlare in calce a questo breve pensiero

Ebbene chiediamoci: quale stima possono avere i trentini di un partito politico che afferma che tra i punti di maggior qualità della sua riforma del turismo, sia stabilito finalmente, che ora, ogni luogo del Trentino va considerato come turistico? Proprio nei giorni in cui la stessa schizofrenica forza politica smentisce se stessa attraverso un’altra sua proposta di legge? Gli orari di apertura degli esercizi commerciali saranno regolati in funzione del riconoscimento di aver sede in comune turistico o meno. Nonostante pareri legali ampiamente contrari, la lega – all’unanimità – si è approvata una norma dove sono stati individuati come turistici solo alcuni comuni. Sono stati utilizzando parametri che nulla hanno a che vedere con la realtà delle cose

Ma i cortocircuiti non finiscono qui: pensate al bonus vacanze. L’esiguo contributo è proposto dallo stesso assessorato che avrebbe intenzione di portare in aula anche l’aumento della tassa di soggiorno.

Così, finirà per rendersi responsabile dell’incredibile paradosso di dare con una mano – il contributo – e di prendere con l’altra – la tassa di soggiorno.

Cito a malincuore anche l’atteggiamento tenuto nei confronti delle fusioni dei comuni e delle casse rurali: contrarietà su tutta la linea! Per le APT, invece, la fusione è considera l’unica strada possibile per permettere alle imprese turistiche trentine di affrontare il proprio futuro economico.

E che dire di come ha sempre parlato la lega delle Comunità di valle? Non servono a nulla! Salvo poi attraverso la creazione delle ATA proporre l’istituzione di analoghe realtà per gestire la promozione turistica locale.

Ma non stupiamoci; parliamo di quella stessa Lega che come prima proposta in campo sanitario di inizio mandato propose di tagliare 120 milioni dai capitoli di bilancio dedicati, salvo poi liquidare un direttore dell’azienda sanitaria come non incline ad approvare politiche espansive sulla sanità periferica. Da attuare come? Coi tagli di bilancio?

Infine, prodiga di critiche verso le mancate risposte del governo nazionale, nasconde di non aver chiesto un beato nulla quando nel suo primo anno di amministrazione, al governo della nazione imperversava proprio il suo capitano.

Da medico veterinario quale sono, ho sempre cercato di capire l’eziologia delle cose.

In questo caso mi sembra piuttosto facile ascrivere questi apparentemente incomprensibili provvedimenti ad un unico archetipo comportamentale. Siamo di fronte alla politica a gettone: caro utente ti chiedo di inserire il tuo desiderio come una moneta nella fessura dopodichè ti racconterò la soluzione che ti vuoi sentir dire, come un disco che suona. Non importa se tener chiuso il negozio dove lavori la domenica non è nelle mie prerogative; se me lo chiedi ti racconto che lo chiuderò. Ti assale un orso, ti racconto che lo ucciderò! Non importa nè quando né come ma soprattutto nemmeno se nel frattempo faccio fare alla mia Provincia un’ennesima brutta figura planetaria. Non c’è un ragionamento complessivo o una linea di governo. Sembra piuttosto che si stia operando tenendo conto solo delle singole istanze.

Siamo dentro ad un loop dove l’apparire è molto più importante dell’essere: captare la benevolenza del malcapitato potenziale elettore rispetto all’esigenza di amministrare una comunità con serietà e professionalità.

 

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Michele Dallapiccola – Consigliere provinciale Patt provincia di Trento ed ex Assessore all’Agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca