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LETTERE AL DIRETTORE

CLAUDIO CIA (FDI) * SANITÀ: « CAMERE MISTE NEGLI OSPEDALI TRENTINI, SITUAZIONE DI PROMISCUITÀ INADATTA ALLA RISERVATEZZA CHE I PAZIENTI RICHIEDONO »

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17.49 - martedì 31 gennaio 2023

Egregio Direttore Franceschi,

 

recentemente, anche a seguito di un’interrogazione a risposta immediata presentata in Consiglio provinciale dal sottoscritto, è tornato al centro del dibattito politico il tema dell’odiosa prassi diffusasi presso l’Ospedale S. Chiara – in numerosi reparti di degenza – di collocare i pazienti di sesso maschile e femminile nella medesima stanza, generando una situazione di promiscuità inadatta a garantire il livello di riservatezza che molti pazienti richiedono.

Ci tengo a sottolineare come la situazione attuale, come spesso purtroppo accade, si sia generata negli anni di governo del nostro territorio provinciale da parte del centrosinistra: dal 2011 al 2018 (Giunte Dellai e Rossi), il numero totale di posti letto all’interno degli Ospedali pubblici è passato da 1.731 a circa 1.430 (nel 2021 si è registrato un lieve aumento a 1.445). Praticamente una differenza di circa 300 posti letto, come se in sette anni avessimo chiuso gli ospedali di Tione, Cavalese, Borgo Valsugana e Arco (che insieme oggi ne contano 294). E’ quindi da considerare, in vista anche del dibattito che si è generato nelle ultime settimane sul tema della realizzazione del N.O.T. (che secondo le ultime previsioni, derivanti dai progetti presentati negli scorsi anni, era stato pensato per ospitare un numero di posti letto persino inferiore a quelli attuali del S. Chiara), come – a parere del sottoscritto – non sia sostenibile un modello sanitario che taglia i posti letto nelle Valli senza garantire un numero adeguato laddove si ipotizza di concentrare la risposta sanitaria provinciale.

Ritengo per questo motivo estremamente curioso il fatto che – negli ultimi anni – ci siamo riempiti di figure come i “Garanti della privacy”, nonché di moduli e scartoffie atti a tutelare il cittadino, quando nella realtà di tutti i giorni non siamo capaci di garantire un minimo di riservatezza nei reparti dei nostri ospedali. E’ paradossale che questo tipo di attenzione sia invece garantita all’interno delle strutture private, tradizionalmente accusate di avere più a cuore il business che la dignità delle persone.Ciò è la prova provata di come purtroppo spesso l’aumento di burocrazia si risolva nell’attuazione di azioni che finiscono per soddisfare gli appetiti dei tecnici del diritto senza trovare alcun riscontro nella realtà giornaliera vissuta dai nostri cittadini, soprattutto in un ambito di primaria importanza come quello sanitario. Un vero peccato!

 

*
Claudio Cia

Presidente Gruppo FdI – Consiglio provincia autonoma Trento

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