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Orso: in base a quali criteri Fugatti dice che in trentino c’è posto per 60 orsi? E quale mandato è stato dato per m49, ancora latitante anche se radiocollarato?

Il consigliere del Partito Democratico Luca Zeni ha presentato un’interrogazione sul tema dell’orso.

In particolare, dopo una premessa di contesto, pone le seguenti domande alla giunta Fugatti:

1) per quale motivo, nei casi di orsi particolarmente dannosi e problematici, al di là dei proclami, non si è mai deciso di intervenire per l’abbattimento;

2) quale indicazione è stata data rispetto ad m49, latitante da giorni nonostante sia radiocollarato: si è ordinata una nuova problematica cattura con trappola tubo? Si è ordinata una più veloce ma più rischiosa cattura con anestetico? Ci si è assunti la responsabilità dell’abbattimento?

3) se non si ritenga di dover aumentare l’informazione alla popolazione sul corretto comportamento da tenere in caso di incontro con l’orso, per evitare reazioni che possono favorire problemi;

4) se non si ritenga opportuno lavorare ad un sistema che, nelle zone più esposte, eviti di avere la presenza di rifiuti, che possono attirare giovani orsi facendoli diventare confidenti;

5) in base a quali dati scientifici e criteri tecnici si è affermato che il numero di orsi sostenibili in Trentino sia di 60, e non ad esempio di 50 o di 70, e come si conciliano con il fatto che i problemi derivano da singoli orsi confidenti, e non dalla generalità della popolazione;

6) per quale motivo si ritiene di dover chiedere al Ministro il permesso di intervenire sulla gestione dell’orso, essendo la competenza in capo alla Provincia

 

 

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Di seguito il testo completo:

Interrogazione:
Quale la linea sulla gestione dell’orso?

La seconda fuga dell’orso m49 ha riportato all’attenzione dei media il tema della presenza dell’orso in Trentino.
L’orso è sempre stato presente sulle montagne della nostra provincia, con centinaia di esemplari, ma nel corso dell’800 e all’inizio del ‘900 la caccia ne ha determinato una consistente diminuzione, tanto da portare al rischio di estinzione della specie; per questo alla fine degli anno ‘90 vennero introdotti alcuni esemplari provenienti dalla Slovenia.

Il reinsanguamento ha permesso alla popolazione di orsi di tornare a crescere, e a trovare il proprio habitat di riferimento nella parte ovest del Trentino.
La presenza dell’orso, simbolo di un ambiente integro, necessita di accettazione sociale da parte della popolazione che vive in paesi nei quali la vicinanza con un predatore selvatico può portare a incontri e tensioni. Per questo nel corso del tempo sono stati adottati dei protocolli che si basano su un’evidenza: l’orso è un animale schivo, che rifugge generalmente il contatto con l’uomo, e con la maggior parte della popolazione di orsi non si presentano problemi. Tuttavia alcuni esemplari diventano confidenti, spesso attratti da rifiuti o da animali di allevamento, e possono diventare dannosi, più raramente pericolosi.

Vi sono una serie di indicazioni per ridurre il rischio di contatti; la Provincia finanzia recinzioni elettriche per tutelare il bestiame, e vi sono comportamenti da tenere in caso di incontro con l’orso (tra i quali non vi è il tentativo di lottare con l’animale, come purtroppo sembra a volte emergere da resoconti giornalistici che riportano salvataggi dovuti alla reazione delle persone..).

La Provincia, che ha la competenza nella gestione dell’orso, può intervenire in caso di orso problematico, con interventi che vanno dall’allontanamento, alla captivazione, fino all’abbattimento (molti esperti ritengono che, in alcuni casi più problematici, risulti più dignitosa una morte da animale libero che una vita in cattività).
In un’intervista riportata dai quotidiani locali in data 8 agosto 2020 il Presidente della Provincia Fugatti annuncia di voler chiedere al Ministro dell’ambiente la possibilità di ridurre il numero di orsi presenti in Trentino da 90 a 60. Questa affermazione sembra contraddire quanto da sempre affermato dagli esperti, e cioè che i problemi dipendono da singoli orsi confidenti, sui quali occorre intervenire con il sistema di volta in volta più appropriato, e non dalla presenza in sè della specie, poiché la stragrande maggioranza degli esemplari rimane lontana da ogni contatto con l’uomo.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

1) per quale motivo, nei casi di orsi particolarmente dannosi e problematici, al di là dei proclami, non si è mai deciso di intervenire per l’abbattimento;

2) quale indicazione è stata data rispetto ad m49, latitante da giorni nonostante sia radiocollarato: si è ordinata una nuova problematica cattura con trappola tubo? Si è ordinata una più veloce ma più rischiosa cattura con anestetico? Ci si è assunti la responsabilità dell’abbattimento?

3) se non si ritenga di dover aumentare l’informazione alla popolazione sul corretto comportamento da tenere in caso di incontro con l’orso, per evitare reazioni che possono favorire problemi;

4) se non si ritenga opportuno lavorare ad un sistema che, nelle zone più esposte, eviti di avere la presenza di rifiuti, che possono attirare giovani orsi facendoli diventare confidenti;

5) in base a quali dati scientifici e criteri tecnici si è affermato che il numero di orsi sostenibili in Trentino sia di 60, e non ad esempio di 50 o di 70, e come si conciliano con il fatto che i problemi derivano da singoli orsi confidenti, e non dalla generalità della popolazione;

6) per quale motivo si ritiene di dover chiedere al Ministro il permesso di intervenire sulla gestione dell’orso, essendo la competenza in capo alla Provincia

 

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Luca Zeni