Nei giorni 30 e 31 agosto e 1 e 2 settembre gli allievi di alcuni corpi del Distretto si sono recati in un viaggio a Napoli e dintorni, qui sotto trovate gli appunti di viaggio ed in allegato alcune foto.

 

E’ stata una gita fatta e costruita in casa, per due motivi: il primo perchè all’organizzazione di questi quattro giorni ci ha pensato il vicecomandante del corpo di Arco Giuseppe “Beppe” Esposito Campano di nascita e arcense di adozione, il secondo perchè utilizzando i furgoni già in dotazione ai vari corpi è stato possibile macinare i poco più di 750 chilometri che separano la nostra zona dal centro di Napoli, prima destinazione. Indispensabile, per riuscire a costruire questa gita, la collaborazione della dott.ssa Paola Conti del Parco nazionale Vesuviano.

Far scoprire la provincia di Napoli e quella di Caserta nei quattro giorni del fine settimana a cavallo tra agosto e settembre a 35 allievi ed ai loro 15 accompagnatori provenienti dai corpi di Arco, Dro, Riva del Garda e Tenno è stato un vero tour de force, ma a detta dei partecipanti, ne è valsa la pena.

Prima destinazione, come dicevamo, è stato il centro di Napoli, qui gli allievi hanno potuto visitare Castel dell’Ovo, Piazza del Plebiscito, la Galleria Umberto Primo ed il Maschio Angioino. Finito di girovagare per il centro di Napoli è stato il momento di portarsi a Pompei dove era stato prenotato un ostello della gioventù che avrebbe accolto i vigili del fuoco.

La mattina del giorno seguente, il sabato, il programma prevedeva la visita al parco nazionale del Vesuvio e più precisamente, presso il castello Mediceo di Ottaviano, si è potuto conoscere, direttamente dal presidente del Parco, il dott. Agostino Casillo, l’organizzazione interna, la pianificazione sotto il profilo ambientale ma anche, e qui si entra nel vivo del mondo dell’antincendio, dei piani per la lotta agli incendi boschivi e delle convenzioni in essere con la protezione civile locale per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi che dovessero interessare il parco.

Poco distante, nel comune di Terzigno, c’è un presidio dei vigili del fuoco. Qui è stato fatto un quadro dettagliato sulle perdite di bosco a seguito degli incendi boschivi che interessano il parco. Da uno studio dell’ente parco in collaborazione con l’università di Napoli è uscito che il 50% della superficie forestale, pari a circa 3000 ettari, è stata percorsa dal fuoco e che sono 500 gli ettari andati distrutti

Presso l’osservatorio Vesuviano si è visitato il distaccamento dei vigli del fuoco di Ercolano prima di partire per la visita del Gran cono del Vesuvio e della riserva del Tirone.

Se nella giornata di sabato si sono potuti toccare con mano gli effetti dei grossi incendi boschivi, nella giornata di domenica si sono apprese le metodologie di comando messe in campo, al di fuori del Trentino, per la lotta AIB (Anti Incendio Boschivo). A Castel Volturno, infatti, ha sede il centro di formazione nazionale dei carabinieri forestali, il centro dove vengono formati ed aggiornati i DOS. Questi soni i Direttori Operazioni Spegnimento, ovvero quella figura che dirige tutte le strategie e metodologie da porre in atto per fronteggiare un incendio boschivo avvalendosi di tutte le attrezzature e di tutti i mezzi a disposizione. Qui è stato possibile anche provare il simulatore di incendio boschivo, lo stesso simulatore che i DOS utilizzano per la loro formazione.

Sempre accompagnati dai carabinieri forestali il gruppo è stato portato a visitare, a Castelvolturno, una loro riserva dove vengono custoditi gli animali esotici sequestrati.

Sia il centro addestrativo dei carabinieri forestali che la riserva trovano posto, per volere dello Stato, in immobili confiscati alla malavita nel “Villaggio Coppola”, quella zona del comune di Castelvolturno costruita, in parte, anche grazie all’abusivismo edilizio ed utilizzata attorno al 1980 per tentare risolvere l’emergenza abitativa data dai vari terremoti di quel periodo.

Per staccare un po dal tema AIB (Anti Incendio Boschivo), nel pomeriggio della domenica si è andati in visita agli scavi di Ercolano mentre l’ultimo giorno, sulla strada del ritorno, ci si è fermati a visitare la reggia di Caserta con il palazzo ed i giardini reali per poi proseguire fino all’Alto Garda e terminare così quattro giorni di svago ma anche di istruzione su ciò che accade fuori dai confini provinciali.