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UIL SCUOLA – TRENTINO * ORGANICI E TRILINGUISMO: DI FIORE, « LA STRADA IMBOCCATA È QUELLA GIUSTA, ABBASSATO A 25 IL NUMERO MASSIMO DI ALUNNI PER CLASSE DI OGNI ORDINE E GRADO »

Di Fiore: “La strada imboccata è quella giusta. In linea generale, infatti, vengono accolte le richieste della Uil Scuola. Certo, per essere pienamente soddisfatti occorre maggior generosità. Chiedo che l’Amministrazione sia meno prudente”.

Si è tenuto oggi il primo vero incontro di confronto tecnico con l’Amministrazione, presenti l’Assessore provinciale, dottor Bisesti, ed il Dirigente generale del Dipartimento Istruzione e Cultura, dottor Ceccato. Due i temi all’ordine del giorno: organico della Scuola provinciale a carattere statale e Piano trentino Trilingue.

La Uil Scuola su questi temi ha vita facile, in termini di proposte da avanzare: le idee e gli obiettivi sono gli stessi che la nostra organizzazione ha portato avanti (inascoltata) nel corso degli ultimi cinque anni. Ne sono testimonianza i rilievi sulle dotazioni organiche indirizzati all’Amministrazione nel 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018. Così come giungono utili al confronto in tema di revisione del Trilinguismo, le richieste e gli obiettivi deliberati dagli organi statutari della UIL Scuola e sottofirmati, attraverso una petizione popolare, da oltre duemila insegnanti.

Il Dirigente Generale ha introdotto i lavori annunciando alcune buone nuove:

viene abbassato a 25 il numero massimo di alunni per classe di ogni ordine e grado

limite massimo di 23 alunni per classe in presenza di allievi tutelati da legge

innalzamento della dotazione organica nei piccoli plessi: meno pluriclassi e più docenti nelle scuole di montagna

organico funzionale dell’autonomia. Un potenziamento della dotazione organica (tutto in organico di diritto) e un maggior rispetto dell’autonomia scolastica.

Nel merito delle tematiche all’ordine del giorno, di seguito l’articolata posizione della Uil Scuola.

“In anni passati, sono stato deriso per aver denunciato situazioni di classi pollaio” – afferma Di Fiore. “Ribadiamo oggi la richiesta di abbassamento del numero di alunni per classe, soprattutto in relazione alla presenza di alunni con certificate tutele di legge”.

25 alunni per classe alla Secondaria è una buona notizia: va pienamente incontro alla richiesta avanzata dalla Uil Scuola. Meno bene l’applicazione del numero di 25 bambini per classe alla Scuola Primaria: decisamente eccessivo. La qualità dell’insegnamento e della proposta formativa, la possibilità di predisporre un coerente setting educativo sono strettamente legati alla necessità di non superare numeri massimi di ragazzi per classe. Senza tener conto poi del dimensionamento ovvero della capienza delle nostre (belle) aule di scuola: si è provato a lavorare assieme, e per ore, in 27 – 28 – 29 persone?

Occorre, inoltre, superare la differenziazione tra organico di diritto e organico di fatto. Una differenziazione che è stata pensata proprio per lesinare risorse alla Scuola pubblica, mantenendo un numero importante di docenti precari, anche a costo di limitare il diritto dei ragazzi ad avere continuità didattica. Quante volte è stato chiesto al singolo insegnante: ci sarai a settembre?

È necessario quindi attribuire alle Scuole il personale docente e non docente necessario e sufficiente a raggiungere gli obiettivi posti nei propri Piani di Studio: si dotino tutte le Scuole dell’organico potenziato dell’autonomia.

Monica Motter: “Bene l’organico dell’autonomia. Chiediamo trasparenza nell’attribuzione da parte provinciale e pronuncia degli organi collegiali sull’impiego delle risorse aggiuntive, in funzione della offerta formativa di ogni singola scuola. Si pensi, infine, alla dotazione organica degli insegnanti di sostegno: anche qui chiediamo trasparenza e oggettività. Piace pensare ad una Scuola nella quale si trovino meno insegnanti a vario titolo distaccati e più docenti impegnati, in classe, sull’offerta formativa e didattica.”

Sui temi generali dell’accoglienza e dell’integrazione, Uil Scuola ha chiesto sia introdotta anche nella nostra provincia la classe di concorso A-23 (Italiano L2). Nel contempo è necessario tempestivamente attivare corsi di specializzazione sul sostegno.

Uil Scuola ha ribadito la necessità di lasciare piena autonomia alle Scuole nella definizione di metodologie e tempi per il raggiungimento degli obietti fissati dal Piano Trentino Trilingue.

“Trilinguismo e Clil non possono essere considerati un sinonimo. Dalle indicazioni prescrittive uguali per tutti alla libertà delle Scuole di programmare e di organizzare la propria azione didattica: questa la strada che deve essere seguita. Sul secondo ciclo, infine, è d’obbligo prestare molta attenzione alle competenze disciplinari da raggiungere, in uscita dal percorso formativo.” – commenta Maurizio Zeni.

Deve essere, infine, prontamente ripristinato, per gli insegnanti di Lingua Straniera, il numero massimo di ore frontali di lezione e di classi a loro assegnate. Parametri fortemente voluti dalla Uil Scuola e cancellati dall’accordo contrattuale del 2014 da noi non sottoscritto: uno dei temi da riportare al tavolo del rinnovo contrattuale.

Sicuramente positive le risposte ottenute oggi dall’Amministrazione: sia in termini di maggior attenzione al rapporto numero alunni per classe, sia al numero massimo degli alunni nelle classi con alunni tutelai da certificazione di legge.

Pur avendo avuto evidente riscontro anche sulla richiesta di una dotazione organica aggiuntiva (potenziata) da attribuire ad ogni singola Istituzione Scolastica, è innegabile come da parte nostra ci si attenda evidente generosità: compresenze, codocenze, lavori per gruppi intra e interdisciplinari debbono essere riattivati.

Ad una Provincia “Autonoma” si chiede l’obbligo di affidarsi all’autonomia scolastica.

In relazione alle modifiche ed agli aggiustamenti al Trilinguismo, Uil Scuola chiede sia forte e rassicurante la voce dell’Amministrazione, circa la opportunità di utilizzare tutta la flessibilità oggi possibile, in funzione di proposte didattiche di qualità, rispettose dei diversi gradi di scuola e di tutti i saperi disciplinari. Ovviamente sempre nel rispetto delle scelte autonome di ogni scuola.

 

Pietro Di Fiore – Monica Motter – Maurizio Zeni

 

 

 

 

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