Fugatti ai dirigenti generali: la Provincia sia motore trainante della ripresa.

Le cifre non sono positive e gli addetti ai lavori lo sanno. Le previsioni confermano che il crollo del Pil oscillerà tra 9 e 11 punti percentuali. Il blocco per la pandemia Covid 19 ha prodotto effetti immediati ma le vere ripercussioni sull’economia e sul lavoro emergeranno severe in autunno. “Che si tratti di un fronte caldo nessuno vuole nasconderlo: ma occorre coraggio per affrontarlo, sulla base di un nuovo patto fra pubblica amministrazione ed il variegato mondo del privato”. Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti incontrando questa mattina i dirigenti generali per affrontare metodo e priorità legate alla ripresa post pandemia.
Un gioco di squadra dunque, quello che il presidente ha chiesto alla dirigenza guidata da Paolo Nicoletti – che parte dalla consapevolezza che nell’autonomo Trentino la Provincia, intesa come apparato amministrativo che gestisce decine di competenze, esercita un ruolo fondamentale nelle partite legate allo sviluppo del nostro territorio.
Centrale, come detto in altre occasioni, la leva degli investimenti pubblici che dovranno essere selezionati e spronati sulla base dell’immediata ricaduta che possono innescare. Ma anche il tema delle regole, della sburocratizzazione, della digitalizzazione, della più marcata responsabilizzazione del personale e dell’adeguamento della cosiddetta ‘macchina’ hanno tenuto banco durante il confronto.

Sarà un’estate di grande lavoro, per accompagnare le decisioni contenute nell’assestamento di bilancio, per mantenere il dialogo con Roma che – è stato detto stamani – lascia intravedere qualche apertura in più rispetto al recente passato, ma anche per mettere a punto gli assest strategici che caratterizzeranno la prossima manovra, quella che disegnerà il percorso fino alla fine legislatura.
“C’è poi un altro aspetto su cui dobbiamo lavorare – ha concluso Fugatti -. Provincia e imprese sono parte di un unico grande sistema che adesso più che mai ha bisogno di fiducia e di quel ‘rimboccarsi le maniche’ che ha sempre permesso al Trentino di superare i momenti difficili”.