Dichiarazione del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica

Il capogruppo di Futura Paolo Ghezzi aveva dedicato un’interrogazione (la numero 658) alla presentazione, avvenuta il 3 luglio scorso, della relazione annuale presentata dalla Garante dei diritti dei detenuti, Antonia Menghini, in merito all’attività del proprio ufficio, incardinato presso l’assemblea legislativa. Due delle 4 domande erano rivolte al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. La prima per chiedergli conto di quello che secondo l’esponente di Futura era stato un endorsement “non opportuno” a favore della riconferma della stessa persona nel ruolo di Garante dei diritti dei detenuti, in una fase, che è ancora in corso, nella quale l’assemblea legislativa è chiamata a nominare questa figura perché resti in carica fino al 2023. Per Ghezzi, insomma, Kaswalder avrebbe cercato di “direzionare l’attività del Consiglio secondo la propria politica e la sua visione personale”, dimostrando “di non essere terzo”. In secondo luogo l’interrogazione chiedeva a Kaswalder se corrisponda al vero che casi concreti di incompatibilità della Garante dei detenuti siano stati sollevati e risolti ‘a porte chiuse’ in un incontro tra l’interessata e l’Ufficio di presidenza, e in caso di risposta affermativa se non ritenga questo modo di procedere poco trasparente”.

Nella sua risposta il presidente del Consiglio provinciale precisa che, a proposito del suo presunto endorsement nei confronti dell’attuale Garante dei diritti detenuti, la possibilità di riaffidare l’incarico all’attuale Garante si riferisce alla legge provinciale 5 del 2017 che prevede esplicitamente, anche se limitatamente alla legislatura in corso, la possibilità per il Consiglio provinciale di rieleggere il Garante dei diritti dei detenuti nominato nella scorsa legislatura. Previsione che differenzia questa figura di garanzia dalle altre due. Kaswalder chiarisce quindi che con la sua affermazione intendeva solo ricordare la particolare disciplina riferita alla figura del Garante dei diritti dei detenuti, fornendo un’informazione di natura tecnica.

Quanto alla seconda domanda, Kaswalder spiega che l’Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale non si è mai riunito “a porte chiuse” né è stato chiamato in causa poiché non si sono verificate cause di incompatibilità. Circa la figura del Garante dei diritti dei detenuti, l’Ufficio di presidenza ha adottato nel 2017 una deliberazione che detta i criteri relativi all’astensione da attività professionali incompatibili o che interferiscono con i compiti dei garanti dei diritti dei detenuti e dei diritti dei minori.

Il documento è pubblicato nel sito del Consiglio provinciale alll’indirizzo allegato.

 

 

IDAP_1001721

 

IDAP_1057471