Più servizi per l’occupazione nel Documento degli interventi di politica del lavoro per la XVI legislatura. Nel testo approvato dalla Giunta provinciale attenzione anche a donne, giovani, soggetti deboli.

Formazione mirata, in stretto raccordo con le imprese e le loro esigenze, di persone disoccupate, apprendisti, ma anche occupati che cercano una riqualificazione professionale; attenzione ai giovani, anche Neet, e alle donne, con incentivi per quelle che tornano al lavoro dopo un periodo di inattività e alle imprese che assumono; particolari misure per soggetti deboli, con servizi di tutoraggio e accompagnamento ad hoc; staffetta generazionale e gestione delle problematiche occupazionali legate all’invecchiamento della popolazione; maggiore integrazione delle misure di sostegno al reddito e alle persone fragili (Progettone, Assegno unico, reddito di cittadinanza); forte attenzione agli aspetti della qualità del lavoro e della conciliazione lavoro-vita; valorizzazione dei talenti e delle figure maggiormente qualificate: queste le principali novità contenute nel Documento degli interventi di politica del lavoro della XVI legislatura, approvato oggi dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, sulla base della proposta formulata dalla Commissione provinciale per l’impiego.

“Il documento – ha sottolineato l’assessore Spinelli, nel presentare il testo con una conferenza stampa a cui è intervenuta anche la dirigente generale dell’Agenzia del lavoro Laura Pedron e i dirigenti e i tecnici dell’assessorato – traduce in misure concrete gli obiettivi contenuti nel del Programma di sviluppo provinciale, ed è stato realizzato con il contributo delle parti sociali, sindacali e imprenditoriali.

L’obiettivo principale è rafforzare il nostro territorio, attraverso un potenziamento dei servizi per il lavoro. Vogliamo migliorare l’efficacia dell’offerta rivolta alle persone occupate e non, e alle imprese, agendo su tutta la filiera: attivazione, orientamento, incontro fra domanda e offerta, formazione. L’Agenzia del lavoro e quindi i centri per l’impiego saranno in maniera più incisiva il punto di riferimento delle aziende che cercano persone prive di lavoro, come per quanti vogliono migliorare i loro profili e la loro collocazione sul mercato del lavoro”.

Il documento programmatico approvato si articola in tre parti: una prima sezione dedicata al contesto generale del mercato del lavoro e alla situazione del Trentino; una seconda parte con gli obiettivi e le sfide per l’attuale Legislatura; una terza parte contenente le disposizioni generali e i requisiti di accesso.

 

*

Vediamo in sintesi i principali contenuti.

L’obiettivo generale, l’aumento del livello di occupazione e del lavoro di qualità, compreso l’allineamento verso l’alto della domanda e dell’offerta di competenze, viene perseguito attraverso una strategia che si articola in una serie di linee di intervento, che riguardano: il potenziamento dei servizi per il lavoro; la certificazione delle competenze; una formazione adeguata ai continui processi di innovazione che interessano il mondo economico e il mercato del lavoro; i lavori socialmente utili quale specificità del sistema trentino; il benessere integrativo aziendale; la territorializzazione della contrattazione; la lotta alla disoccupazione giovanile; l’efficace gestione delle transazioni; la gestione dei processi legati all’invecchiamento della forza lavoro; la crescita delle retribuzioni; la concertazione e la partecipazione come metodi per la gestione delle relazioni industriali; l’attrazione e la valorizzazione di figure qualificate.

Queste linee di intervento, integrate da alcuni temi presenti nel Piano di sviluppo provinciale ed in generale nelle politiche già promosse dalla Giunta provinciale – sicurezza sul lavoro, sostegno ai giovani (nella fascia d’età compresa fra i 18 e i 35 anni) per la realizzazione dei propri progetti di vita e per la formazione di nuove famiglie – attraversano trasversalmente sette sfide, che rappresentano il “cuore del documento”.

SFIDA 1 – POTENZIAMENTO DEI SERVIZI PER IL LAVORO: verrà in primo luogo promossa l’innovazione nei servizi per rispondere alle esigenze delle aziende che cercano lavoratori e dei lavoratori in cerca di impiego o che vogliono migliorare la propria situazione lavorativa, azioni di semplificazione e sburocratizzazione, il potenziamento dell’attività di Agenzia del lavoro e dei Centri per l’Impiego (si tenga presente che in Italia, ma anche in Trentino, l’accesso al lavoro è basato per quasi il 50% delle assunzioni su conoscenze dirette o su canali informali che coinvolgono parenti e conoscenti). Previsti fra le altre cose l’utilizzo di apprendistato e formazione in ingresso per l’inserimento nel mercato del lavoro e lo sviluppo dei servizi informatizzati per fare incontrare domanda e offerta di lavoro.

SFIDA 2 – OCCUPAZIONE GIOVANILE, FEMMINILE E DEI SOGGETTI SVANTAGGIATI: previste nuove e più efficaci misure per la formazione e l’accesso dei giovani, delle donne, di Neet, soggetti deboli o svantaggiati sul mercato del lavoro. Fra le azioni comprese nel documento, nuovi incentivi per le imprese che assumono donne fuoriuscite dal mercato del lavoro per motivi di cura dei figli, misure rivolte ai padri che si prendono cura dei figli e misure di conciliazione vita-lavoro (smart working, orari personalizzati, orari flessibili), valorizzazione dell’apprendistato e di Garanzia Giovani, maggiori investimenti nell’alta formazione e nelle filiere strategiche.

SFIDE 3 e 4 – DIGNITA’ LAVORATIVA, PROTEZIONE SOCIALE, ATTIVAZIONE LAVORATIVA DEI DISOCCUPATI: i due aspetti, la protezione sociale dei soggetti svantaggiati e l’attivazione degli inoccupati, sono strettamente correlati e interessano tutta una serie di strumentazioni di cui già il Trentino oggi dispone, ma che vanno opportunamente rimodulati, in particolare Progettone e Lavori socialmente utili, Assegno unico, Reddito di cittadinanza, Reddito di attivazione. La sfida comune è quella di garantire una dignità lavorativa a tutte le persone – qui con una particolare enfasi ai soggetti più “deboli” e difficilmente occupabili – introducendo anche nuovi servizi e incentivi (accompagnamento al lavoro, lavori assistiti e quant’altro). Vengono confermate inoltre le misure a sostegno dei lavoratori delle aziende in crisi. Per la prima volta si introducono incentivi all’assunzione per le imprese del turismo che assumono per più stagioni il medesimo lavoratore.

SFIDA 5 – MAGGIORE QUALITA’ E BENESSERE NEL LAVORO: grande attenzione viene riposta nel documento alla formazione professionalizzante di disoccupati e – questa un’importante novità – anche degli occupati interessati ad una riqualificazione professionale. Si sostengono inoltre le aziende che sviluppano programmi di formazione aziendale e promuovono benessere e sicurezza sui luoghi di lavoro. Enfasi infine sulla centralità delle relazioni sindacali, sulla contrattazione collettiva e sui livelli delle retribuzioni, temi nei confronti dei quali la parte pubblica svolgerà un ruolo di supporto e sostegno.

SFIDA 6 – VALORIZZAZIONE DELLA “SILVER ECONOMY”: sono previsti interventi innovativi per la gestione del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione lavorativa. Grande attenzione viene riposta all’age management e allo strumento della cosiddetta “staffetta” che diventa veramente “generazionale”. Saranno anche valorizzate le opportunità offerte dal Fondo di solidarietà del Trentino.

SFIDA 7 – ATTRAZIONE E SVILUPPO DI PROFESSIONALITA’ ELEVATE E MANAGEMENT AZIENDALE: l’attenzione del documento si concentra infine sulla crescita e valorizzazione del capitale umano, guardando da un lato alle esigenze della politica industriale (ad esempio sul fronte dell’export e dell’innovazione) e dall’altro alle politiche dell’istruzione ed educative, alla risorsa rappresentata dall’Università di Trento e dal sistema della ricerca. Saranno supportate le aziende che investono in persone giovani e altamente qualificate ed in generale nei migliori talenti, per sostenere la sfida della competizione globale.