Bisesti: “Misure straordinarie per il settore culturale trentino”. “Da assessore non posso che condividere l’appello a sostegno degli operatori culturali del sistema trentino. La loro richiesta è giustamente quella di agire. Per questo, già la settimana scorsa ho portato in pre-adozione una delibera con le risorse destinate al “Fondo unico provinciale per lo spettacolo”, che è stata approvata nella seduta di Giunta di venerdì scorso. Ho inoltre già richiesto il passaggio in commissione presso il Consiglio provinciale, con una procedura che dovrà essere sicuramente semplificata e così facendo le risorse saranno disponibili entro la fine di aprile”. Questo il commento dell’assessore alla cultura Mirko Bisesti in relazione alla nota diffusa oggi dalle principali realtà di produzione teatrale e di danza del Trentino sull’emergenza Coronavirus.

“La situazione è drammaticamente straordinaria e va affrontata con misure e azioni straordinarie non solo per l’oggi ma anche per il domani”, ha detto ancora l’assessore. “Voglio, inoltre, ribadire alcuni aspetti rilevati nella nota che condivido in toto, tra cui l’aiuto economico alle imprese e agli enti no profit che fanno cultura in Trentino, aiuto che è stato garantito con la legge da noi proposta e approvata dal Consiglio due settimane fa.

Questo vuol dire che i lavoratori del settore e gli operatori culturali potranno usufruire degli strumenti di sostegno al reddito garantiti alle imprese. Rispetto, poi, a semplificazione e politiche culturali, a breve saranno approvate le linee guida per la cultura trentina 2020/2023. In esse il ruolo del Centro Santa Chiara come perno e cardine del sistema culturale trentino è fortemente rimarcato, assieme al ruolo formativo della Tsm. Tutto questo, però, non basta e perciò ho chiesto a tutta la struttura provinciale competente in materia di predisporre altre misure da mettere in campo a sostengo del settore culturale, in vista della sua ripartenza. Il momento è delicato, ma voglio comunque esprimere la mia vicinanza a tutti i soggetti culturali trentini che, come altri settori in questo periodo di chiusura, stanno soffrendo particolarmente”.