PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 13)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Sospensione alle 10.30 per salutare Casellati. Si riprende alle 15, fino alle 19 per poi aggiornarsi a domani mattina.

Dopo la sospensione a notte fonda, è ripreso questa mattina di buon’ora in Consiglio provinciale l’esame della manovra di assestamento che sta impegnando l’aula dallo scorso lunedì e sulla quale non si intravede nessun accordo che permetterebbe di procedere ad una rapida approvazione. I lavori si sono fermati alle 10.30, per permettere ai consiglieri di salutare la Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, attesa alle 11.30 al Castello del Buonconsiglio. Nel pomeriggio si proseguirà dalle 15 alle 19 per poi riprendere nella giornata di domani.
Con i quasi 8000 emendamenti, in buona misura ostruzionistici, che ancora pesano sul disegno di legge, al momento della sospensione l’esame era ancora ancorato sull’articolo 2 con le minoranze che a più riprese chiedevano il voto segreto.

Di questo passo, se non interverrà un’intesa, si è calcolato che servirebbero sessanta ore per approvare la manovra. Sull’ordine dei lavori, poco prima dell’interruzione, il consigliere Ugo Rossi (Patt) ha chiesto se rispetto a ieri la Giunta abbia ipotizzato dei margini di mediazione con le minoranze.
Una parentesi si è svolta ad un certo punto attorno ad un’obiezione sollevata dal consigliere Paolo Ghezzi (Futura) e rivolta al presidente Fugatti che ad alta voce dava alla maggioranza indicazioni di voto chiamando il “rosso” o il “verde” a seconda che la norma fosse da respingere oppure da approvare. Interpellato dallo stesso Fugatti, il consigliere Giorgio Tonini (PD) ha chiarito che in Parlamento, pur essendo abitudine coordinarsi sul voto, anche con richiami verbali, questi non arrivano mai dai banchi del Governo. C’è un parlamentare, che in gergo viene chiamato “frusta”, che ha il preciso compito di orchestrare il gruppo nelle fasi di votazione.