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ISTAT * ACQUA MINERALE – ACQUISTO GIORNALIERO 2019: « L’UMBRIA SI CONFERMA IN CIMA ALLA GRADUATORIA (74,4%), IL TRENTINO-ALTO ADIGE NELLA POSIZIONE PIÙ BASSA (48,9%) »

Italia seconda in Europa per il prelievo di acqua potabile per abitante. Nel 2018, non sono collegati al servizio pubblico di depurazione 18 milioni di residenti. Le perdite idriche in distribuzione sono in costante aumento (42,0% nel 2018).

Nel 2020 una quota pari all’87,4% delle famiglie è molto o abbastanza soddisfatta del servizio idrico.

In 9 comuni capoluogo di provincia/città metropolitana, tutti nel Mezzogiorno, sono adottate nel 2019 misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua. Nel 2020 il 67,4% di persone di 14 anni e più è attenta a non sprecare acqua.

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’ONU e celebrata ogni anno il 22 marzo, l’Istat fornisce un focus tematico annuale multi-fonte che propone i risultati provenienti da diverse indagini, elaborazioni e analisi, offrendo una lettura integrata del fenomeno con riferimento agli aspetti legati sia al territorio sia alla popolazione.

L’acqua e l’insieme dei servizi a essa correlati sono elementi fondamentali per il benessere dei cittadini, la sostenibilità ambientale e la crescita economica. Monitoraggi regolari e azioni tempestive sono decisivi per sviluppare appropriate strategie di gestione della risorsa idrica e perseguire i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (Sustainable Development Goals – SDGs), in particolare il Goal 6 (“Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie”) e il Goal 14 (“Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”).

 

Quasi nove famiglie su dieci molto o abbastanza soddisfatte del servizio idrico.
Nel 2020 le famiglie residenti in Italia che dichiarano di essere allacciate alla rete idrica comunale e che si ritengono, complessivamente, molto o abbastanza soddisfatte del servizio idrico sono l’87,4%, valore stabile rispetto al 2019 (Figura 1).

Il livello di soddisfazione risulta variabile sul territorio: sono molto o abbastanza soddisfatte oltre il 90% delle famiglie residenti al Nord, oltre l’80% di quelle del Centro e del Sud e oltre il 75% delle famiglie nelle Isole. A livello regionale si conferma l’insoddisfazione delle famiglie della Calabria (30,4% le poco soddisfatte contro 8,5% di molto soddisfatte), della Sardegna (24,0% contro 9,9%), della Sicilia (17,5% contro 16,1%) e dell’Abruzzo (16,5% contro 13,7%).

Le famiglie valutano la fornitura di acqua potabile sotto vari aspetti: interruzioni della fornitura, livello di pressione, odore, sapore e limpidezza, frequenza di lettura dei contatori e della fatturazione, comprensibilità delle bollette. Nel 2020, così come nell’anno precedente, il giudizio su questi aspetti del servizio resta piuttosto moderato e non esprime una piena soddisfazione.

Rispetto all’assenza di interruzioni della fornitura, quasi il 90% delle famiglie italiane si dichiara molto o abbastanza soddisfatto, tranne che in Calabria, Sicilia, Abruzzo e Sardegna, dove molte famiglie risultano ancora poco o per niente soddisfatte (quote rispettivamente del 44,6%, 24,3%, 21,2% e 20,0%). Anche sul giudizio nei confronti del livello di pressione dell’acqua, Calabria (31,9%), Sardegna (21,8%), Sicilia (21,7%) e Campania (20,2%) registrano le quote più alte di famiglie poco o per niente soddisfatte, a fronte di un valore nazionale pari al 14,3%.

 

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La spesa per acqua minerale in costante crescita

Nel 2019, la spesa media mensile delle famiglie per la fornitura di acqua nell’abitazione è in media 14,62 euro, pressoché invariata rispetto al 2018 e pari allo 0,6% della spesa complessiva per il consumo di beni e servizi. Questa voce di spesa è aumentata del 9,2% rispetto al 2015. I livelli di spesa mensile delle famiglie per la fornitura di acqua nell’abitazione risultano superiori alla media nazionale nel Mezzogiorno (16,78 euro) e nel Centro (16,51 euro), mentre sono inferiori nelle regioni del Nord (12,37 euro). Il rapporto tra i livelli di spesa delle diverse aree geografiche è pressoché costante dal 2016.

Per l’acquisto di acqua minerale la spesa mensile sostenuta dalle famiglie è di 12,57 euro nel 2019, solo due euro in meno della spesa per la fornitura di acqua. La spesa è in costante crescita nel quinquennio 2015-2019, pur con un lieve rallentamento nell’ultimo anno (+0,7% la variazione sull’anno precedente, +4,5% tra 2018 e 2017). Nel complesso, rispetto al 2015, la spesa familiare per acqua minerale cresce di più di quella per la fornitura di acqua nelle abitazioni (+22,4% contro +9,2%).

Acquista più di un litro di acqua minerale al giorno, nel 2019, almeno un componente nel 65% delle famiglie. Il consumo più elevato si registra nelle Isole (67,7%), quello più basso al Sud (62,8%). L’Umbria si conferma, anche per il 2019, in cima alla graduatoria regionale (74,4%) e il Trentino-Alto Adige nella posizione più bassa (48,9%).

 

 

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