Buongiorno, sul quotidiano “Corriere del Trentino” di oggi 23.10.2019 si legge l’interessante intervento di Ugo Rossi, consigliere provinciale della lista del PATT.

Interessante in quanto evidenzia che il vero obiettivo del PATT è il polo di centro.

Il “polo di centro” viene oggi nominato da tutte le forze politiche, anche dalle più estreme, che di centro non hanno proprio nulla: cosa possono avere di CENTRO partiti come LEGA, FRATELLI D’ITALIA o FUTURA, o altri partiti che si pongono agli estremi? Come fa una forza politica di CENTRO definirsi tale se poi si coalizza con partiti che sono all’estremo?

Se guardiamo alle coalizioni che si sono presentate alle elezioni provinciali di Trento (ottobre 2018) è evidente che molte forze politiche che potevamo definire come “moderate”, e quindi “di centro” (penso ad esempio ad Agire per il Trentino, Progetto Trentino, Civica Trentina, Autonomisti Popolari, Unione per il Trentino), si sono coalizzate con partiti che sono all’estremo (da un lato Lega e Fratelli d’Italia, dall’altro Futura e PD).

Come possono definirsi ancora di centro queste forze politiche? In realtà, lo sappiamo, sono realtà di centro, legate ai partiti “estremi” solo per un accordo di governo. Tali forze politiche però dovrebbero unirsi e coalizzarsi insieme alle altre realtà moderate presenti sul territorio (ad esempio PATT e #inMovimento), per costruire insieme un progetto che può andare al di là di un semplice “accordo di governo”, in quanto realtà sicuramente più affini rispetto a partner estremi.

Per costruire questo “polo di centro” occorre la forza e l’apporto di tutti, sia delle forze politiche moderate oggi indipendenti (PATT e #inMovimento), sia delle forze politiche moderate dell’attuale centrodestra e dell’attuale centrosinistra: queste ultime due (quelle che siedono nell’attuale centrodestra e nell’attuale centrosinistra) devono capire che c’è altro rispetto all’esperienza che stanno vivendo sui banchi del consiglio provinciale di Trento o sui banchi del Parlamento.

Molte sono le forze politiche moderate (e ahimè numericamente piccole) che oggi cercano di condividere un percorso di coalizione con forze politiche “estreme” e numericamente grandi e forti (penso a LEGA e l’asse PD-FUTURA); che spazio può avere il “piccolo” in una coalizione del genere? Cosa può fare il “piccolo” se non essere “mangiato” dal “grande”? Per questo motivo, ripeto, tutte le forze politiche moderate e popolari devono capire che lavorare insieme con chi può essere più affine può essere strategico e vincente per tutti; la sottoscrizione di un accordo di coalizione da parte di queste forze politiche per la nascita di una “Federazione civico-moderata-popolare” è un progetto vincente.

Questa Federazione civico-moderata-popolare dovrà poi offrire poi agli elettori un Candidato Sindaco condiviso al proprio interno; non un candidato imposto (mi piace il fatto che Ugo Rossi dica “Il candidato può essere del PATT” e non dica “Il candidato deve essere del PATT), ma condiviso da tutte le forze politiche moderate aderenti al progetto.

Ovviamente un Candidato Sindaco espressione del “nuovo” e credibile è la strada giusta per vincere alle prossime elezioni comunali di Trento 2020. Per “candidato Sindaco espressione del nuovo” intendo che il Candidato Sindaco sia espressione del “futuro” e non del “passato”; le esperienze del passato sono utili, fondamentali e servono per fare scelte giuste nel futuro. Il Candidato Sindaco deve essere una figura “nuova”, capace di essere la giusta sintesi di tutte le forze moderate e popolari, da quelle “indipendenti”, a quelle attualmente impegnate in coalizione con l’attuale centrodestra e l’attuale centrosinistra.

 

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Lorenzo Rizzoli – Presidente #inMovimento