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FUTURA ROVERETO * GUASTO ALLA SUANFARMA: « “ALLARMISMO “ELETTORALE” DI FUGATTI, UNA PAURA ALIMENTATA DA PIAZZA DANTE CHE SEMBRAVA FARE PRESAGIRE CHISSÀ QUALI SCENARI »

GUASTO ALLA SUANFARMA DI ROVERETO: L’ALLARMISMO “ELETTORALE” DI FUGATTI.

Ore 10.15, comunicato della Provincia Autonoma di Trento: allarme in zona industriale a Rovereto (alla Suanfarma) per la fuoriuscita di sostanze gassose, si invita la gente a non uscire di casa.

Ore 13: allarme rientrato, nessun pericolo per la salute dei cittadini né per l’ambiente.

Tutto bene, dunque? Mica tanto. Perchè in mezzo la città di Rovereto (e poi Ala e la zona a sud del Trentino) ha vissuto momenti di paura per la propria salute. Una paura, va detto, alimentata da comunicazioni di piazza Dante che sembravano far presagire chissà quali scenari. Salvo poi rimangiarsi tutto, quando la “nube” (ormai declassificata a innocua) si dissolveva verso il confine sud del Trentino.

Al di là dell’episodio singolo, c’è molto da riflettere – amaramente – su come la giunta provinciale leghista concepisca la comunicazione ai cittadini nelle situazioni di emergenza. Una comunicazione che riprende pari pari lo stile adottato dalle destre in campagna elettorale: primo, seminare la paura; secondo, raccogliere consenso; terzo, attribuirsi il merito dello scampato pericolo.

Le cose invece, checchè ne dica Fugatti, sono andate ben diversamente. La successione degli eventi di stamattina rivela come la macchina dei controlli e della prevenzione abbia funzionato alla perfezione. Alle primissime avvisaglie della fuoriuscita di potassio clavulanico (un semplice e innocuo principio attivo dell’antibiotico), l’azienda ha attivato immediatamente il protocollo di intervento, così come pianificato con Appa, Vigili del Fuoco e Provincia, individuando subito la causa del guasto e circoscrivendone la fuoriuscita. L’attivazione di Appa, protezione civile e vigili del fuoco faceva parte di quel protocollo: un atto dovuto, benché in presenza di un guasto assolutamente non pericoloso.

Che bisogno c’era di soffiare sul fuoco della paura della gente, se non – diciamo noi maliziosamente, ma a pensar male a volte ci si azzecca – per il fatto che si pensava di cavalcare l’evento in chiave elettoralistica a Rovereto?

Il caso odierno invece impone invece altre riflessioni. Ad esempio la necessità di un maggior controllo da parte dell’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente, un organismo che a partire dal 2020 ha acquisito nuove competenze in materia di tutela ambientale.

Rovereto, e in modo particolare il quartiere di Lizzana ha dovuto affrontare spesso il problema della qualità dell’aria dovuto alle numerose industrie presenti nel territorio. Ricordiamo le numerose richieste da parte della Circoscrizione di Lizzana, rivolte agli organi di competenza, di effettuare un continuo monitoraggio della zona industriale.

Se alcuni interventi sono stati fatti, (vedi l’istallazione dei due nasi elettronici) che hanno permesso di individuare la fonte della puzza che durava da qualche anno, dobbiamo però ribadire che la Provincia che, attraverso la sua agenzia, ha la diretta competenza in materia di ambiente, deve garantire ai cittadini tutti gli interventi necessari per evitare le situazioni come quella di questa mattina.