POLITICHE GIOVANILI: PAT, A ROVERETO 400 OPERATORI PER DIALOGARE E CONFRONTARSI

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Per due giorni lo SmartLab di Rovereto ha ospitato e raccolto oltre 400 operatori provenienti da più parti di Italia riuniti per dialogare e confrontarsi sul senso e la direzione delle politiche giovanili oggi, in un tempo in cui è necessario costruire soluzioni inedite. “L’innovazione è un atto di ribellione” – ha incalzato in apertura Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili partner nella realizzazione dell’evento – “Dobbiamo inventarci un nuovo futuro, lungo strade ancora poco conosciute che richiedono qualità e competenza. Siamo qui per questo”.

Venerdì e sabato lo SmartLab di Rovereto si è riempito per accogliere oltre 400 operatori impegnati nel settore delle politiche giovanili provenienti da tutto il Nord Italia con alcune punte al Sud. Incontri in plenaria, laboratori, momenti artistici per fare insieme un pezzo di cammino confrontando esperienze e condividendo i dubbi su un mondo, quello dei nostri ragazzi, che sembra sempre più sfuggente e lontano, ma al contempo sempre più bisognoso di una presenza adulta competente ed efficace.
Ascolto, bisogni, empatia, cura, periferia.

Tante le parole e i concetti che si sono rincorsi in due giorni che hanno intervallato riflessioni filosofiche, pedagogiche, economiche a esperienze concrete di successo, come “La fabbrica dei suoni” di Venasca (Cn). Dieci anni fa due musicisti poco più che ventenni decidono di creare uno spazio in cui avvicinare i più piccini alla musica in un paese che conta neanche 1500 abitanti. Sembra una sfida senza possibilità di successo. Ma quei giovani vogliono realizzare il loro sogno e partono, con un investimento personale e molte idee ma senza alcun business plan e con pochi sostegni.

Oggi, dopo dieci anni, sono tra i soci di una cooperativa sociale che dà lavoro a trenta persone che hanno un’età media di 32 anni. “Proprio l’altro giorno un economista ci ha detto che probabilmente non avrebbe approvato la nostra idea imprenditoriale. Eppure siamo arrivati qui”, dice uno dei fondatori. Verrebbe da dire grazie a incoscienza e, soprattutto, una grandissima e incontenibile passione.

Eccola, tra le tante, la parola che traccia il filo conduttore di questi due giorni: passione. La passione di chi fa politiche giovanili, di chi si inventa un mestiere o insegue il proprio sogno. Ma anche la passione da risvegliare nelle nuove generazioni perché non si fermino di fronte alla crisi e allo smarrimento del nostro tempo, ma percorrano con coraggio la loro strada, scoprendo e riscoprendo i loro desideri, la mancanza delle stelle, Perché desiderio pare derivi proprio da questo: de-sidera, mancanza delle stelle.

E allora lavorare con e per i giovani non significa rispondere ai presunti bisogni che noi diamo per scontati, ma sostenerne i desideri, mantenerne vivo lo sguardo verso l’alto e verso l’altro. “Perché – ha detto Luigina Mortari – siamo come quel formaggio con i buchi. E la cura reciproca riempie quegli spazi” rinvigorendo in tutti la passione di esistere e quindi di fare grande imprese.
Ulteriori informazioni:

 

http://www.animazionesociale.it ;

 

www.trentinofamiglia.it

 
Sede del convegno: SmartLab in viale Trento n. 47/49 a Rovereto:

http://www.smart–lab.org/

 

 

 

 

Illustrazione: da comunicato stampa