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WWF – TRENTINO * ORSA F43: « VITTIMA DEL DUALISMO, TRA DESIDERIO DI ESPRESSIONE SENZA LIMITI DELLA NATURALITÀ E AMBIENTE TRA I PIÙ ANTROPIZZATI DELLE ALPI »

Scritto da
06.37 - mercoledì 7 settembre 2022

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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Ci ritroviamo per l’ennesima volta a commentare una notizia che non avremmo mai voluto commentare, ovvero la morte della giovane Orsa F43.

Una morte tragica, ma dettata da una fatalità: in questi anni i tecnici, pur nei loro umani limiti, hanno infatti garantito la continuità di un progetto di successo che ha portato ad oggi la popolazione trentina di orsi ad una incredibile vitalità. Vitalità che non si è materializzata costruendosi solo sulle competenze degli specialisti, ma anche sull’amore e la passione per una specie la cui sopravvivenza appare minacciata da dinamiche molto più concrete di qualsiasi complottismo.

Il successo della popolazione trentina di orsi è infatti incrinato dalla radicata convinzione che nessun cambiamento nel nostro modo di agire e pensare il territorio debba o possa avvenire. Un modo di pensare pigro che si manifesta a tutti i livelli: dall’enorme tema del cambiamento climatico (e quindi dall’illusione che la sopravvivenza della nostra specie così come la conosciamo possa evitare di passare da una drastica rimodulazione del nostro stile di vita, dall’alimentazione al consumo dell’energia) fino alla convivenza con i grandi carnivori, nonostante in moltissimi casi gli interessi nostri e delle specie selvatiche coincidano molto più spesso di quanto ci aspettiamo.

F43 era da lungo tempo monitorata perché divenuta confidente, a causa nostra, quando avremmo potuto evitarlo.

Ma chi decide come informarci della necessità di prestare più attenzione a come agiamo? È una precisa scelta dare ingenuamente (?) per scontato che la presenza di questi animali non debba implicare un cambiamento nelle nostre abitudini. Ed è una scelta politica smettere di comunicarlo, chiudendo un dialogo che il Trentino sembra aver profondamente scordato come istituire. Che si tratti di orsi, di cervi, di corsi d’acqua, di risorse energetiche o di grandi opere c’è bisogno di uno scambio con i cittadini e non solo attraverso alcuni rappresentanti.

Il Trentino deve quindi decidere che cosa fare della sua passività, a rischio che questo modello, questa inconsapevolezza nell’applicare la convivenza, si riversi non solo sull’orso, ma su tutto quello che riterremo problematico o difficile da accettare a seconda di come spira il nostro piccolo e momentaneo interesse.

Ma quel Trentino siamo anche noi. Che dobbiamo decidere… di far decidere i nostri amministratori a riprendere quel coraggio che aveva caratterizzato le prime fasi del progetto LIFE Ursus, per ritessere quella trama di dialogo e relazioni che negli ultimi anni è drammaticamente venuta a mancare nella comunicazione e nella risoluzione dei conflitti, progressivamente in aumento in un panorama sempre più polarizzato.

F43 è una vittima della ormai radicale incapacità del Trentino di risolvere il proprio dualismo, spaccato tra il desiderio di espressione senza limiti della sua naturalità e un ambiente tra i più antropizzati di tutte le Alpi: è il momento di risolverlo, per il bene nostro e degli orsi.

 

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WWF Trentino

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