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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

GUGLIELMI (FASSA) * PANDEMIA: « IL VERO SALTO DI QUALITÀ LO ATTENDIAMO DA CHI DEVE DIMOSTRARE DI FARE DI PIÙ DI UN QUALSIASI GOVERNANTE, CHE SI LIMITA A CHIUDERE LA GENTE IN CASA »

Il nuovo governo ha obiettivamente impresso una accelerazione alla procedura di vaccinazione ed, in genere, alle attività di aiuto a imprenditori e famiglie.

La situazione viene descritta come difficile in tutti campi, particolarmente drammatica, a mio avviso, la imminente perdita di posti di lavoro. Se è vero infatti che nell’ultimo anno si sono persi in Italia 965mila posti di lavoro in regime di blocco dei licenziamenti, immaginiamo che il numero del 2021 sarà nell’ordine di milioni.

Diversi sono però gli approcci, in italia come in Trentino, rispetto a queste problematiche. La Giunta provinciale si sta alacremente occupando di ristori, di aiuto alle famiglie, di buoni pranzo e cena, di detassazione.

Si leggeva la scorsa settimana che al mercato di Rovereto erano presenti 25 banchi sui 130 normalmente attivi: ci chiediamo cosa sarà delle 105 famiglie che non possono lavorare, del loro tenore di vita, del loro futuro. Mentre noi ci chiediamo questo dai giornali e dai telegiornali apprendiamo che le priorità del nuovo Segretario del Partito democratico sono il voto ai sedicenni e lo ius soli.

E mentre il Consiglio provinciale ha in programma numerosi disegni di legge volti a mettere in atto gli aiuti di cui parlavo poc’anzi ecco che le opposizioni in Consiglio tengono occupata l’aula per due giorni a discutere della violenza del linguaggio e dell’opportunità o meno di aprire le scuole anche d’estate.

Ecco, quando si parla di distanza tra i bisogni della gente e tempi della politica credo che siano proprio queste gli argomenti a nostro sfavore tra i cittadini.

La Provincia è costretta a mettere mano al proprio bilancio per sostenere i nostri cittadini e lo farà più volte tra la primavera e l’estate, prima attraverso un intervento straordinario e poi attraverso l’assestamento di bilancio. Queste manovre sono assolutamente necessarie per due ordini di motivi: il primo consiste nel fatto che il decreto sostegni appena approvato è tarato per attività di città, commerciali, artigianali e industriali di pianura, non certo di montagna; il secondo risiede nell’esiguità delle risorse destinate ai singoli imprenditori.

Il Decreto sostegni , infatti, parametra i contributi sulla perdita media mensile del 2020 rispetto al 2019, estromettendo di fatto chi ha avuto le perdite di fatturato più consistenti nell’ultimo trimestre del 2020 e nel primo trimestre 2021, cioè i lavoratori dell’arco alpino, il comparto sciistico e della montagna in genere.

L’importo, inoltre, come dicevo, è davvero esiguo: si parte da un minimo del 20 % del fatturato medio mensile per le aziende più grandi (quindi un sessantesimo del fatturato annuo) e si arriva al massimo del 60% per le micro aziende (un ventesimo del fatturato annuo). Le aziende che hanno perso meno del trenta per cento del fatturato non ricevono alcunché, chi ha perdite sopra il trenta per cento otterrà, nel corso dei mesi di aprile e maggio un contributo che va da meno dell’uno al cinque per cento del fatturato 2019.

Sappiamo che questo è solo il primo intervento del nuovo governo e che è intenzione del Presidente Draghi sostenere l’economia nazionale con grande vigore. E dove non arriverà il Governo nazionale la Provincia cercherà di intervenire con tutto ciò che potrà.

Voglio però concludere con un ragionamento che esce per un attimo dal drammatico aspetto economico e concentrare la mia attenzione sul mutamento della nostra vita nel corso dell’ultimo anno.

Tutti noi siamo convinti che la pandemia debba essere affrontata con la massima decisione e con provvedimenti adeguati alla diffusione del contagio, accettando con nordica sopportazione i provvedimenti di compressione della libertà individuale che ci vengono imposti; ma non è pensabile che dopo un anno le decisioni siano sempre e solo la chiusura delle attività economiche e la limitazione delle attività culturale, sportive, commerciali e turistiche!!!

Si esce dalla grave crisi anche grazie al turismo, ed una ripresa consistente e rapida può avere grandi benefici sostanziali ed immediati dal comparto turistico, specialmente nelle zone di montagna, anche e soprattutto delle Dolomiti, Patrimonio dell’Unesco.

A valle della campagna vaccinale che aiuterà il rallentamento dei contagi e stroncherà la mortalità della pandemia, il nuovo Governo ha il dovere di pensare ad una serie di azioni che preservino la qualità della nostra vita, le imprese e i lavoratori dell’Italia e delle regioni e rimettano in moto un Paese anestetizzato da continui cambi di provvedimenti, chiusure e lockdown.

Il vero salto di qualità lo attendiamo da chi deve dimostrare di fare di più di un qualsiasi governante che si limita a chiudere la gente in casa in attesa della buona sorte: un governo illuminato che riesca a coniugare uno stile di vita decoroso con la salute pubblica.

 

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Luca Guglielmi
Consigliere regionale e provinciale ladino