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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * I COMMISSIONE: « APPROVATO DDL SULLA VARIAZIONE DI BILANCIO CON CINQUE SÌ DELLA MAGGIORANZA »

Approvata in Prima commissione la variazione di bilancio. Astenuti Rossi (Patt) e Ghezzi (Futura). No di Tonini (Pd) e Marini (5 Stelle). Cinque sì della maggioranza.

Approvato dalla Prima commissione, oggi pomeriggio, il ddl sulla variazione di bilancio con 5 sì della maggioranza, l’astensione di Paolo Ghezzi (Futura) e Ugo Rossi (Patt) e i no di Alex Marini (5 Stelle) e Giorgio Tonini (Pd). Il voto dopo un lungo dibattito nel corso del quale il Presidente Fugatti ha affermato che, soprattutto l’alt all’obbligo delle gestioni associate dei comuni, è stato determinato dal fatto che le valli meno fortunate del Trentino, quelle più periferiche, stanno affrontando una crisi, anche istituzionale (basti pensare, ha detto, in quanti comuni non si trovano persone disposte a fare gli amministratori) che rischia di sfociare nello spopolamento.

Una visione, ha affermato Giorgio Tonini del Pd, condivisibile ma che non si risolve bloccando le gestioni associate che, se non hanno inciso sui risparmi, hanno comunque permesso di ovviare ai problemi derivanti dal blocco del personale. Paolo Ghezzi (Futura) ha invece criticato, con Tonini, la scelta di inserire nel ddl norme che non hanno carattere finanziario. Mentre Marini ha detto di non condividere, perché rischia di favorire la corruzione, l’emendamento della Giunta che porta a 150 mila euro il limite per l’affidamento diretto dei lavori pubblici.

Ugo Rossi (Patt) ha mosso critiche, chiedendo un termine certo per la revisione della norma, al blocco delle gestioni associate indispensabili soprattutto per i servizi forniti dai piccoli comuni. Sostanziale condivisione del ddl Fugatti, invece, da parte del Presidente del Cal il quale ha però ricordato che i risparmi dei municipi trentini (23 – 24 milioni su un obiettivo di 28) sono venuti quasi esclusivamente dal blocco delle assunzioni.

 

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Gianmoena: i risparmi sono venuti dal blocco delle assunzioni.

La seduta di questo pomeriggio della Prima commissione si è aperta con l’audizione del Presidente del Consiglio delle autonomie sul ddl sulla variazione di bilancio della Pat. Il Presidente Paride Gianmoena, che ha consegnato un documento condiviso dal Cal dopo l’incontro con Fugatti di ieri pomeriggio, ha espresso una sostanziale condivisione del disegno di legge.

Il Presidente Cal si è concentrato sull’obbligo della sospensione delle gestioni associate che ha dato più che altro una risposta al problema della robusta diminuzione (meno 400 dipendenti) di personale dei comuni. Il problema centrale, rimane quella di una dotazione minima di dipendenti, che colpisce soprattutto quelli piccoli, i 60 i comuni sotto i mille abitanti. Del resto i risparmi, che si avvicinano all’obiettivo fissato in 28 milioni di euro, sono stati realizzati in virtù del blocco del turn over.

Raffica di domande a Gianmoena da parte dei consiglieri di opposizione. Ugo Rossi (Patt) ha chiesto a Gianmoena quale termine andrebbe fissato sullo stop alle gestioni associate e cosa pensa Cal della situazione dei comuni che hanno aderito alle gestioni associate, che ha quindi rispettato la legge ed è stato virtuoso. Paolo Ghezzi (Futura) ha chiesto, sugli investimenti 2019, al di là dell’emergenza, quale accordo verrà trovato con la Giunta. Giorgio Tonini (Pd) se si ritiene realistico che si possano raggiungere gli obiettivi di risparmio senza gestione associate.

Un tema sul quale sarebbe stato interessante avere una relazione tecnica da parte dell’esecutivo per definire se queste ultime hanno o no comportato risparmi. Marini (5 Stelle) ha affermato che le gestione associate andrebbero affrontate in un ddl specifico e poi si è soffermato sugli appalti e l’innalzamento della soglia dell’affidamento diretto e, inoltre, se si è pensato anche al rischio corruzione e infiltrazioni della malavita.

Il Presidente Cal ha risposto affermando che è opportuno fermarsi con le gestioni associate perché ci sono situazioni da analizzare ma la sospensione deve avere dei termini precisi. Per questo il Cal ha chiesto a Fugatti di arrivare con una proposta in un paio di mesi e entro sei mesi a una nuova norma. Ma è importante, ha aggiunto, che non passi il messaggio che si possono non rispettare le leggi. Ha anche ricordato he l’estate scorsa con Rossi si era stabilito di rivedere gli obiettivi di risanamento delle gestioni associate che, ha ribadito, sono strumenti ma devono essere i comuni, una volta stabiliti gli obiettivi, a decidere come risparmiare.

Ha però sottolineato che Il 90% dei 120 comuni che hanno risposto all’indagine del Servizio autonomie locali hanno dichiarato di aver risparmiato, non per le gestioni associate, ma solo perché parte del personale è andato in pensione. Sugli appalti, ha affermato ancora Giammoena, i comuni sono favorevoli all’innalzamento da 50 a 150 mila euro per l’affidamento diretto ed è difficile mettere in relazione questo all’incremento della corruzione. Sugli investimenti dei comuni 2019, il Presidente Cal ha detto che è iniziato il confronto con Fugatti sulla finanza locale.

I comuni hanno chiesto di avere risorse al di là di questa variazione di bilancio, sul budget sul patrimonio dei comuni e piccoli interventi che verranno inseriti nel protocollo d’intesa con la Pat. Tonini ha ripreso la parola per dire che se si sospendono le gestioni associate, che come detto da Gianmoena, servono a ovviare ai problemi di taglio di personale dei comuni si si sospendono le gestioni associate come vanno avanti i comuni? Il Presidente Cal ha sottolineato il fatto che le gestioni sono il frutto della situazione che vivono i comuni in seguito alla riduzione delle risorse. Il presidente della Prima, Mattia Gottardi (Civica) ha detto che le gestioni associate hanno portato anche a distorsioni organizzative e ha ricordato che comunque i comuni facevano già volontariamente, nei casi di necessità, le gestioni associate volontariamente e da lungo tempo.

Ugo Rossi ha affermato che, di fronte alla decrescita delle risorse e alla necessità di ampliare i servizi, si è deciso di mettersi assieme. La cura, quindi, non è l’abolizione dell’obbligo, ma la si potrebbe trovare sugli ambiti (da dove sono nati i problemi) e potenziando gli strumenti finanziari. L’obbligo andava lasciato, secondo Rossi, perché tra qualche mese i comuni che hanno fatto le gestioni associate chiederanno perché loro le hanno dovute fare. La norma così com’è nel ddl, invece, lascia tutto indeterminato.

Infine, Rossi ha chiesto a Gianmonea se sono state utilizzate le risorse per la task force del Consorzio dei comuni che avrebbe dovuto aiutare sul piano del personale i comuni in difficoltà. Giamoena ha detto che per la task force sono stati assunte, seppur con difficoltà, tre persone. Ma, ha aggiunto il Presidente Cal, ci sono ancora 60 comuni sotto i mille abitanti contro i 12 dell’Alto Adige e una struttura come il Consorzio potrebbe mettere a disposizione professionalità per i municipi più piccoli.

 

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Fugatti: le valli periferiche sono in crisi. Rossi e Tonini: la risposta è sbagliata.

Si è passati poi all’esame del ddl con l’intervento di Rossi che ha chiesto a Fugatti quale termine pensa di porre per ultimare il disegno di riordino delle gestioni associate. Tonini ha chiesto se la Pat non associando alla sospensione obiettivi di risparmio si è prefissa soluzioni alternative, se c’è una previsione di quanti comuni, togliendo l’obbligo, faranno comunque le gestioni associate. Marini sulla polizza dei Vvff ha chiesto se la norma ha solidità giuridica.

Fugatti ha replicato dicendo che sui termini con il Cal è stato preso un accordo per fare un’ulteriore seduta nelle prossime settimane per ultimare il giro di consultazione dei sindaci, poi la Giunta predisporrà un’ipotesi entro due tre mesi e poi approvarla nel giro di sei mesi. Un termine però non perentorio, ha aggiunto, perché il tema è complesso. Il Presidente ha aggiunto che il tema non può esser affrontato solo sul piano finanziario, perché non si colgono i problemi che interessano territori non centrali, quelli meno turistici e meno floridi.

Ho colto un senso di scoramento di certi territori, ha affermato, con sindaci che ci hanno detto: se va avanti così vi portiamo la chiave. Lo si può cogliere anche nel fatto che in certi comuni si presenta una sola lista, non si trovano neppure gli amministratori. E questo comporta le difficoltà di gestione di questi territori già più complessi rispetto al fondovalle. Si passa dalla mancanza degli amministratori allo spopolamento. Il trend è questo è lo si è visto negli ultimi anni. Si deve capire se l’Autonomia trentina è in grado di mantenere le autonomie territoriali, altrimenti dovremo mandare qualcuno ad amministrare Luserna il cui sindaco ha detto, appunto, di voler consegnare le chiavi del suo comune.

Tutto nasce da questa sfida. La sfida del rapporto centro periferia. I risparmi, ha detto ancora, sono stati in 5 anni 22 – 24 milioni più dovuti alle fusioni che alle gestioni associate che sono state 29 ambiti mentre sei6 da fare. Ma anche chi li ha fatti dice di essere d’accordo con la sospensione delle gestioni associate obbligatorie. Una situazione, quindi, che non può essere affrontata solo dal punti di vista finanziario. Sui vigili del fuoco è stata fatta una norma concordata con al Federazione e se serve un regolamento lo si farà. Tonini, ha replicato, dicendo di essere d’accordo con la foto fatta da Fugatti perché non si può fare parti uguali tra diseguali. Ma si deve capire come si può fare questo mantenendo gli obiettivi di risparmio. Tenendo conto che, in un quadro come questo, così si toglie l’obbligo delle gestioni associate ma lo si lascia nei fatti perché altrimenti il comune si trova senza il ragioniere.

 

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La Giunta presenta 12 emendamenti.

Fugatti ha poi presentato i 12 emendamenti della Giunta al testo del ddl. Troppi, secondo Tonini, e che non hanno impatto finanziario ma solo normativo. Fugatti ha ribattuto che ci sono problemi di urgenza, che va data risposta immediata ai problemi.

Nello specifico, sull’articolo uno, si va dall’inclusione dei danni ai mezzi privati dei volontari durante la tempesta di ottobre, alla possibilità di intervento diretto della Pat sulla riforestazione ai ruoli operativi della missione strategica grandi opere.
All’articolo due emendamenti, uno dei quali riguarda la proroga del comitato legislativo di un anno per trovare le competenze, come quella del professor Falcon, pari a quelle di chi oggi ricopre questo importante incarico.

All’articolo 3 un emendamento riguarda la scuola e proroga di un anno l’adattamento alla disciplina della Buona scuola, in particolare il reclutamento secondo ambiti degli insegnanti. Una proroga definita ragionevole da Rossi che ha votato l’emendamento.
All’articolo quattro un emendamento che introduce la deroga per regolarizzare errori procedurali dei comuni che hanno comportato problemi per opere già collaudate e sulle quali sono emersi problemi di tipo amministrativo.

All’articolo 5 Fugatti ha presentato gli emendamenti sulle tariffe della raccolta differenziata, saranno in vigore nel 2019 quelle statali, e sull’innalzamento dell’affidamento diretto dei lavori pubblici da 50 a 150 mila euro. Marini ha votato contro questo emendamento perché ha detto che su questa norma sarebbe stato necessario un dibattito.

 

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Le dichiarazioni di voto.

In dichiarazione di voto Paolo Ghezzi (Futuro) ha motivato il voto di astensione perché il ddl è stato dettato dall’urgenza e dal fatto che la Giunta, in fase d’avvio, si è trovata davanti ai danni della tempesta. Ghezzi ha però condiviso l’osservazione di Tonini che in questo ddl ci sono norme che non hanno impatto finanziario, alle quali si aggiunge il pacchettino di emendamenti, e ha auspicato che ci vengano presentati ddl un po’ meno omnibus, più precisi e più aderenti al titolo.

Tonini ha dichiarato voto contrario, perché la minoranza vota sempre contro il bilancio, e perché ha detto di non condividere questo modo di procedere. La via sarebbe stata quella chiarezza normativa. Altrimenti si creano problemi ai cittadini: perché nel barattolo dello zucchero ci va lo zucchero, ha esemplificato, e non il sale. Altrimenti si complica la vita ai cittadini. Nel merito, Tonini ha ricordato che ci si trova di fronte ad un taglio di investimenti per finanziare la spesa corrente.

Rossi, dichiarando il voto di astensione, ha auspicato un confronto da qui fino all’aula su alcune parti del ddl che rischiano di avere ricadute negative su alcuni voci di spesa. Il consigliere del Patt s’è chiesto se non sia in caso di coprire con un modesto debito i tagli sugli investimenti sull’agricoltura, l’industria e quelli sul turismo e politiche per la casa.

Anche per Rossi in questo ddl ci sono, non solo urgenze giustificabili, ma anche la conferma di scelte elettorali come le gestioni associate. Una norma che non dovrebbe trovarsi in questa variazione di bilancio. Servirebbe, secondo Rossi, una riforma del regolamento del Consiglio per istituire, come si fa a Bolzano, un paio di sedute omnibus per regolare le questioni urgenti o da sistemare. Anche Alex Marini , dichiarando voto contrario, ha detto di comprendere l’urgenza per il maltempo, ma ha espresso perplessità sulle gestioni sociali e sul codice degli appalti.