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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * AUTORITÀ MINORANZE LINGUISTICHE: « INCONTRO A PALÙ DEL FERSINA, FOCUS SU LINGUA MOCHENA – VIABILITÀ – PROMOZIONE TURISTICA »

La nuova Autorità per le minoranze – come un buon medico con il paziente – è andata personalmente a tastare il polso alla comunità mochena. Questa mattina la presidente Katia Vasselai (ladina), Chiara Pallaoro (mochena) e Matteo Nicolussi Castellan (cimbro) sono stati ricevuti a Palù del Fersina/Palau en Bersntol dalla dirigenza pubblica locale: i sindaci di Palù, di Frassilongo-Garait e di Fierozzo-Vlarotz, il presidente dell’Istituto culturale mocheno Luca Moltrer, il direttore Mauro Buffa, la presidente del suo comitato scientifico, Federica Ricci Garotti. Prima uscita ufficiale dell’Autorità, che è istituita presso il Consiglio provinciale, e preziosa occasione – quella odierna – per mettere a fuoco le problematiche cui si lega lo stato di salute attuale e futuro della piccola minoranza linguistica ancora viva nella verde valle sopra Pergine.

Nella bella biblioteca dell’istituto culturale, il confronto sui temi è stato ampio e serrato. Il punto di partenza: se si vuole che la lingua minoritaria sopravviva, occorre evitare lo spopolamento dei paesi in cui ancora la si parla. Un primo fronte strategico è allora quello della scuola: i mocheni vantano una materna/elementare a Fierozzo, in cui si insegna l’antica lingua di ceppo germanico, ma occorrono insegnanti di ruolo e un potenziamento delle ore dedicate al mocheno.

Il sindaco di Palù ha detto che in queste settimane sta partendo un corso linguistico per adulti cui sono iscritte anche persone da fuori valle, aspetto sicuramente positivo e incoraggiante. Ha poi toccato il tasto fondamentale dello sviluppo di occasioni lavorative in valle. A questo scopo appare importante – ha detto il primo cittadino – che la Pat creda nel telelavoro e si impegni per portare la fibra ottica nei paesi mocheni, dove la connessione internet è ancora scadente.

Altri temi: la viabilità da ottimizzare (s.p. 135), l’esempio del cohousing di Luserna da imitare, l’indennità di bilinguismo come a Bolzano, l’istituzione di una Festa delle Minoranze linguistiche trentine, il patentino che si potrebbe assegnare a partire dai ragazzi in uscita dalle scuole locali. Criticità serie ci sono in relazione alla gestione associata dei servizi municipali (l’ufficio tecnico per tutta la valle è quello di Pergine) e sul fronte della promozione turistica (l’accorpamento con l’Apt Valsugana – si lamenta – lascia la valle totalmente ai margini). Da Garotti è emerso un altro spunto propositivo: perché non proporre corsi di lingua ladina, mochena e cimbra anche nei licei linguistici di tutta la provincia?

Ancora il sindaco di Palù ha rilanciato un’idea già formulata all’epoca del progetto di terzo Statuto di autonomia: in Consiglio provinciale c’è di diritto il consigliere ladino, perché non istituirne anche uno con staffetta tra cimbri e mocheni?

Tra le novità sicuramente positive, è stato menzionato l’avvio di un modulo dedicato alle minoranze linguistiche tra quelli che le scuole trentine possono scegliere nel percorso di incontro con il Consiglio provinciale.

Su queste basi l’Autorità avvia convintamente il proprio lavoro. La presidente Vasselai oggi ha detto di volerlo fare superando la compartimentazione tra le tre minoranze, perché uniti si può fare di più e meglio.