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CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: « L’AGENZIA PER LA FAMIGLIA DIVENTA AGENZIA PER LA COESIONE SOCIALE, CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE E CRIMINALITÀ »

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12.18 - lunedì 20 dicembre 2021

Prima Commissione, l’Agenzia per la famiglia diventa Agenzia per la coesione sociale e si occuperà di pari opportunità, contrasto alla violenza sulle donne e alla criminalità.

In Prima commissione è stato dato parere favorevole, con i sì della presidente della Commissione, Vanessa Masè (Civica), di Mara Dalzocchio, Savoi e Job della Lega, di Cia (FdI) e le astensioni di Tonini (Pd), Rossi (Azione), Zanella (Futura) e Marini (5 Stelle), alla proposta di delibera che introduce modifiche nell’organizzazione interna della Provincia. In sostanza dal primo gennaio, su proposta dell’assessora Segnana, le pari opportunità, il contrasto alla violenza sulle donne e alla criminalità verranno trasferite dal Dipartimento salute e politiche sociali all’Agenzia per la famiglia che prenderà il nome di Agenzia per la coesione sociale. All’interno dell’Agenzia verrà incardinata l’Unità di missione semplice (Umse) pari opportunità che avrà l’obiettivo di sviluppare la cultura delle pari opportunità, la prevenzione della violenza di genere e dei fenomeni criminali e il coordinamento del gruppo di lavoro permanente tra Pat e Procura. Gli interventi per il contrasto alla violenza sulle donne saranno seguiti da uno specifico ufficio.

Cambio di organizzazione anche in materia di appalti e contratti. In base alla richiesta del presidente Fugatti, tutte le competenze su questa complessa materia verranno ricondotte sotto la Direzione generale della Provincia. Quindi, sotto la Direzione generale passerà l’Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti (Apac) che ingloberà anche l’Agenzia del Servizio regolazione e innovazione dei contratti. Insomma, come ha spiegato il dirigente del Dipartimento organizzazione, personale e affari generali, Silvio Fedrigotti, la parte pratica e quella giuridica in materia di appalti verranno unificati.

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Il dibattito.

Alex Marini (5 Stelle), sottolineando che i cambiamenti organizzativi sono troppo frequenti, ha affermato che sarebbe stato opportuno, vista la necessità di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata, creare un’Umse specifica per la gestione dei rapporti tra Pat e Procura. Paolo Zanella (Futura) ha affermato che le pari opportunità in questi anni sono state svuotate. Quindi, si potrebbero mettere anche sotto l’agricoltura ma cambierebbe poco. Tra l’altro le pari opportunità sono state poste da Governo, non a caso, all’interno delle 6 missioni del Pnrr e metterle nell’Agenzia della famiglia che verrà chiamata Agenzia della coesione sociale, secondo il consigliere di Futura, è limitante e rappresenta l’ennesimo “pateracchio”.

Giorgio Tonini (Pd), sottolineando l’assenza della Giunta, ha detto che si sta creando una prassi, come si è visto anche durate i lavoro in commissione per il bilancio, per la quale il confronto è ormai solo tra consiglieri e dirigenza. Prassi istituzionalmente poco “sana”. In Parlamento, ha ricordato Tonini, le commissioni non possono operare senza il rappresentante del Governo. Nel merito il consigliere Pd ha annunciato il suo voto di astensione perché la Giunta ha diritto di decidere sulla ripartizione delle competenze e della razionalizzazione delle risorse umane.

Rispondendo a Zanella, il dottor Fedrigotti ha spiegato che l’Unpse sulla promozione dei prodotti agroalimentari trentini è stata soppressa con questa delibera perché era rimasta senza dirigente e Trentino Marketing ha trasferito una persona al Dipartimento agricoltura per svolgere questo lavoro. Anche Ugo Rossi (Azione) ha lamentato l’assenza dei rappresentanti della Giunta: lo spostamento delle Pari opportunità avrebbe meritato un confronto politico approfondito, perché, ha affermato, questo tema è fondamentale per la crescita economica. Rossi, a questo proposito, ha ricordato che il suo ddl su questa materia ha dovuto attendere due anni per ottenere un parere della Giunta e ha aggiunto che in questa legislatura sulle politiche per le pari opportunità, salvo qualche intervento “spot”, si è fatto molto poco. C’è insomma, una totale mancanza di concretezza e sarebbe stato importante, vista l’importanza dell’argomento, parlarne con il presidente Fugatti.

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