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CAL * SEDUTA 20/3: « DDL SU ASSUNZIONI PERSONALE COMUNE LUSERNA / RIDUZIONE SPRECHI ALIMENTARI / DDL RESIDENZIALITÀ LAVORATIVA »

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18.22 - mercoledì 20 marzo 2024

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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DDL sulle assunzioni di personale per il Comune di Luserna. Esame in vista dell’audizione.

In vista dell’audizione presso la Sesta Commissione permanente del Consiglio provinciale, il Consiglio delle autonomie locali ha esaminato il Disegno di legge n. 6 ‘Integrazioni dell’articolo 8 della legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27, e dell’articolo 7 della legge provinciale sulle minoranze linguistiche 2008, in materia di assunzioni di personale per il Comune di Luserna. Il proponente del Ddl è il Consigliere provinciale Luca Guglielmi. I lavori sono stati aperti dal Presidente del Cal Paride Gianmoena, che ha sottolineato la centralità e l’importanza delle minoranze linguistiche e di come le tematiche che le riguardano necessitino di una sensibilità particolare, ma di come ogni ragionamento riguardante l’organizzazione degli Enti locali debba essere inserito in un ragionamento di sistema. Il tema delle difficoltà che attanagliano il Comune di Luserna è infatti, prima di tutto, di carattere organizzativo, e riguarda molti altri enti trentini. Tanto premesso, il primo periodo del nuovo comma 3.3.2 dell’art. 8 della L.P 27/2010 appare condivisibile, in quanto rinvia allo strumento dell’intesa la definizione di particolari deroghe ai limiti alle assunzioni per il Comune di Luserna.
Nella medesima direzione, già il comma 3.3.1 del’art. 8 della L.P. 27/2010 ha previsto che “3.3.1. In considerazione delle peculiarità istituzionali del Comun general de Fascia, l’intesa prevista dal comma 3.2 stabilisce i criteri e le modalità per valutare la dotazione del personale dell’ente e la conseguente eventuale possibilità di assunzione di ulteriore personale. Fino all’approvazione dell’intesa prevista dal comma 3.2 si applica quanto disposto dal comma 3.3”.

Meno condivisibile risulta, invece, il secondo periodo del medesimo comma, volto ad autorizzare assunzioni specifiche presso il Comune di Luserna (segnatamente unità di personale necessarie per assicurare le prestazioni nell’ambito della Segreteria comunale, del Servizio Economico – Finanziario e del Servizio tecnico), nelle more di definizione dell’intesa.
E’ evidente la differenza rispetto aalla citata disposizione del comma 3.3.1 che, per il Comun General de Fascia, prevede che nelle more di definizione dell’intesa all’Ente si applichi la disciplina ordinaria relativa alle assunzioni nelle Comunità.
Gianmoena ha ricordato ancora come sia già stato elaborato e consegnato alla Giunta provinciale un documento che esprime la priorità di trovare soluzioni a 360 gradi per garantire organici certi e stabilità amministrativa alle municipalità. Soluzioni che, nelle proposte del CAL, potrebbero passare attraverso il rafforzamento di servizi di staff erogati da parte di soggetti sovracomunali o dallo stesso Consorzio dei Comuni Trentini, come sta già in parte avvenendo.

Gianni Nicolussi Zaiga, Sindaco di Luserna, ha fatto il punto su una problematica che, per il suo Comune, si trascina da anni. Ha citato l’esperienza della gestione associata, con la perdita, fra le altre, della figura del segretario comunale a tempo pieno. Una situazione che ha portato a una serie di problemi con un turn over di personale che ha generato lacune amministrative nei servizi alla piccola comunità cimbra. Zaiga ha, quindi, avvalorato con lo storico la necessità di una deroga sull’assunzione di personale che permetta a Luserna di sopravvivere.
L’Assessore competente del CAL e Sindaco di Roncegno Terme, Mirko Montibeller, ha espresso la preoccupazione che la deroga proposta dal disegno di legge venga vissuta dagli altri Comuni come una sconfitta del sistema in generale. “Il grido di allarme che esce dalla situazione di Luserna – ha aggiunto Montibeller – deve spingere, invece, a una maggiore incisività per dare risposte efficaci a tutte le municipalità”.

In discussione è intervenuto anche il Procurador del Comun General de Fascia, Giuseppe Detomas, che ha precisato come la situazione di Luserna sia diversa rispetto a quella che ha permesso all’Ente ladino di godere di una specifica disciplina sulle assunzioni, in parte analoga a quella proposta dal disegno di legge. La condizione del Comun general è caratterizzata, infatti, dall’assunzione di specifiche competenze, delegate da altri enti, che necessitano di personale e risorse per essere esercitate. Detomas ha voluto, però, aggiungere che quando si interviene su temi che riguardano le minoranze linguistiche si debba tenere in conto della loro particolarità e della loro unicità.
Il Sindaco di Mori, Stefano Barozzi, è intervenuto sottolineando che il tema della difficoltà nel reperire personale è sentito ormai anche dai comuni più popolosi, e chiedendo tempi veloci nel confronto con la Provincia per dare risposte ai Comuni in difficoltà. Sulla stessa linea il Sindaco di Borgo Valsugana, Enrico Galvan che ha chiesto celerità nel risolvere un problema che non è solo di Luserna, ma anche di altri Comuni.

Il Sindaco di Campitello di Fassa, Ivo Bernard, ha sottolineato la necessità di trovare una soluzione, che sia anche emergenziale, ma veloce. Il Sindaco di Cles, Ruggero Mucchi, è intervenuto per ricordare l’importanza dei piccoli comuni come presidi territoriali. Comuni ai quali va dedicata attenzione. “Il tema – ha detto – è complicato e non sempre la fusione è la soluzione migliore”.
Il Sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha colto l’occasione per stigmatizzare l’ingerenza della Corte dei conti, che in un suo recente intervento si fa forte interprete della necessità della fusione dei Comuni. “La tematica – ha detto Ianeselli – è di esclusiva competenza politica, con soluzioni che devono uscire da una discussione interna evitando spinte antidemocratiche”.

 

Acquisto di beni per le attività socioassistenziali e riduzione degli sprechi alimentari. Parere favorevole del CAL ai nuovi criteri di contribuzione.

Il Consiglio delle autonomie locali ha espresso parere favorevole rispetto alla proposta di deliberazione della Giunta provinciale concernente ‘Criteri e modalità per la concessione di agevolazioni per gli interventi in conto capitale per l’acquisto di arredi ed attrezzature per l’attività socio-assistenziali, ai sensi art. 39 della legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13 ‘Politiche sociali nella Provincia di Trento’ e dell’articolo 6 della legge provinciale 22 settembre 2017, n. 10 ‘Riduzione degli sprechi, recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari e dei prodotti farmaceutici’.

La delibera è stata illustrata dall’Assessore competente del Cal, Stefano Bisoffi. 
Il provvedimento va a modificare i criteri da ultimo rivisitati con d.G.P. n. 524 e 746 del 2023, per introdurre le seguenti principali novità. Viene contemplato, fra le tipologie di interventi finanziabili, l’acquisto urgente per la sostituzione di attrezzature, arredi e automezzi, necessari per garantire la continuità delle attività oggetto dei presenti criteri, e la cui riparazione risulta non economica e non possibile. Per soddisfare queste esigenze, viene disposto un accantonamento del 20% delle risorse annualmente disponibili. La possibilità di richiedere tali contributi verrà ampliata, a regime, dal 1° febbraio a 31 ottobre di ogni anno. Tali interventi, diversamente da quelli ordinari per i quali è prevista la formazione di una graduatoria, sono istruiti sulla base dell’ordine cronologico delle domande, ma occorre comunque raggiungere un punteggio minimo e va specificatamente documentata l’urgenza della sostituzione. Vengono inoltre inserite delle specificazioni funzionali a chiarire alcuni aspetti della rendicontazione, per i soggetti che applicano la contabilità pubblica.

 

DDL sulla residenzialità lavorativa. Approvato il documento per l’audizione.

A distanza di una settimana, il Cal ha preso nuovamente in esame il Disegno di legge della Giunta provinciale che reca ‘Disposizioni urbanistiche in materia di residenzialità lavorativa. Modificazioni alla legge provinciale per il governo del territorio 2015”: determinazioni conseguenti. Il Presidente Gianmoena ha ripercorso, brevemente, gli approfondimenti che il Cal ha effettuato a partire dal 15 febbraio scorso, quando era intervenuto sulla Legge di variazione del bilancio provinciale chiedendo un momento di riflessione, con un ragionamento più approfondito, sull’articolo 12. Successivamente, in Consiglio provinciale, l’articolo era stato stralciato in seguito a un accordo tra maggioranza e opposizione, portando alla stesura del testo del DDL sulla residenzialità lavorativa, oggi in discussione, e firmato dall’Assessore provinciale Mattia Gottardi. Il Ddl disciplina la realizzazione di opere stagionali per il soddisfacimento delle esigenze temporanee di alloggio dei lavoratori stagionali del settore agricolo e si concentra sul riutilizzo e recupero degli alberghi dismessi per l’ospitalità dei lavoratori sul territorio. Su questo tema è intervenuto nel dettaglio l’Assessore competente del Cal, Michele Cereghini, che ha sottolineato come il testo oggi in esame abbia colto il senso della posizione del Cal, pur necessitando di alcuni ulteriori correttivi, peraltro già oggetto di confronto con l’Assessore e la Struttura tecnica della Provincia.

Il Cal ha chiesto, in particolare, che siano chiariti alcuni aspetti: per l’uso temporaneo degli alberghi va precisato che l’attività deve essere cessata prima dell’entrata in vigore della legge per evitare che vengano sottratti posti letto agli alberghi attivi. La legge deve definire la natura delle foresterie e le caratteristiche di questa forma di ospitalità dei lavoratori.
La proposta di legge ammette poi la trasformazione degli alberghi dismessi con variante semplificata al PRG a destinazione vincolata ad ospitalità dei lavoratori. Anzitutto, il Cal chiede di chiarire il termine “dismissione”, prevendendo – come già avviene nella legge sul turismo – che l’attività sia cessata da almeno 10 anni. Inoltre, il Comune, con la stessa procedura semplificata e per agevolare il recupero di edifici fatiscenti, dovrebbe poter avere la facoltà, valutato in concreto il singolo caso, di imprimere all’area anche una nuova destinazione, che ne consenta un utile recupero.

Infine, rispetto alle opere stagionali, dirette a soddisfare esigenze temporanee e contingenti di alloggiamento dei lavoratori agricoli, il CAL ha chiesto di precisare che tale possibilità non sia ammessa nelle aree agricole di pregio, e che venga ridotto il termine di 180 giorni per la loro collocazione e permanenza, ritenuta eccessiva rispetto alle normali esigenze di stagionalità colturale. Inoltre, si chiede venga prevista apposita da garanzia fideiussoria a favore del Comune a garanzia della rimessa in pristino dei luoghi.
Il 25 marzo il documento verrà posto all’attenzione della Terza Commissione Provinciale.
Il Sindaco di Mezzana, Giacomo Redolfi, è intervenuto ricordando un percorso articolato e complesso, che ha definito positivo, e che vuole essere un messaggio forte contro eventuali speculazioni. “Dobbiamo fugare ogni timore – ha detto Redolfi – nei confronti di un passaggio legislativo che deve garantire un settore vitale per il Trentino come il turismo”. Redolfi ha chiesto, inoltre, che venga ben definita la qualifica di chi gestirà eventuali “foresterie”. “Strutture – ha detto Redolfi – che dovranno garantire condizioni dignitose a tutta la forza lavoro che arriva in Trentino”.

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